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Guerra Hamas – Israele

Guerra Hamas – Israele

Oggi è il 826° giorno di guerra

Trump dovrebbe annunciare la prossima settimana le nomine per il suo Consiglio di pace

Alcuni funzionari affermano che Trump dovrebbe annunciare la prossima settimana le nomine per il suo Consiglio di pace, che ha dichiarato di voler presiedere, segnando un importante passo avanti per il suo piano di pace in Medio Oriente. Il processo è andato avanti lentamente da quando, quasi tre mesi fa, è entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hamas. I funzionari hanno parlato in forma anonima in attesa di un annuncio ufficiale. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov sarà il direttore generale “designato” del comitato. Mladenov è un ex ministro della Difesa e degli Esteri bulgaro che ha ricoperto il ruolo di inviato delle Nazioni Unite in Iraq prima di essere nominato inviato di pace delle Nazioni Unite in Medio Oriente dal 2015 al 2020. Durante quel periodo, ha intrattenuto buoni rapporti di lavoro con Israele e ha spesso lavorato per allentare le tensioni tra Israele e Hamas. Secondo il piano di Trump, il consiglio supervisionerebbe un nuovo governo tecnocratico palestinese, il disarmo di Hamas, il dispiegamento di una forza di sicurezza internazionale, ulteriori ritirate delle truppe israeliane e la ricostruzione. Finora gli Stati Uniti hanno segnalato scarsi progressi su tutti questi fronti.

 

L’IDF, in una nota, comunica di aver ucciso, ieri, 6 membri di Hamas nelle operazioni a Gaza

Sei membri di Hamas sono stati “colpiti ed eliminati” ieri in operazioni militari israeliane compiute nella Striscia di Gaza: lo hanno annunciato oggi in una nota l’Idf e l’Agenzia di sicurezza israeliana . Il comunicato spiega che due “terroristi”, Kamal Abdal-Rahman Muhammad Awad e Ahmad Thabet, sono stati uccisi “in risposta a un lancio fallito di un proiettile dall’area di Gaza City”. Un terzo membro di Hamas, Ahmad Abd al-Fattah Saeed Maghdalawi, è stato “preso di mira” ma la sua situazione attuale è ancora “oggetto di verifica”. In aggiunta, Idf e Isa fanno sapere di aver “eliminato” altri quattro membri di Hamas, che “operavano da un centro di comando e controllo”, in un’operazione nel nord della Striscia. Ieri, l’agenzia di protezione civile a Gaza aveva riferito che attacchi israeliani nel territorio palestinese avevano ucciso oggi almeno 13 persone, tra cui cinque bambini,nonostante il cessate il fuoco.

 

Forti piogge e venti violenti hanno distrutto parte dei campi profughi nella Striscia di Gaza

Forti piogge e venti violenti hanno distrutto parte dei campi profughi nella Striscia di Gaza, dove trovano rifugio centinaia di migliaia di abitanti sfollati a causa della guerra tra Israele e Hamas. Il comune di Gaza ha assicurato di lavorare “24 ore su 24” per far fronte ai danni causati dalla pioggia, in particolare per evacuare l’acqua che si accumula nelle “zone basse”, pur affermando di non disporre dei mezzi e delle attrezzature necessari. “I venti violenti hanno strappato la nostra tenda questa mattina, siamo rimasti sotto la pioggia per ore e tutto ciò che possediamo è stato bagnato”, ha dichiarato all’AFP Oum Mohammed Ouda, una madre di 45 anni originaria del nord della Striscia di Gaza e sfollata ad al-Mawasi, dall’altra parte del territorio. “Non abbiamo una tenda di ricambio né alcun modo per proteggerci da questo tempo”, ha aggiunto, mentre altre persone intorno a lei lamentavano danni simili. Secondo l’ONU, più di tre quarti degli edifici del territorio palestinese sono stati distrutti dalla guerra e quasi tutta la popolazione è stata sfollata almeno una volta a causa dei combattimenti e dei bombardamenti dal 7 ottobre 2023. Centinaia di migliaia di persone vivono ancora in rifugi precari e la situazione è peggiorata dopo il passaggio della tempesta Byron all’inizio di dicembre. La situazione umanitaria peggiora ad ogni episodio di maltempo“, ha confermato all’AFP Mahmoud Zaqout, un trentenne originario di Khan Younis e sfollato nel campo di al-Zawaida (centro). ”Viviamo in tende che non possono resistere alle intemperie”, ha continuato. “Oggi diverse tende sono state strappate via e la gente ha cercato riparo un pò ovunque”. Alla periferia della città di Gaza, un fotografo dell’AFP ha visto famiglie che cercavano di rimontare in fretta teloni e pezzi di tende dopo che le piogge avevano devastato una parte del campo di al-Chati, dove la popolazione è distribuita tra edifici in rovina, alcuni dei quali minacciano di crollare, e campi di fortuna. Martedì, l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) ha riferito che “le tempeste invernali di dicembre hanno colpito circa 65.000 famiglie” e che alcuni campi sono stati completamente allagati. Diverse organizzazioni umanitarie internazionali hanno dichiarato all’AFP di temere un ulteriore aggravamento della situazione. Sottolineano la difficoltà di far entrare gli aiuti nel territorio a causa delle restrizioni imposte dalle autorità israeliane, cosa che queste ultime negano.

