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I NUOVI CAMBIANO IL LECCE ACCRESCENDONE TECNICA E VIGORIA

I NUOVI CAMBIANO IL LECCE ACCRESCENDONE TECNICA E VIGORIA

Il Toro è stato matato ed il Lecce ha conquistato la prima vittoria casalinga del campionato. Un evento atteso per un intero girone di andata ma che alla fine, quand’è arrivato, lo ha fatto in modo scoppiettante. A farne le spese il Torino, dato percentualmente dagli scommettitori come pronosticato vincitore del match, che è stato rimandato a casa battuto per l’ennesima volta nella storia. Da Mazzone a Liverani il nodo della memoria configura questa vittoria che è dovuta di sicuro all’ottimo inserimento dei nuovi giallorossi.

Finalmente il Lecce ha avuto il controllo totale per tempo e qualità del centrocampo. Lì, nella zona nevralgica del campo i giallorossihanno imposto la fisicità e la tecnica di Deiola, Barak e Saponara collaborati dai lampi di alto calcio da parte di Falco e dall’abnegazione di Rispoli, Donati, Lucioni, Rossettini e Lapadula. Lo stesso Vigorito, che è tornato titolare a causa dell’infortunio di Gabriel, ha avuto meriti nella conquista della vittoria e nel mantenere inviolata la propria porta.

E’ stata una partita spettacolo che ha sorpreso tutti in quanto nessuno poteva immaginare di qassistere ad una prova così convincente da parte di tutti. Questa volta, senza per questo farsi esaltare a sproposito, è stata rasentata la perfezione. Schemi di gioco e di situazioni (il primo gol su calcio d’angolo ne è chiaro attestato), giocate di qualità, passaggi precisi ed invitanti sono stati sciorinati per tutto il tempo della gara ed a questo Lecce, il Torino ha avuto grandi difficoltà ad opporsi risultandone alla fine travolto.

Ora, ma Liverani lo ha già fatto presente nel commento post partita, così come non ci si doveva abbattersi nel periodo nero, non bisogna esaltarsi; si deve continuare a lavorare; restare tutti uniti perché proprio dalla coesione da parte di tutti (società, squadra, tifosi) il miracolo Lecce tornato al massimo campionato possa continuare ad esistere e, se possibile, nel tempo, migliorarsi. Il Lecce, ha detto Liverani, non ha sceicchi o qualche magnate che lo foraggi è frutto della programmazione e del lavoro quotidiano di tutti per questo ha bisogno di tempo per raggiungere i suoi scopi ma con questo GRUPPO MERAVIGLIOSO” (PAROLE DI Liverani) tutto diventa possibile.

La partita ha avuto la sua svolta tra lundecisimo ed il diciannovesimo minuto allorchè Deiola, prima, e Bark, dopo hanno messo a segno le prime due loro reti in giallorosso (n.r. per Deiola si tratta del primo gol in serie A) e poi allo scadere del primo tempo quando Rocchi non ha convalidato un gol segnato dal Torino per offside del torinista. Lo scampato pericolo ha indotto il Lecce ha continuare sul passo della prima frazione di gioco riuscendo a realizzare una seconda doppietta prima con un gol di alta scuola con Falco (di destro!) e poi con il gladiatore Lapadula su calcio di rigore fischiato per fallo su Shakhov che era subentrato a Saponara.

Di interessante in questa partita, a mio avviso, è anche la prova generale fatta da Liverani che sul finire ha fatto entrare anche Paz, pure lui frutto del mercato invernale, schierando la squadra col 5-3-2 che in alcune partite potrebbe essere la soluzione buona per conquistare i punti necessari per la salvezza.

Ernesto Luciani    

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