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Guerra Usa-Israele – Iran

Guerra Usa-Israele – Iran

Oggi è il 6° giorno di guerra

Missili e droni dall’Iran colpiscono aeroporto in Azerbaigian. Nuovi attacchi Idf a Beirut e Teheran

Pasdaran: colpita petroliera USA nel Golfo, è in fiamme. Missile verso la Turchia: l’Iran nega. Tajani: “Invieremo sostegno alla difesa aerea dei Paesi del Golfo”, Crosetto: “Massimo livello di protezione nazionale”

Nelle prime ore del giorno Israele ha lanciato nuovi bombardamenti su Teheran e contro i quartieri meridionali di Beirut, mentre le forze Idf hanno attivato le difese aeree per una nuova ondata di missili dall’Iran, che non avrebbe causato vittime. Nelle acque al largo del Kuwait una petroliera è stata colpita da una “grande esplosione”, causando la fuoriuscita di greggio, secondo quanto riferito dall’agenzia britannica di sicurezza marittima Ukmto. Negli Stati Uniti il Senato ha bocciato la risoluzione dem per fermare la campagna militare americana contro la repubblica islamica, con 53 voti contrari e 43 favorevoli. Intanto si registra un nuovo allargamento del conflitto in corso in Medio Oriente, dopo che un missile balistico è stato intercettato in volo dalle difese della Nato prima di entrare nello spazio aereo della Turchia.

La Francia autorizza aerei Usa a utilizzare alcune basi

La Francia ha autorizzato gli aerei statunitensi a utilizzare alcune delle sue basi in Medio Oriente. Lo hanno riferito le forze armate francesi, come riportato dall’Agi.

 

Kallas (Ue): “Estremamente preoccupati per la situazione a Hormuz”

L’Ue è “estremamente preoccupata” per la sicurezza marittima, in particolare nello Stretto di Hormuz, che è fondamentale per le rotte commerciali europee e del Golfo. Sono state dispiegate risorse navali europee (come le operazioni Atalanta e Aspides) che stanno “coordinando gli sforzi” per proteggere queste rotte.

Lo ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas prima della videconferenza con i partner del Golfo, precisando però che gli asset europei non sono presenti nello stretto di Hormuz.

 

Svezia: “Una nuova crisi migratoria dall’Iran non è un’opzione”

“Stiamo seguendo la situazione molto da vicino. Finora non abbiamo ricevuto segnalazioni di ondate imminenti di persone in fuga dall’Iran, ma siamo pronti ad agire se ciò dovesse verificarsi. Ovviamente non vogliamo che si verifichi una nuova crisi dei rifugiati, questo è fuori discussione. Non è un’opzione per noi. Stiamo ancora vedendo le conseguenze di ciò che è successo dieci anni fa. E non solo in Svezia, ma direi anche in altre parti d’Europa”.

Lo ha dichiarato il ministro svedese responsabile per l’immigrazione, Johan Forssell, arrivando al Consiglio affari interni. “D’altra parte – ha aggiunto – oggi ci sono anche molte differenze rispetto a dieci anni fa. Ad esempio, l’attuazione del patto sull’asilo rappresenta un passo avanti molto importante”.

luciani.2006@libero.it

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