Il Comune Di Melendugno Acquista Le Quote Di Maggioranza Del Porto Turistico
Il sindaco: “Una pagina storica per la nostra comunità’”
È un momento storico per il Comune di Melendugno e per tutto il Salento. Stamattina il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’acquisizione della quota di maggioranza della Società Porto turistico di San Foca SPA.
Il Comune che possedeva già il 49 per cento delle quote societarie, diventa così l’unico proprietario, costituendo una società per azioni unipersonale. Sono stati impegnati un milione e 700mila euro, che sono una parte del contributo di 6milioni di euro che TAP ha riconosciuto, come ristoro, al Comune di Melendugno esattamente un anno fa.
Il Comune aveva previsto di impiegare un milione e 500mila euro. Stamattina il Consiglio comunale ha integrato la somma con altri 200mila euro, sempre da fondi Tap, per chiudere la trattativa. Ma per perfezionare l’atto, bisognerà attendere il parere della Corte dei Conti che esaminerà la delibera entro 60 giorni.
“Sono emozionato”. Esordisce così il sindaco Maurizio Cisternino nel sottoporre all’approvazione del consiglio comunale la delibera. “Questa operazione non è solo una transazione finanziaria, ma un atto politico e di visione strategica: vogliamo che il porto diventi un vero volano per lo sviluppo economico e turistico di Melendugno, garantendo una gestione pubblica, efficiente e orientata esclusivamente all’interesse dei nostri cittadini e del nostro mare. Acquistare queste quote significa riprendere il controllo del nostro futuro, tutelare le imprese locali della pesca e del turismo. Gli studi nazionali (AltaGamma, Deloite e UnionCamere) confermano che i porti turistici non sono parcheggi per le barche, ma motori economici: ogni euro investito nella nautica ne genera 2,7 sul territorio, il sistema nautico ha un moltiplicatore occupazionale del 6%, i grandi yacht generano una spesa elevatissima sul territorio, influenzando positivamente commercio e servizi locali. Avere il pieno controllo del porto significa poter intercettare finanziamenti per l’ampliamento e qualificare l’offerta turistica di San Foca in linea con questi standard di eccellenza”.
Infine i ringraziamenti del sindaco vanno a tutte le amministrazioni comunali che lo hanno preceduto, ai presidenti e ai consiglieri del Cda della Porto Spa. In particolare il pensiero va a Vittorio Potì, più volte sindaco di Melendugno e consigliere regionale, scomparso nel 2011. “Acquistare queste quote significa portare a compimento un desiderio e un progetto che vengono da lontano. Dal 1984 quando, per la prima volta con i POR (Piani operativi regionali) un grande visionario, Vittorio Potì, scrisse le parole Porto di San Foca nell’Agenda regionale pugliese. Il sogno di allora e di oggi era ed è quello che il porto di San Foca, che nel 2008 venne individuato come Porto Pivot (Porto pilota) nell’ambito salentino adriatico possa divenire motore di sviluppo per tante attività. Questo è uno dei casi in cui la politica costruisce geografie di sviluppo e di libertà”.
I RETROSCENA DELLA TRATTATIVA
L’iter procedurale non è stato affatto semplice. Sin dal 2023 il Comune si è affidato all’avvocato Antonio Serafini per affrontare la questione: “un iter incerto e dall’esito non scontato”, ha ammonito l’avvocato il quale ha seguito passo passo il Comune nelle trattative e nell’iter procedurale. Trattative non facili sia per la dichiarazione di fallimento della società di maggioranza, la Igeco spa (dichiarata fallita con provvedimento 14 del 2021 da parte del Tribunale di Lecce), sia perché c’erano all’orizzonte fondi di investimento privati americani interessati ad acquistare la quota di maggioranza del porto. Rivela alcuni retroscena il sindaco:
“E’ come se ci fosse stata una partita a poker, perché da un momento all’altro qualcuno avrebbe potuto mettere sul tavolo molti più soldi di noi… senza escludere neppure bluff che ci sono stati. Ma noi siamo stati determinati: chi si contrapponeva a noi, vedendo la nostra fermezza e ostinazione nel portare a casa questo importante risultato, ha capito che doveva mettersi da parte perché noi questo risultato volevamo portarlo a casa a tutti i costi”.
“Quando mi è arrivata quella famosa lettera dei curatori fallimentari e del Tribunale di Lecce che accettavano le trattative per l’acquisto del porto di San Foca, mi sono veramente emozionato”, continua il sindaco. “Ho pensato a quella persona che mi ha insegnato l’arte della mediazione e a come agire in situazioni così complesse. Potevamo farlo prima? Non credo perché i tempi erano quelli.
Spero che la Corte dei Conti ci dia ragione. Sono ottimista e sono convinto che arriveremo alla fine di questa storia, una storia importante. Le future generazioni vedranno questo consiglio comunale e vedranno che questa amministrazione comunale, questa maggioranza ha portato a casa un risultato epico”.
In consiglio comunale tutti gli interventi hanno sottolineato l’importanza strategica del porto turistico per San Foca e tutto il Mediterraneo.
Prima dell’apertura del dibattito, sono arrivati i saluti del presidente dell’attuale Porto turistico spa, Fabio Bufano: “Il porto di San Foca ricopre un ruolo centrale nell’economia del nostro territorio. Una programmazione a medio-lungo termine possibile solo in presenza di un rinnovato assetto societario e da un progetto di qualificato ampliamento consentirà di ottenere risultati lusinghieri non solo dal punto di vista economico-finanziario, ma anche sotto il profilo dello sviluppo turistico e di scambi culturali”.
LA STORIA DEL PORTO
San Foca è un villaggio di pescatori. Il primo molo nasce sul finire degli anni ’50, con il sindaco Lazzaro Damiamo Serafini, nonno dell’avvocato Antonio.
Nei primi anni ’50 viene realizzato il primo molo foraneo che collega la terraferma allo scoglio del Sale e il molo di sottoflutto sullo scoglio Papuscia, che consentono l’ormeggio delle barche dei pescatori e dei pescherecci in un bacino protetto sia dai dominanti venti da Nord che dai venti del Sud.
Negli anni ’70 e ‘80 viene realizzato un primo intervento destinato alla portualità turistica. Nasce il centro nautico Margherita. Vengono uniti i due bacini: quello originario a Sud e quello realizzato negli anni ’50 vengono uniti eliminando la striscia di sabbia che li separava.
Nascono la Lega Navale Italiana, il Circolo nautico e la Nautica Mangè che ottengono le concessioni demaniali, realizzando i pontili per l’ormeggio di natanti e imbarcazioni da diporto.
Una parte del bacino viene destinato all’ormeggio delle barche dei pescatori.
Con i Piani Operativi regionali 1994-1999 il Comune di Melendugno ottiene il finanziamento di due milioni e mezzo per la realizzazione del porto turistico.
Nel dicembre 1991 viene costituita la società mista tra il Comune di Melendugno (49%) e il socio privato Igeco spa (51%) individuato con procedura di evidenza pubblica per la costruzione e gestione del porto turistico.
I lavori iniziano nel 2001 dopo la concessione demaniale. Il 3 agosto 2006 il porto turistico viene inaugurato. Ha una capienza di 150 posti barca della lunghezza massima di 30mt e un pescaggio massimo di 5mt.
L’intero bacino ha circa 500 posti barca.