Guerra in Ucraina
Oggi è il 1098° giorno di guerra
Usa dopo il voto in Consiglio Onu, “primo passo cruciale”
Dopo il voto del Consiglio di Sicurezza sulla risoluzione degli Stati Uniti sull’Ucraina, la rappresentante Usa Dorothy Shea ha espresso apprezzamento per i membri del Consiglio che ne hanno sostenuto l’adozione e plaudito all’esito di quello che ha definito il primo atto preso dai Quindici nel conflitto ucraino per porre fine alle ostilità.
“Questa risoluzione ci mette sulla strada della pace”, ha detto la Shea evocando il titolo dato da Washington al documento: “Un primo passo, ma un passo cruciale di cui dovremmo essere tutti orgogliosi. Ora dobbiamo usarlo per costruire un futuro pacifico per l’Ucraina, la Russia e la comunità internazionale”.
Ecco i due testi che hanno diviso Usa e fronte europeo
Nel terzo anniversario della guerra in Ucraina, l’Assemblea generale dell’Onu ha adottato due risoluzioni in cui viene ribadita, tra gli altri punti, l’integrità territoriale dell’Ucraina, con gli Stati Uniti che si sono disallineati dagli alleati europei, astenendosi su un testo da loro stessi presentato che si limitava a chiedere una pace rapida senza altre condizioni. Dopo il voto dell’Assemblea la palla è passata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la spada di Damocle dei veti incrociati.
LA PRIMA RISOLUZIONE presentata da Kiev con l’appoggio dell’Ue, chiede l’immediato ritiro delle forze russe dal territorio ucraino, condanna l’aggressione russa e sottolinea la necessità di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di Kiev. Questo primo testo ha ricevuto 93 voti a favore, 65 astensioni e 10 voti contrari, tra cui quelli di Washington e di Mosca.
LA SECONDA RISOLUZIONE presentata dagli Stati Uniti, intitolata ‘Path to Peace’, chiedeva in poche righe di porre una rapida fine al conflitto, sollecitando “una pace duratura” tra Mosca e Kiev. Ma è stata modificata con due emendamenti, presentati da Parigi per conto dell’Unione Europea e co-sponsorizzati dall’Italia: il primo chiede “una pace giusta, duratura e complessiva tra Ucraina e Federazione Russa”, in linea “con la Carta dell’Onu e i principi di sovranità, eguaglianza e integrità territoriale degli Stati”; il secondo riafferma l’impegno alla “sovranità, indipendenza, unità e integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti, ivi comprese le acque territoriali”.
I due emendamenti approvati dall’Assembla hanno causato l’astensione degli Usa nel voto finale alla risoluzione da loro stessi presentata e, alla fine, approvata con 93 voti favorevoli, 8 contrari (Bielorussia, Burkina Faso, Corea del Nord, Mali, Nicaragua, Niger, Russia e Sudan), e 73 astensioni. Su questo voto sono da registrare anche divergenze nel fronte europeo: gli emendamenti Ue non sono stati sostenuti né dall’Ungheria di Viktor Orban (che poi si è astenuta nel voto finale) né dalla Slovacchia.
Consiglio Onu adotta la risoluzione Usa
La risoluzione Usa è stata approvata con dieci voti a favore, zero contro e cinque astensioni, dopo che tutti gli emendamenti (sia quelli di Mosca che quelli degli europei con la Gran Bretagna) erano stati bocciati per ragioni procedurali o per il veto della Russia. Tra gli astenuti, la Francia e la Gran Bretagna due membri permanenti che avrebbero potuto usare il loro potere di veto.
La risoluzione americana è stata adottata col sostegno della Russia che, prima del voto, l’aveva definita “un passo nella giusta direzione”.
Il testo approvato si limita a chiedere “una rapida fine al conflitto” senza biasimare la Russia per l’invasione e non menziona l’aggressione russa. “Apprezziamo quando già detto dal presidente Donald Trump, e cioè che il conflitto in Ucraina ha le sue ragioni profondamente radicate”, aveva detto prima del voto l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia.
Putin: “buona idea” quella di Trump di dimezzare spese militari
Il presidente russo Vladimir Putin ha definito “una buona idea” la proposta del suo omologo statunitense Donald Trump di dimezzare le spese militari di Russia, Stati Uniti e Cina. “Potremmo fare un accordo con gli Stati Uniti: gli Stati Uniti taglierebbero del 50 per cento e noi taglieremmo del 50 per cento. La Cina si unirebbe a noi se lo volesse. Pensiamo che questa sia una buona proposta e siamo aperti a discuterne”, ha detto Putin in un’intervista televisiva.
Premier britannico Starmer:”Non ci fermeremo”
“Non vacilleremo nel nostro sostegno all’Ucraina. Non fermeremo i nostri sforzi per porre fine a questa guerra. E non ci fermeremo finchè il popolo ucraino non potrà vivere in pace e sicurezza nel proprio Paese”. Lo scrive su X il premier britannico Keir Starmer.