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Guerra in Ucraina

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Oggi è il 1454° giorno di guerra

Delegazione ucraina partita per Ginevra per colloqui con Russia-Usa

La delegazione ucraina è partita per Ginevra dove è previsto un nuovo ciclo di colloqui con Russia e Stati uniti il 17-18 febbraio. Lo ha dichiarato il capo dell’ufficio del presidente ucraino Kyrylo Budanov.

“Verso Ginevra. Ci attende il prossimo round di negoziati. Durante il viaggio, insieme ai colleghi, discuteremo le lezioni della nostra storia e cercheremo le giuste conclusioni”, ha scritto Budanov su X, pubblicando una foto con il primo vicecapo dell’ufficio presidenziale Serhiy Kislytsya e con il vicecapo dell’intelligence militare Vadym Skibitsky.

 

Maria Zakharova: ““Il governo di Kyev è una cellula terroristica internazionale con tendenze neonaziste”

Il Ministero degli Esteri russo torna ad alzare i toni dello scontro verbale contro il governo ucraino e la comunità internazionale. Secondo quanto riportato dall’agenzia russa RIA Novosti, la portavoce Maria Zakharova ha dichiarato che il regime di Kiev avrebbe ormai raggiunto il livello di una “cellula terroristica internazionale con tendenze neonaziste”.

Durante un intervento televisivo, Zakharova ha rivolto una critica aperta alle decine di migliaia di esperti mondiali di terrorismo, chiedendo polemicamente per quale motivo il tema non sia stato affrontato durante la recente Conferenza di Monaco. Secondo la portavoce, l’Ucraina sarebbe passata dall’essere un «regime fantoccio che giocava a fare democrazia» a una struttura terroristica con caratteristiche uniche, legate a una forte matrice neonazista. Zakharova ha infine lamentato l’assenza di tavole rotonde o sessioni di studio internazionali dedicate a quella che Mosca definisce una trasformazione pericolosa e senza precedenti.

 

IL PUNTO – Scandalo energie a Kiev, l’inchiesta travolge un ex ministro

L’inchiesta “Midas” torna a scuotere Kiev. Gli investigatori ucraini hanno annunciato l’arresto di un “ex Ministro dell’Energia” nell’ambito del presunto scandalo di corruzione da 100 milioni di dollari che, lo scorso anno, ha travolto il settore energetico nazionale con pesanti ripercussioni sulla stabilità del governo. “Stava attraversando il confine di Stato”, ha dichiarato in un comunicato l’Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU), mentre il quotidiano Ukrainska Pravda, citando fonti interne, riferisce che il politico sarebbe stato fatto scendere da un treno. Sebbene manchi la conferma ufficiale, numerose testate ucraine e internazionali identificano l’arrestato come German Galushchenko.

Galushchenko ha ricoperto la carica di Ministro dell’Energia dal 2021 al 2025, per poi guidare il Ministero della Giustizia dal luglio al novembre dello scorso anno. Si era dimesso su richiesta del presidente Volodymyr Zelensky, dichiarandosi però totalmente estraneo ai fatti del caso Midas.

Gli investigatori denunciano un sistema di tangenti di dimensioni gigantesche, ideato per sottrarre fondi a un settore già stremato dai bombardamenti russi, che continuano a colpire le infrastrutture lasciando migliaia di civili al buio e al gelo. Al centro dell’inchiesta c’è Energoatom, la società statale per l’energia nucleare che gestisce tre centrali atomiche e copre oltre metà del fabbisogno elettrico del Paese. Secondo l’accusa, esisteva uno schema di corruzione basato su forti pressioni verso gli appaltatori della società, costretti a pagare tangenti comprese tra il 10% e il 15% del valore dei contratti.

L’inchiesta ha rappresentato un durissimo colpo politico per Zelensky, portando a dimissioni a catena e a un profondo rimpasto dei vertici dello Stato. In passato, il Presidente era stato aspramente contestato in piazza e costretto a ritirare una controversa legge accusata di minare l’autonomia della magistratura. La norma, varata e subito cancellata la scorsa estate, prevedeva un maggiore controllo sulle agenzie anticorruzione da parte del Procuratore Generale, figura di nomina presidenziale. Tale mossa aveva sollevato forti timori tra gli osservatori internazionali circa possibili interferenze politiche sulle indagini in corso.

luciani.2006@libero.it

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