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Guerra in Ucraina

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Oggi è il 1088° giorno di guerra 

Antonio Tajani: dal G7 una posizione unita di sostegno all’Ucraina

Dalla riunione odierna del G7 è emersa una posizione “unitaria” sul sostegno all’Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine della Conferenza di Monaco. “È stato ribadito l’impegno di tutti a sostenere l’Ucraina. C’è un documento del G7 in cui si parla di questo, e quindi c’è un impegno unitario di tutto il G7. Tutti quanti siamo impegnati e abbiamo ribadito l’importanza della presenza europea” nel dossier ucraino, ha aggiunto.

 

Guido Crosetto: l’attacco a Mattarella arrivato da una “sedicente portavoce”, “stia al suo posto”

L’attacco al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato “da parte di una sedicente portavoce, non da parte della Russia. Releghiamo a quello che è. È una persona che ci ha abituati in questi anni a dire di tutto e di più. L’abbiamo tutti rintuzzata come meritava perché non è una persona che può permettersi di pronunciare il nome del presidente della Repubblica italiana. Le abbiamo detto di stare al suo posto e la prossima volta di leggere prima di commentare”. Lo ha precisato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a margine di una cerimonia a Gorizia, riferendosi alle parole della portavoce ufficiale del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, sul discorso pronunciato da Mattarella a Marsiglia

 

Nuova linee guida di Mosca per i media, Meduza: “Il Cremlino teme che Trump sia visto come leader più forte di Putin”

“Il 12 febbraio, dopo una telefonata di 90 minuti tra Vladimir Putin e Trump, il Cremlino ha emanato nuove linee guida per i media statali e filogovernativi. I servizi giornalistici sulla telefonata dovevano inquadrarla come un’iniziativa e una vittoria di Putin. Gli organi di stampa hanno inoltre ricevuto istruzioni di menzionare meno frequentemente il nome di Trump, sia nei servizi sui colloqui che in quelli sulle notizie statunitensi in generale. Secondo quanto riferito, il team di politica interna del Cremlino teme che i russi possano iniziare a vedere Trump come un leader più proattivo e decisivo di Putin. Per evitare che ciò accada, i funzionari hanno ordinato ai giornalisti di sottolineare che l’esito di qualsiasi negoziato dipende interamente da Putin, non dalla sua controparte americana. Ai lettori e ai telespettatori va detto che ‘Putin e Trump stanno effettivamente bypassando Zelensky e l’Unione Europea dalla lista di coloro che considerano in grado di tenere un dialogo significativo, e Kiev e Bruxelles stanno rapidamente perdendo la loro voce – le parti principali dei negoziati non sono più interessate alle loro opinioni’. Gli strateghi mediatici del Cremlino suggeriscono di inquadrare la chiamata stessa come prova di un nuovo ordine mondiale multipolare. Questa settimana, inoltre, le testate giornalistiche hanno ricevuto l’ordine di ridurre il numero di articoli che menzionano Trump, non solo negli affari esteri ma anche nella politica interna degli Stati Uniti”. Così su Meduza, testata indipendente edita in Lettonia in lingua russa e inglese.

luciani.2006@libero.it

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