Guerra Hamas – Israele
Oggi è l’860° giorno di guerra
Israele afferma i aver ucciso il capo dei cecchini di Hamas
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato oggi di aver ucciso nella Striscia di Gaza il comandante dei cecchini del movimento palestinese Hamas, Ahmad Hasan.In una nota diffusa oggi, le Idf hanno dichiarato che l’operazione è stata condotta “in risposta alla flagrante violazione dell’accordo sul cessate il fuoco all’inizio di questa settimana” e che il miliziano “ha partecipato alla pianificazione di numerosi attacchi terroristici contro i soldati israeliani nel nord della Striscia di Gaza”
Trump: “Con Netanyahu discusso degli enormi progressi a Gaza”
A Gaza sono stati fatti “enormi progressi” e “nella regione in generale”. Lo scrive Donald Trump su Truth, riferendo dell’incontro bilaterale col premier israeliano Benjamin Netanyahu, che si è appena concluso alla Casa Bianca. “C’è davvero pace in Medio Oriente”, conclude il presidente Usa.
World Central Kitche: “A Gaza un milione pasti caldi al giorno”
World Central Kitchen (Wck) e’ arrivata distribuire un milione di pasti caldi al giorno a Gaza, dove opera dal novembre 2023. A celebrare il “traguardo importante” e’ stata la stessa organizzazione umanitaria con un messaggio su X, mettendo l’accento sulla “vasta rete di cucine da campo, cucine comunitarie, panetterie e partner locali”.
“Il traguardo di un milione di pasti al giorno non significa che il nostro lavoro a Gaza si fermerà. La fame rimane diffusa, nonostante le condizioni siano migliorate rispetto ai mesi precedenti. Un milione di pasti al giorno soddisfa una domanda urgente, ma non la elimina. I nostri team si impegnano a fare tutto il possibile per continuare a intensificare i nostri sforzi e raggiungere piu’ famiglie bisognose, un pasto alla volta”, ha sottolineato Wck, ricordando che, dal 2023, ha servito oltre 272 milioni di pasti nell’enclave palestinese
Netanyahu firma con Rubio l’ok di Israele al ‘Board of Peace’
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha firmato oggi a Washington l’ingresso di Israele nel ‘Board of Peace’ creato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Netanyahu ha firmato ufficialmente l’atto con il Segretario di Stato Marco Rubio.
Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo ha iniziato a rimuovere i cumuli di rifiuti nel centro di Gaza. Circa 370 mila tonnellate
Il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), in collaborazione con le organizzazioni della società civile locale, ha iniziato a rimuovere i cumuli di rifiuti accumulati nell’area del mercato di Firas, nel centro della città di Gaza, il più grande sito di raccolta dei rifiuti nella Striscia dall’inizio della guerra. I residenti sperano che questa iniziativa contribuisca a mitigare i crescenti rischi per la salute e l’ambiente. Circa 370.000 tonnellate di rifiuti si sono accumulate nel sito durante i due anni di guerra, trasformando l’area in un punto caldo inquinato, in un contesto di collasso generalizzato dei servizi di base, compresi la raccolta dei rifiuti e i sistemi fognari. Montagne di rifiuti costeggiano entrambi i lati delle strade nel cuore della città, mentre i residenti si muovono tra i cumuli ammucchiati in una scena che riflette la portata della crisi ambientale che Gaza sta affrontando. I camion e i bulldozer gestiti dall’UNDP stanno sollevando e trasportando i rifiuti in siti lontani dalle zone residenziali, nel tentativo di contenere i crescenti rischi per la salute pubblica. Amjad Al-Shawa, capo della rete di ONG nella Striscia di Gaza, ha affermato che l’inizio della rimozione dei rifiuti “significa molto per i cittadini palestinesi che vivono nella Striscia di Gaza”, aggiungendo che il loro accumulo nel periodo passato ha causato “molte epidemie, malattie, insetti, roditori e animali” e che l’inizio della loro rimozione “dà un barlume di speranza ai cittadini palestinesi”.
“La Striscia sta affrontando un aggravarsi della crisi ambientale a causa della distruzione delle infrastrutture e dell’interruzione dei servizi di igiene pubblica, che ha portato alla proliferazione diffusa di mosche, zanzare e roditori – vettori chiave di malattie – in un momento in cui le autorità competenti soffrono di una grave carenza di materiali efficaci per il controllo dei parassiti e devono fare affidamento su alternative dall’impatto limitato. Anwar Helles, un residente che vive vicino alla discarica, ha affermato che il sito “rappresenta un pericolo” per i residenti, sottolineando l’aumento dei cattivi odori, la diffusione delle zanzare e la presenza di cani randagi, tutti fattori che accentuano il senso di instabilità della comunità. Ha aggiunto che la situazione attuale è “chiara” agli occhi di tutti in termini di entità delle sofferenze quotidiane. Da parte sua, Ahmad Hajaj, un altro residente che vive vicino alla discarica, ha descritto la vita vicino ai cumuli di immondizia come “difficile” e “inadatta”, affermando che gli insetti e le malattie colpiscono in particolare i bambini e che i residenti sperano che la discarica venga rimossa e che le condizioni tornino quelle precedenti alla guerra. Secondo il Centro di informazione palestinese, prima della guerra Gaza produceva circa 2.000 tonnellate di rifiuti solidi al giorno, secondo i dati prebellici dell’Autorità per la qualità dell’acqua e dell’ambiente. I rifiuti organici rappresentavano il 65% del totale, seguiti dalla plastica (16,1%), dalla carta (8,1%), dai metalli (3%) e da altri materiali tra cui sabbia, detriti edili e rifiuti agricoli.