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Guerra Hamas – Israele

Guerra Hamas – Israele

Oggi è il 785° giorno di guerra

Il presidente egiziano ribadisce, in una lettera al presidente palestinese, il “fermo sostegno dell’Egitto alla causa palestinese e al suo popolo”

Il presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi ha inviato una lettera al presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) in occasione della Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese, riaffermando “il fermo sostegno dell’Egitto alla causa palestinese e al suo popolo. “La sofferenza del popolo palestinese non si limita a quanto sta accadendo a Gaza, nonostante le atrocità a cui il mondo assiste – si afferma nella lettera -, ma si estende alla Cisgiordania e a Gerusalemme, dove i palestinesi sono sottoposti quotidianamente a pratiche sistematiche, tra cui restrizioni alla circolazione, confisca di terre, protezione da attacchi di coloni contro civili disarmati e altre violazioni che non li hanno dissuasi dal continuare a vivere nonostante le difficili circostanze”.

“Questa tragedia umanitaria in corso, che persiste da oltre sette decenni – aggiunge -, impone alla comunità internazionale l’obbligo umanitario e morale di sostenere il popolo palestinese con tutti i mezzi possibili”. Ha quindi invitato la comunità internazionale “ad assumersi la propria responsabilità nel ricostruire ciò che la guerra ha distrutto a Gaza e nel ripristinare la dignità umana del popolo palestinese contribuendo ai tempestivi sforzi di ripresa e ricostruzione”. “Il sostegno all’Autorità Nazionale Palestinese – ha ribadito Sisi – rimane un obiettivo centrale affinché possa adempiere ai propri obblighi nei confronti del popolo palestinese”

 

Una delegazione dell’Onu visita la parrocchia di Gaza. Padre Romanelli: “Hanno incontrato rifugiati”

Una delegazione dell’Onu ha visitato la parrocchia di Gaza. Lo rende noto sui social il parroco padre Gabriel Romanelli.”Abbiamo ricevuto la visita di una delegazione delle Nazioni Unite. Hanno potuto visitare le strutture della parrocchia e incontrare alcuni membri della comunità dei rifugiati”, ha riferito padre Romanelli.Rea

 

A Tel Aviv manifestazione per la restituzione degli ultimi due corpi in mano ad Hamas

I parenti e i sostenitori degli ostaggi detenuti a Gaza si sono riuniti a Tel Aviv per una manifestazione settimanale, chiedendo la restituzione dei due corpi ancora trattenuti da Hamas nell’enclave. “Hamas sta giocando con noi, e questo deve finire subito”, ha detto Itzik Gvili, padre di Ran Gvili, il cui corpo è uno dei due ancora a Gaza. Mercoledì Israele ha consegnato i corpi di 15 palestinesi, il giorno dopo che Hamas ha restituito i resti di un ostaggio israeliano. Si è trattato dell’ultimo scambio nell’ambito del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti raggiunto il mese scorso, la cui prima fase sta volgendo al termine nonostante le violenze continuino nei territori palestinesi. I resti di due ostaggi, un israeliano e un cittadino thailandese rapiti il 7 ottobre 2023 durante l’attacco guidato da Hamas contro Israele che ha scatenato la guerra, devono ancora essere restituiti. Hamas ha dichiarato di essere impegnata a consegnarli, anche se il recupero è reso difficile dalla distruzione diffusa a Gaza, mentre Israele ha accusato i militanti di temporeggiare dopo che gli ultimi ostaggi vivi sono stati rilasciati il 13 ottobre durante la fase più urgente del cessate il fuoco. I mediatori turchi, qatarioti ed egiziani si sono incontrati martedì al Cairo per discutere la seconda fase del cessate il fuoco. Si prevede che ciò includerà il dispiegamento di una forza armata internazionale di stabilizzazione, incaricata di garantire il disarmo di Hamas, una richiesta fondamentale di Israele, e lo sviluppo di un organismo internazionale per governare Gaza e supervisionare la ricostruzione.Ma importanti interrogativi aleggiano su quasi ogni parte del piano e sui tempi di attuazione del fragile cessate il fuoco che è stato rispettato nonostante le accuse di violazioni da entrambe le parti.

luciani.2006@libero.it

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