 

Bassem Naïm, membro dell’ufficio politico di Hamas: “Gli attacchi non possono avvenire senza la copertura o il via libera degli Stati Uniti”

Un responsabile di Hamas ha accusato gli Stati Uniti di “coprire” l’esercito israeliano, dopo gli attacchi del giorno precedente che hanno causato 13 morti nonostante il cessate il fuoco in vigore nella Striscia di Gaza. Secondo un bilancio della Protezione civile di Gaza, un’organizzazione di primo soccorso che opera sotto l’autorità di Hamas, giovedì 13 palestinesi, tra cui cinque bambini, sono stati uccisi durante gli attacchi israeliani nel territorio costiero palestinese. Questi attacchi, giustificati con “pretesti fallaci”, “non possono avvenire senza la copertura o il via libera degli Stati Uniti”, ha denunciato su Telegram Bassem Naïm, membro dell’ufficio politico del movimento islamista palestinese. Il responsabile ha criticato aspramente “l’insistenza di Netanyahu nel sottrarsi ai suoi impegni e nell’incoraggiare l’escalation, al fine di sabotare l’accordo”. Secondo lui, Hamas ha “rispettato tutti i suoi obblighi previsti dall’accordo” ed è “pronto” per la seconda fase. Israele esige il disarmo di Hamas e la restituzione del corpo di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano trattenuto a Gaza, prima di avviare le discussioni sulla seconda fase dell’accordo. Mercoledì alcuni responsabili di Hamas hanno annunciato all’AFP la ripresa delle ricerche del corpo, dopo una pausa di due settimane dovuta, secondo loro, alle cattive condizioni meteorologiche. La tregua tra Israele e Hamas, iniziata il 10 ottobre, rimane molto precaria. Gli incidenti sono quotidiani, con le due parti che si accusano reciprocamente di violarne i termini, mentre la situazione umanitaria nel territorio rimane critica. Secondo il ministero della Salute della Striscia di Gaza, sotto l’autorità di Hamas, da quella data sono stati uccisi in totale 439 palestinesi. Da parte sua, l’esercito israeliano ha riferito della morte di tre soldati. Date le restrizioni imposte ai media a Gaza e le difficoltà di accesso sul terreno, l’AFP non è in grado di verificare in modo indipendente le informazioni fornite dai protagonisti.

 

Egitto, scontri armati tra tribù beduine al confine con Israele

Scontri armati sono scoppiati in Sinai, in Egitto, al confine con Israele, tra le tribù Tarabin e Tiyaha, per motivi ancora non chiari. Un uomo della tribù Tarabin, Salem Al-Ghul Al-Tarabani, è stato ucciso e ora la sua comunità sta assediando armi alla mano il territorio di Tiyaha chiedendo la consegna dell’omicida. Lo rivelano sui social fonti locali della tribù Masaid. Alcuni sceicchi delle tribù vicine hanno espresso la loro preoccupazione per la vicenda, chiedendo la fine delle ostilità in nome della pace, degli insegnamenti religiosi e delle regole autodeterminate dalle comunità.

luciani.2006@libero.it

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