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Guerra in Ucraina

Guerra in Ucraina

Oggi è il 1450° giorno di guerra

Il Regno Unito fornirà a Kiev 205 mln Usd in aiuti militari via Purl

Il Regno unito fornirà all’Ucraina 150 milioni di sterline, pari a circa 205 milioni di dollari, in aiuti militari attraverso l’iniziativa Prioritized Ukraine Requirements List (Purl), pensata per accelerare la consegna di armamenti tramite contributi degli alleati della Nato. Lo ha annunciato oggi il ministro della Difesa britannico John Healey.

“Sono lieto di confermare che il Regno unito si impegna con 150 milioni di sterline a favore di Purl”, ha dichiarato Healey, citato dal quotidiano Politico. Secondo quanto riportato, lo scorso anno Kiev ha ricevuto circa 5 miliardi di dollari attraverso il programma, al quale avrebbero aderito tre quarti dei 32 membri dell’Alleanza. Partecipano anche Australia e Nuova Zelanda, mentre il Giappone potrebbe annunciare un contributo in aiuti non letali. L’Alleanza starebbe lavorando a una ristrutturazione dell’iniziativa per garantirne la sostenibilità nel tempo. Il programma, secondo Politico, dipende in larga misura da richieste dirette del segretario generale Mark Rutte ai Paesi membri affinché aderiscano.

 

Zelensky smentisce notizia del Financial Times su suo annuncio elezioni il 24 febbraio

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha smentito oggi 11 febbraio una notizia riportata dal Financial Times secondo cui avrebbe intenzione di annunciare il 24 febbraio le elezioni presidenziali e un referendum su un accordo di pace con la Russia. Rispondendo alle domande dei giornalisti in una chat su WhatsApp, Zelenskiy ha affermato che le elezioni potrebbero tenersi solo in caso di cessate il fuoco e che l’Europa e gli Stati Uniti dovrebbero collaborare con Mosca in un percorso negoziale congiunto. Zelenskiy ha anche dichiarato di aver parlato con il suo omologo francese Emmanuel Macron, che lo ha informato di una recente visita di un suo collaboratore a Mosca.

 

Zelensky, “Colloqui a Mosca? Impossibile nella capitale dell’aggressore”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente respinto le ripetute proposte pubbliche della Russia di tenere negoziati a Mosca. Lo scrive Ukrinform.

“Non posso andare a negoziare con Putin a Mosca, la capitale del Paese aggressore in questa guerra. Siamo pronti a sostenere le proposte degli Stati Uniti di incontrarci ovunque: in America, in Europa, nei Paesi neutrali, in qualsiasi Stato tranne la Federazione Russa e la Bielorussia”, ha dichiarato Zelensky.
Secondo il leader ucraino anche la Bielorussia non può fungere da sede per i negoziati, in quanto alleata nell’offensiva russa contro l’Ucraina.

 

Mosca limita Telegram, mini-rivolta alla Duma: leader di Russia Giusta insorge

E’ polemica politica in Russia dopo la decisione delle autorità di rallentare Telegram, tra i social più utilizzati nel Paese, e piattaforma molto frequentata dai ‘voenkory’, i cosiddetti blogger di guerra. A guidare la protesta è il leader di “Russia Giusta”, Sergey Mironov, che oggi ha pubblicato un duro intervento sul proprio canale Telegram, all’indomani dell’introduzione delle restrizioni tecniche al servizio di messaggistica.

“Chi provoca questo rallentamento? Andate al fronte, dove è in corso l’operazione militare speciale. I ragazzi che versano il sangue hanno un solo mezzo per comunicare con i familiari: Telegram. Cosa state facendo, idioti?”, ha dichiarato Mironov, con toni insolitamente aspri per il dibattito parlamentare russo, ampiamente ‘addomesticato’. Il deputato ha ricordato che attraverso l’app vengono raccolti fondi per l'”operazione speciale”, la guerra russa in Ucraina. Pur citando l’alternativa nazionale Max come “ottimo messenger”, Mironov chiede che siano i cittadini a scegliere liberamente quale piattaforma usare.

La protesta è arrivata anche in aula alla Duma, la camera bassa del parlamento russo poco abituata a mettere in questione decisioni dei vertici esecutivi. La Duma ha infatti bocciato un’istruzione protocollare proposta dai deputati di “Russia Giusta” e del Partito Comunista (KPRF), che chiedeva al ministero dello Sviluppo digitale di chiarire le ragioni del rallentamento, le basi giuridiche del provvedimento e le prospettive future per Telegram in Russia. Il testo ha comunque ottenuto 77 voti a favore e 102 contrari, secondo quanto riferito da RBK. A sostenerlo sono stati i partiti KPRF, “Russia Giusta” e “Nuove Persone”, mentre il governativo “Russia Unita” ha votato contro e l’LDPR non ha partecipato al voto.

Ieri l’ente per il controllo delle comunicazioni Roskomnadzor ha annunciato l’applicazione di ulteriori misure restrittive contro Telegram, motivate dalla necessità di “proteggere i cittadini russi”. Le autorità accusano la piattaforma di non rimuovere contenuti ritenuti “criminali e terroristici” e di non garantire adeguatamente la tutela dei dati personali. Telegram respinge le accuse, sostenendo di contrastare attivamente abusi e attività illecite.

Le restrizioni si fanno sentire: in almeno 15 regioni si registrano rallentamenti e difficoltà nel caricamento dei file multimediali. Il sito Downdetector ha segnalato oltre 11.000 reclami nelle ultime 24 ore. Secondo l’agenzia TASS, Telegram rischia multe per 64 milioni di rubli per presunte violazioni legate alla mancata rimozione di contenuti vietati. La vicenda è particolarmente delicata perché Telegram è ampiamente utilizzato non solo dai cittadini, ma anche da funzionari pubblici, media statali, dallo stesso Cremlino e da Roskomnadzor.Il fondatore Pavel Durov, nato in Russia, ha reagito con un messaggio pubblico: “Telegram difende la libertà di espressione e la privacy, indipendentemente dalle pressioni”. Secondo Durov, i tentativi di limitare la piattaforma non avranno successo.

 

Estonia,: “Aprire al dialogo con Mosca dividerà l’Europa. Gli estoni si sentirebbero traditi”

“Riallacciare i contatti con Mosca potrebbe dividere l’Europa, metterci l’uno contro l’altro e persino creare inutili dispute tra i Paesi europei. Questo inoltre potrebbe fare sembrare che, dopo aver dovuto lottare per il sostegno americano, Kiev deve ora sforzarsi di non farsi sfuggire di mano quello europeo”. Lo ha affermato oggi il segretario generale del ministero degli esteri estone, Jonatan Vseviov, in un’intervista rilasciata al portale della televisione di Stato estone, Err.

“Se riteniamo che gli obiettivi della Russia non siano cambiati e apriamo al dialogo con Mosca, allora significa che ad essere cambiati sono i nostri valori”, ha aggiunto Vseviov ribadendo che il suo Paese continuerà a sostenere tutte le azioni volte a ristabilire il primato del diritto internazionale e il ristabilimento integrale della sovranità di Kiev su tutti i territori occupati dalla Russia.

 

luciani.2006@libero.it

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