Guerra in Ucraina
Oggi è il 1562° giorno di guerra
Kiev, attacco russo su azienda alimentare nella regione di Kiev, 3 morti
Un attacco con droni russi ha colpito stamattina un’azienda del settore alimentare nel distretto di Brovary, nella regione di Kiev, tre persone sono rimaste uccise e altre quattro ferite. Lo affermano le autorità locali, come riporta Ukrainka Pravda.
Ucraina, Aiea annuncia tregua in zona centrale Zaporizhzhia
L’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) ha annunciato l’entrata in vigore di un cessate il fuoco localizzato nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, negoziato dalla stessa agenzia per la riparazione delle linee di trasmissione elettrica dell’impianto.
Camera Usa, ok a 8 mld di aiuti a Kiev, sfida a Trump
La Camera Usa approva gli aiuti all’Ucraina e le sanzioni contro la Russia, sfidando Trump e i leader repubblicani. Il provvedimento prevede severe sanzioni contro i leader e le istituzioni russe, incluse le principali banche, compagnie petrolifere e minerarie. Include inoltre dazi del 500% su tutte le merci russe importate negli Stati Uniti e il divieto di importazione di petrolio greggio russo negli Stati Uniti. Sono previsti anche nuovi aiuti militari all’Ucraina, tra cui l’autorizzazione di 8 miliardi di dollari per la vendita di armi e la proroga di un programma di prestito e affitto di armi risalente all’era Biden.
Il Congresso ha approvato il pacchetto con 226 voti favorevoli e 195 contrari nella sua prima importante misura filo-ucraina del secondo mandato di Trump. Oltre una dozzina di parlamentari repubblicani hanno sfidato la leadership del Gop e lo stesso presidente Trump – votando con i democratici a favore del disegno di legge.
Il presidente della Camera Mike Johnson ha esortato i suoi membri a opporsi al provvedimento, sostenendo, durante una riunione a porte chiuse che si dovrebbe dare a Trump lo spazio necessario per negoziare con la Russia, secondo quanto riferito da una persona presente all’incontro e citata dai media Usa. Alla fine, pero’, 18 repubblicani – e un indipendente che vota spesso con i repubblicani – hanno votato a favore del disegnodi legge, in quella che equivale a una condanna della posizione di Trump sulla guerra russa in Ucraina.
Ucraina: Camera Usa approva aiuti a Kiev e sanzioni a Mosca
La Camera dei Rappresentanti Usa ha approvato con 226 voti favorevoli e 195 contrari una legge che prevede aiuti all’Ucraina e sanzioni a settori chiave dell’economia russa, superando le obiezioni di coloro fra i repubblicani che avevano avvertito che il disegno di legge avrebbe compromesso i negoziati volti a raggiungere un risultato analogo ma più incisivo. La legge, presentata dal deputato Gregory Meeks, democratico dello Stato di New York, mira a consolidare l’assistenza statunitense all’Ucraina, fornendo oltre un miliardo di dollari in aiuti per la sicurezza e la ricostruzione. Prevede inoltre la messa a disposizione di altri 8 miliardi di dollari per la difesa ucraina tramite prestiti. In sostanza, 18 repubblicani, 207 democratici e un indipendente hanno votato a favore del disegno di legge. La deputata democratica Ilhan Omar si è unita ad altri 194 repubblicani nel votare contro. I sostenitori sperano che l’approvazione del disegno di legge sull’Ucraina da parte della Camera dei Rappresentanti eserciti pressione sul Senato affinché faccia lo stesso. Tuttavia, sanno anche che il Senato probabilmente non lo approverà a meno che Donald Trump non dia il suo sostegno al disegno di legge.
