Guerra Hamas – Israele
Oggi è il 623° giorno di guerra
I costi della guerra per Israele: oltre 67 miliardi di dollari per Gaza, 735 milioni al giorno per l’Iran
Oltre 67 miliardi di dollari per la guerra a Gaza e 735 milioni di dollari al giorno per bombardare l’Iran, senza contare i raid in Libano: Israele sta affrontando il periodo militare più costoso della sua storia, spendendo per le sue due offensive belliche a un ritmo che rischia di riscrivere il suo futuro economico. Lo scrive The Economic Times, una testata indiana in lingua inglese del gruppo The Times, chiedendosi nel titolo “Può Israele continuare a pagare per la sua guerra con l’Iran?”.
Secondo il sito economico israeliano Calcalist, citato dal quotidiano, il costo della guerra di Gaza aveva già superato i 250 miliardi di shekel (oltre 67,5 miliardi di dollari) entro la fine del 2024, una cifra indicata anche da Reuters e Guardian. Con l’apertura di un nuovo fronte contro l’Iran, la spesa per la difesa sta accelerando. Nelle prime ore della campagna militare israeliana contro Teheran, i costi sono aumentati vertiginosamente. Un rapporto di Ynet news ha citato il generale di brigata (in congedo) Ee’em Aminach, ex consulente finanziario del capo di stato maggiore delle forze armate israeliane, secondo cui solo le prime 48 ore di operazioni sono costate 5,5 miliardi di shekel (1,45 miliardi di dollari). Il ritmo non ha rallentato. Israele spende ora 735 milioni di dollari al giorno in operazioni militari dirette nel conflitto iraniano.
Oltre al combattimento, il massiccio arruolamento dei riservisti sta riducendo la produttività civile. La testata indiana ricorda che il bilancio del ministero della Difesa è quasi raddoppiato in soli due anni e assorbe ora quasi il 7% del pil di Israele, secondo solo all’Ucraina a livello globale. Gli esperti avvertono che anche una rapida fine delle ostilità non cancellerà il danno fiscale già causato. I servizi pubblici, in particolare sanità e istruzione, rischiano di essere messi da parte. Infine, con un limite massimo di deficit del 4,9% del pil, equivalente a 27,6 miliardi di dollari, il bilancio di Israele è già sotto una pressione immensa, mentre il ministero delle Finanze ha rivisto le previsioni di crescita del pil per il 2025 dal 4,3% al 3,6%.
L’Ufficio per il Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu ha dichiarato che a Gaza continuano bombardamenti, colpi d’artiglieria e sparatorie su “vasta scala”
L’Ufficio per il Coordinamento degli affari umanitari dell’Onu ha dichiarato che a Gaza continuano bombardamenti, colpi d’artiglieria e sparatorie su “vasta scala”, con decine di morti e feriti, “compresi coloro che cercavano aiuti”. “Ieri – ha spiegato un portavoce dell’Onu – una squadra delle Nazioni Unite ha visitato il complesso medico Nasser a Khan Younis, che, come sapete, sta lottando per rimanere operativo sotto una pressione incessante e una grave carenza di quasi ogni tipo di fornitura”. L’ospedale ospita il doppio dei pazienti consentiti, ma manca di molti mezzi, inclusi personale medico, letti e ventilatori.
Secondo Netanyahu la guerra con l’Iran contribuisce ad accelerare il ritorno dei restanti ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza
Secondo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu la guerra con l’Iran contribuisce ad accelerare il ritorno dei restanti ostaggi tenuti prigionieri da Hamas a Gaza.“L’unica vera cosa” che impedisce la fine della guerra in corso a Gaza sono gli ostaggi, ha dichiarato in un’intervista all’emittente Kan, aggiungendo che l’operazione contro l’Iran aiuta a far tornare i prigionieri, poiché “Hamas fa affidamento sull’Iran”. Riguardo alla campagna contro Teheran, Netanyahu ha affermato che l’Idf stanno prendendo di mira “sistematicamente” l’intera gamma di sistemi d’arma dell’Iran, comprese tutte le armi non convenzionali.
Papa Leone XIV “Ci sono tanti innocenti che stanno morendo e bisogna promuovere la pace sempre”
La situazione internazionale “è veramente preoccupante. Si parla soprattutto del Medio Oriente, però non è solamente lì. Come ho detto ieri vorrei rinnovare l’appello per la pace e cercare a tutti i costi di evitare l’uso delle armi e cercare attraverso gli strumenti diplomatici il dialogo. Mettiamoci insieme per trovare una soluzione, ci sono tanti innocenti che stanno morendo e bisogna promuovere la pace sempre”. Così Papa Leone XIV in un’intervista in esclusiva al Tg1
Migliaia di sfollati disperati hanno ricevuto pasti caldi da un’organizzazione benefica, la cucina Al Saada (La Felicità), meno rischioso che recarsi nei centri di disribuzione
Migliaia di sfollati disperati hanno ricevuto pasti caldi da un’organizzazione benefica che fornisce quotidianamente generi alimentari di base a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza. I palestinesi in tutta la Striscia di Gaza sono sempre più disperati, poiché quasi tre mesi di chiusura delle frontiere da parte di Israele hanno portato il territorio sull’orlo della carestia. La cucina Al-Saada (Felicità), o Takiet Al-Saada, si trova in un’area di tende che ospita circa 20.000 sfollati. La cucina dell’organizzazione benefica cerca di fornire a tutti pasti quotidiani a base di zuppa, ma il cibo non è sufficiente a riempire le pentole e le padelle di centinaia di persone affamate e disperate, molte delle quali sono bambini. Il proprietario della cucina caritatevole al-Saada, Saad Abdeen, dice che circa 15.000 persone vengono da loro ogni giorno, ma non tutti ricevono cibo. “Alcuni ricevono a malapena un pasto, altri non ricevono nulla”, aggiunge. Gli sfollati scelgono di ottenere il cibo da questa associazione per evitare il rischio di recarsi nell’area di distribuzione degli aiuti. Ottenere gli aiuti che arrivano attraverso i comitati americani e israeliani è molto pericoloso. Israele e gli Stati Uniti affermano che il nuovo sistema di aiuti è destinato a sostituire la rete gestita dall’ONU che ha distribuito aiuti in tutta Gaza durante i 20 mesi di guerra. Da quando è iniziata la guerra nell’ottobre 2023, sono state uccise in totale 55.637 persone e quasi 130.000 sono rimaste ferite, ha aggiunto il ministero. Il bilancio include 5.334 persone uccise e più di 17.000 ferite da quando il cessate il fuoco è fallito tre mesi fa.