Guerra in Ucraina

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Oggi è il 1653° giorno di guerra

Magyar: Kiev non è pronta ad aderire all’Ue

L’Ucraina non è pronta ad aderire all’Unione europea, poiché è impegnata in attività militari e deve ancora soddisfare la condizione posta dall’Ungheria relativa al ripristino dei diritti della minoranza ungherese nella Transcarpazia. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese, Peter Magyar.

Mercoledì, Euractiv ha riferito che l’Ungheria ha nuovamente bloccato i progressi nei negoziati di adesione all’Ue con l’Ucraina e la Moldova, sospendendo le discussioni sulle questioni relative all’accesso al mercato unico e alla politica sociale.

“L’Ucraina è un Paese in guerra, è chiaramente non pronta ad aderire all’Ue. Qualunque cosa i leader dell’Ue o gli Stati membri cerchino di far credere all’Ucraina, ritengo che sia sbagliato”, ha dichiarato Magyar durante un briefing governativo.

 

Ministro Esteri estone: “Espansione verso Est della Nato falso pretesto della propaganda russa”

“La Russia non era minacciata dalla Nato. Nel 2022 l’ingresso dell’Ucraina nella Nato non era neppure sul tavolo. Non c’era alcuna prospettiva concreta che l’Ucraina diventasse membro dell’Alleanza”. Lo ha detto al Tg2 Post la ministra degli Esteri lettone Baiba Braze, respingendo la tesi – diffusa tra alcuni partiti europei – secondo cui l’invasione russa dell’Ucraina sarebbe stata una reazione all’espansione verso est della Nato. “La Nato è un’alleanza per la pace. Si basa sulla Carta delle Nazioni Unite ed è un’organizzazione di autodifesa, quindi non ha una postura offensiva.

Il suo scopo è difendere i Paesi membri ed è per questo che, da quando la Nato è stata fondata nel 1949, nessuno ha attaccato la Nato”, ha affermato.

Secondo Braze, quella dell’allargamento dell’Alleanza è dunque “un falso pretesto, perché ciò che l’Ucraina voleva era essere un Paese libero, democratico ed europeo. Ed era proprio questo che per la Russia era inaccettabile. Questa è stata la ragione dell’invasione”.

“Tutte queste falsità e la disinformazione sulla Nato sono propaganda russa”, ha concluso la ministra lettone.

 

Due agenti dei servizi incriminati dopo una sparatoria a Kiev

Un agente dell’Sbu, i servizi di sicurezza ucraini, e un militare dell’intelligence militare (Hur) sono stati incriminati dopo una sparatoria tra membri dei due servizi a Kiev. Lo ha annunciato il procuratore generale dell’Ucraina, Ruslan Kravchenko. Sono state disposte perizie per determinare le circostanze esatte dell’uso delle armi e l’origine dei colpi di proiettile, mentre l’indagine prosegue.

L’incidente è avvenuto durante un’operazione dell’Sbu legata all’arresto di Stepan Kaplounov, vicecomandante del Corpo dei volontari russi e membro di un’unità dell’Hur. L’Sbu lo accusa di aver mantenuto contatti con l’Fsb russo e di essere stato incaricato di preparare l’assassinio di un esponente dell’opposizione russa, accuse che lui respinge. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aveva definito lo scontro tra i due servizi una situazione “assolutamente vergognosa” e aveva ordinato un’indagine completa.
Nel suo discorso serale, Zelensky ha annunciato il licenziamento di alcuni vice responsabili dell’Sbu e dell’intelligence militare ucraina (Hur). Un’indagine interna dovrà inoltre valutare le responsabilità dei vertici delle due agenzie.

luciani.2006@libero.it

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