Guerra in Ucraina
Oggi è il 1207° giorno di guerra
Costa e von der Leyen saranno al vertice G7 in Canada, si parlerà anche di Ucraina
Il Presidente del Consiglio europeo, António Costa, si recherà a Kananaskis, Alberta (Canada) per partecipare al vertice del G7 dal 15 al 17 giugno 2025. Ospitato dal Canada in qualità di presidenza di turno del G7, il vertice riunirà i leader dei sette paesi del G7, nonché l’Unione europea e altri paesi invitati, per discutere di urgenti questioni globali, tra cui la pace e la sicurezza internazionale, le prospettive economiche globali e la sicurezza energetica. L’UE sarà rappresentata dal Presidente Costa e dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
“In un periodo di profonde sfide e mentre celebriamo i 50 anni dalla fondazione del G7, l’unità tra i leader del G7 non è solo auspicabile, ma essenziale. Solo stando uniti possiamo proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri valori e fornire soluzioni concrete a un mondo che ha urgente bisogno di stabilità e direzione”, scrive Costa.
Durante le sette sessioni programmate, il vertice sottolineerà l’impegno dei leader per un’azione collettiva a sostegno dell’Ucraina, dell’ordine globale basato su regole e di una maggiore sicurezza economica e resilienza. Si prevede inoltre che il vertice affronterà urgenti preoccupazioni globali, tra cui la sicurezza energetica e la protezione delle comunità da disastri legati al clima, minacce informatiche e interferenze straniere. Anche le tensioni geopolitiche, in particolare in Medio Oriente e nell’Indo-Pacifico, saranno al centro delle discussioni.
L’Esercito ucraino smentisce che quello russo sia entrato nella regione di Dnipropetrovsk
Il New York Times ha scritto oggi che le forze russe avrebbero passato il confine amministrativo della regione di Dnipropetrovsk, citando anonimamente un militare della 72ª brigata secondo cui l’esercito russo “utilizza la tattica dei piccoli gruppi, composti da due a quattro, a volte sei soldati, che si spostano da una linea di alberi all’altra o da un edificio all’altro”. La Difesa russa aveva avanzato questa rivendicazione nei giorni scorsi. Il network pubblico ucraino Suspilne ha interrogato diversi portavoce dell’esercito: uno di loro, Viktor Tregubov, ha detto che non ci sono prove che l’esercito russo abbia attraversato il confine amministrativo. Andriy Zadubinnyi ha confermato che “non ci sono prove che siano entrati nella regione di Dnipro”. Un terzo, Vladyslav Voloshyn, ha spiegato: “Mancano solo una quindicina di chilometri al confine adiministrativo. Ma molti dei nostri insediamenti, tra cui Zelene Pole, Vilne Pole, Novopil, sono stati catturati e stanno cercando di spostarsi verso i confini della regione di Dnipropetrovsk”, ha detto.
La Russia afferma di aver testato nuovi sistemi di difesa laser contro i droni
La Russia ha dichiarato di aver condotto test su larga scala di nuovi sistemi laser per la difesa contro i droni. Una dichiarazione del governo ha descritto la nuova tecnologia come “promettente” e ha affermato che è stata testata contro vari tipi di droni in diverse condizioni meteorologiche. Ha affermato che i laser anti-drone entreranno a far parte di un “sistema di difesa aerea universale” che il presidente Vladimir Putin ha dichiarato questa settimana necessario costruire in Russia. “I risultati dei test saranno utilizzati per perfezionare i modelli esistenti e creare sistemi in grado di fornire una protezione affidabile contro le moderne armi di attacco aereo. La conduzione dei test ci consente di passare alla produzione in serie e al potenziamento”, si legge nella dichiarazione. Un video allegato mostrava i resti carbonizzati di un drone distrutto. Entrambe le parti hanno schierato droni su vasta scala nella guerra tra Russia e Ucraina, utilizzandoli per individuare e colpire obiettivi non solo sul campo di battaglia, ma anche ben oltre le linee del fronte. I droni ucraini hanno spesso colpito siti situati in profondità nel territorio russo, come depositi di petrolio, raffinerie e aeroporti, evidenziando la necessità per Mosca di potenziare le proprie difese. All’inizio di questo mese, i droni ucraini introdotti di nascosto nelle vicinanze delle basi aeree a bordo di camion hanno inflitto gravi danni alla flotta
Tass: la Russia ha consegnato i corpi dei soldati all’Ucraina ma non ne ha ricevuto nessuno in cambio
La Russia ha restituito i corpi di 1.200 soldati ucraini ma non ne ha ricevuto nessuno in cambio, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa statale TASS, citando una fonte anonima. L’Ucraina ha confermato venerdì mattina di aver ricevuto i 1.200 corpi dalla Russia nell’ambito degli accordi raggiunti tra le due parti
Aleksandar Vucic (Serbia): buoni rapporti con Ucraina, ma non saremo mai antirussi
I buoni rapporti tra Serbia e Ucraina sono stati sottolineati dal presidente Aleksandar Vucic, che ha al tempo stesso ribadito la storica amicizia di Belgrado con la Russia. “Abbiamo una collaborazione molto buona con l’Ucraina, mi sono visto con il presidente Zelensky due giorni fa a Odessa, e finora abbiano avuto nove colloqui. L’Ucraina è sempre stato un Paese amico della Serbia. Gli ucraini rispettano il diritto internazionale e non hanno riconosciuto l’indipendenza del Kosovo, nè hanno invitato Pristina a Odessa (al vertice Ucraina-Europa sudorientale dell’11 giugno scorso, ndr). Noi tutto questo lo apprezziamo, e non abbiamo nulla contro l’Ucraina”, ha detto Vucic nel corso di un dibattito seguito a un panel al quale è intervenuto nell’ambito del Forum sulla sicurezza Globsec 2025 oggi a Praga. Ricordando gli aiuti finanziari e umanitari elargiti dalla Serbia all’Ucraina, Vucic – rispondendo alle domande – ha osservato che Belgrado non ha ricevuto eccessive pressioni dalla Russia per cessare tali aiuti. “Non posso dire che che (i russi) esercitino una forte pressione poichè noi operiamo come uno stato indipendente e sovrano”, ha affermato il presidente. E a proposito della prospettiva europea della Serbia ha osservato che il “cammino europeo non può essere ridotto al fatto che qualcuno sia a favore della Russia o contro di essa, poichè noi non saremo mai antirussi e non saremo mai contro di loro. L’orientamento filorusso vuol dire che abbiamo una buona collaborazione con loro, e che noi non siamo affatto dei ‘piccoli russi’ come molti ci immaginano in America. Noi siamo serbi”, ha detto Vucic, confermando che la Serbia dipende ancora per oltre l’80% dalle fornitire di gas russo. E a una domanda su possibili forniture di armamenti serbi all’Ucraina, Vucic ha affermato che per legge la Serbia non può inviare armi a Paesi in guerra, nè alla Russia nè all’Ucraina. “Ma non vi è dubbio che quando si vendono armi a un determinato paese nel mondo vi sia la possibilità che parte di tali forniture vadano a finire in Russia o in Ucraina”.