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Guerra Usa-Israele – Iran

Guerra Usa-Israele – Iran

Oggi è il 47° giorno di guerra

Libano, Idf ordina evacuzione delle aree a sud del fiume Zahrani

“I raid continuano e l’esercito sta agendo con la forza nella regione. Pertanto, e per la vostra sicurezza, vi chiediamo di evacuare immediatamente le vostre case e di dirigervi direttamente a nord del fiume Zahrani”, ha scritto Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle forze israeliane.

 

Ciriani: se la crisi dello Stretto di Hormuz non si risolve rischio recessione globale

La guerra in Iran va in qualche modo velocemente conclusa perché altrimenti i rischi sul sistema globale dell’economia sono molto forti”. Così il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, ospite di ‘Ping Pong’ su Rai Radio1. “Noi abbiamo fatto un mese fa un decreto bollette che è costato 5 miliardi di euro. Poi abbiamo fatto due decreti nel giro di 40 giorni per il caro-carburante e questi due decreti sono costati un miliardo di euro e coprono 40 giorni di taglio delle accise. Si capisce che è una situazione straordinaria, così non si può andare avanti – sottolinea -. Se la crisi dello stretto di Hormuz non si risolve avremo bisogno di misure straordinarie e c’è bisogno che l’Unione Europea capisca, come è avvenuto ai tempi del Covid, che a situazioni straordinarie bisogna reagire con misure straordinarie, perché i conti che ho fatto, le cifre che ho appena illustrato stanno lì a dimostrare che è difficile poter immaginare di intervenire ogni mese con un miliardo di euro per coprire i costi dei carburanti”. “Se la situazione non si sblocca, se Trump non dovesse avere ragione, cioè che si risolve tutto in 2-3 giorni, allora saremo di fronte a una crisi che dura da settimane e da mesi, alla quale va data una risposta urgentissima, perché non parliamo di un problema dell’Italia, del governo Meloni, del costo della bollette solo per gli italiani, parliamo di un rischio di stagnazione e recessione globale dell’economia del mondo, in particolare dell’economia europea”,

 

Media: 8 petroliere hanno obbedito all’ordine Usa di invertire la rotta

Otto petroliere hanno obbedito all’ordine delle forze statunitensi di invertire la rotta nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal, citando un funzionario statunitense. Non sono stati segnalati interventi di intercettazione ed è improbabile che si verifichino nel Golfo Persico. Nel frattempo, più di 20 navi mercantili hanno recentemente attraversato lo stretto. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che il blocco dei porti iraniani è stato pienamente attuato e che le forze Usa mantengono la superiorità marittima in Medio Oriente.

 

Trump: più che possibile un accordo con Iran entro aprile

“Un accordo con l’Iran entro fine aprile “è possibile. Li abbiamo pestati pesantemente, è assai possibile”. Lo ha detto il presidente Donald Trump in un’intervista telefonica al corrispondente di Sky News Uk da Washington, Mark Stone, che gli chiedeva se la guerra in Medio Oriente potesse finire prima della visita di Stato negli Usa dire Carlo III e della regina Camilla, in agenda dal 27 al 30aprile.

 

Iran, Pezeshkian: da Teheran ok al dialogo ma qualunque tentativo di sottomissione destinato a fallimento

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato oggi che Teheran sostiene un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti, ma non si lascerà “costringere alla sottomissione”. Lo riporta Iran International. “L’Iran non cerca la guerra o l’instabilità e ha sempre dato importanza al dialogo e al confronto costruttivo con gli altri Paesi”, ha affermato durante una visita a un centro dei servizi di emergenza a Teheran. “Qualsiasi tentativo di imporre la propria volontà o di costringere il Paese alla sottomissione è destinato al fallimento”, ha aggiunto.

 

luciani.2006@libero.it

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