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Guerra Usa-Israele – Iran

Guerra Usa-Israele – Iran

Oggi è il 54° giorno di guerra

Axios: gli Usa si aspettano oggi la replica di Khamenei alla proposta

Uno dei motivi che hanno spinto Donald Trump a prorogare il cessate il fuoco con l’Iran è che Stati Uniti e il mediatore Pakistan si aspettano che il leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, risponda oggi all’ultima proposta di Washington. Lo scrive Axios citando una fonte regionale.

“I negoziatori iraniani hanno detto che stanno aspettando il semaforo verde dal leader supremo”, ha detto la fonte, e direttive su quale dovrebbe essere l’esito dei negoziati.

 

Studio Usa: dalla guerra in Iran a rischio le scorte di armamenti per il futuro

Gli Stati Uniti “hanno abbastanza missili per continuare a combattere” la guerra in Iran “in qualsiasi scenario plausibile. Il rischio, che persisterà per molti anni, è per le guerre future”.

A lanciare l’allarme è stato il Centro di studi internazionali e strategici (Csis) che ha analizzato l’utilizzo di sette sistemi “chiave”, tra cui Patriot e Thaad, nei 39 giorni di attacchi all’Iran. Per quattro dei sette sistemi analizzati il Pentagono ha già attinto a più della metà delle scorte e i tempi di consegna di nuovi mezzi variano dai 42 ai 53 mesi.

 

Nbc: per l’intelligence Usa Teheran mantiene notevoli capacità militari

Nonostante i 40 giorni di guerra, l’Iran mantiene importanti capacità militari. A rivelarlo è un memorandum preparato dall’intelligence del Pentagono per i parlamentari americani, di cui dà notizia l’Nbc.

Secondo il testo, diffuso con grande enfasi anche dai media iraniani, Teheran conserva “notevoli capacità militari”, tra cui migliaia di missili e droni kamikaze, e si sta preparando a rimettere in funzione le piattaforme di lancio. Il dipartimento della Difesa americano stima poi che l’Iran possa continuare a minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, visto che ha intatta gran parte dei suoi missili da crociera per la difesa costiera e ha ancora imbarcazioni da attacco veloce.

 

Trump: “Non tolgo il blocco di Hormuz perché questo impedirebbe un accordo”

Se l’Iran pretende che gli Stati Uniti tolgano l’assedio navale dello Stretto di Hormuz è solo per guadagnarci, ma Washington non accoglierà la richiesta perché impedirebbe un accordo. A sostenerlo è il presidente americano Donald Trump, in un post sul social Truth.

“L’Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz sia chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!)”, ha scritto. “Dicono di volerlo chiudere solo perché io l’ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente ‘salvare la faccia'”. “Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendo: ‘Signore, l’Iran vuole lo Stretto aperto, immediatamente’. Ma se lo facessimo, non ci potrà mai essere un accordo con l’Iran, a meno che non facciamo saltare in aria il resto del loro Stato, compresi i loro leader!”, ha assicurato Trump.

 

Coloni israeliani incendiano case e auto in Cisgiordania, 8 feriti

In serata, un gruppo di coloni israeliani ha attaccato il villaggio di Beit Imrin, nella Cisgiordania settentrionale, dando fuoco a diverse case e a numerosi veicoli.

Secondo quanto riportato dai media palestinesi e da Haaretz, otto persone sono rimaste ferite e hanno ricevuto assistenza medica sul posto dalle squadre della Mezzaluna Rossa. Tra i feriti, sette sono stati curati per intossicazione da fumo, tra cui un neonato di un anno, mentre un giovane di circa vent’anni ha riportato lievi ustioni al viso. Durante l’attacco, gli abitanti del villaggio hanno usato i social media per lanciare richieste d’aiuto.

Queste violenze seguono quanto accaduto martedì ad al-Mughayyir, nella Cisgiordania centrale, dove un riservista dei coloni ha ucciso a colpi d’arma da fuoco un ragazzo di 14 anni e un uomo di 32 anni. Il riservista è stato sospeso dal servizio ma non arrestato. Gli episodi di violenza da parte dei coloni avvengono quasi ogni giorno e i responsabili rimangono quasi sempre impuniti.

luciani.2006@libero.it

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