Ucraina, Zelensky scrive al Cremlino: “Faccia a faccia con Putin per fermare la guerra”
Un cambio di passo, o almeno il tentativo di imprimere una svolta diplomatica a un conflitto che dura ormai da oltre quattro anni. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha indirizzato una lettera aperta al Cremlino per proporre un incontro diretto, un faccia a faccia, a Vladimir Putin. “Propongo un dialogo diretto tra noi e voi”, scrive il leader di Kiev, spingendosi a chiedere la definizione di una data precisa per porre fine alle ostilità.
La mossa di Zelensky arriva in un momento di forte attivismo politico. Dal Forum economico di San Pietroburgo (lo Spief, storicamente definito la “Davos russa”), lo Zar ha infatti lanciato segnali di apertura, dichiarandosi pronto a raggiungere una soluzione “attraverso mezzi pacifici”, nonostante le sue truppe continuino ad avanzare lungo le linee di confine. Putin ha inoltre manifestato la disponibilità di Mosca a dialogare con l’Unione Europea, precisando di non essere contrario all’adesione dell’Ucraina all’UE, a patto che quest’ultima “non diventi un blocco militare” e che l’assistenza rientri negli storici accordi di Anchorage. Per facilitare le trattative, il presidente russo ha rilanciato il nome dell’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder come negoziatore, definendolo “uno dei migliori politici tedeschi, perché ha una propria posizione e il coraggio di difenderla”.
La visione sul tavolo delle trattative, tuttavia, mostra già le prime divergenze geografiche e politiche. Se da un lato il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha accusato Washington di aver violato i patti concordati nello scorso vertice di Ferragosto in Alaska con Donald Trump, dall’altro Zelensky ha messo in chiaro nella sua lettera che “le questioni ucraine ed europee non vengono decise ad Anchorage”, chiedendo che al percorso bilaterale si uniscano anche l’Europa e gli Stati Uniti. Nel frattempo, mentre Germania, Francia e Gran Bretagna studiano un piano autonomo per portare Putin al tavolo dei negoziati, l’asse transatlantico si muove anche sul fronte militare.
Gli Stati Uniti si apprestano infatti a sbloccare, dopo mesi di stallo, un nuovo pacchetto di armi. La Camera dei Rappresentanti è pronta a varare una legge per uno stanziamento da 8 miliardi di dollari a favore di Kiev. Secondo il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, i nuovi aiuti sono “in fase di approva-zione da parte di varie agenzie” e l’annuncio ufficiale arriverà “piuttosto presto”. Sebbene non vi sia ancora certezza sulle forniture, nelle ultime settimane Zelensky ha insistito molto sulla necessità di ricevere nuovi sistemi di difesa aerea Patriot, una richiesta inoltrata di recente anche alla Germania.
I fondi in arrivo fanno parte della quota per il 2026 e il 2027 della Ukraine Security Assistance Initiative, precedentemente inserita nel National Defense Authorization Act ma rimasta congelata al Pentagono fino allo sblocco decisivo, ad aprile, da parte del Segretario alla Difesa Pete Hegseth, pressato dai senatori repubblicani.
Questo nuovo invio di aiuti rischia però di riaccendere le tensioni interne alla politica statunitense. L’assistenza a Kiev potrebbe diventare un terreno di scontro tra Donald Trump e la frangia del suo stesso partito, rappresentando uno snodo cruciale in vista delle prossime elezioni di medio termine. Dopo la complessa scommessa legata alla guerra in Iran, il presidente americano dovrà muoversi con estrema cautela per non indispettire la base repubblicana.
Ucraina, Cremlino: incontro con Putin? Zelensky può venire a Mosca
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky potrà andare a Mosca se desidera incontrare il leader russo Vladimir Putin. Peskov, riporta il Kyiv Post, ha risposto così dopo che Zelensky ha proposto un incontro personale con Putin nella sua lettera aperta in cui chiede colloqui per porre fine alla guerra.
Trump: Zelensky e Putin devono fare compromessi
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sostenuto che i leader di Ucraina e Russia “devono incontrarsi”. “Devono fare certi compromessi”, ha detto parlando di Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin.