HomeRubriche“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

L’elogio della lentezza: seminare in inverno

C’è un’insistenza quasi rumorosa, fuori dalle nostre finestre, che accompagna l’arrivo di gennaio. È il suono dei nuovi inizi forzati, delle agende immacolate che pretendono di essere riempite e delle promesse fatte a voce alta. Sembra che il mondo ci chieda di scattare dai blocchi di partenza proprio quando la natura, intorno a noi, sussurra l’esatto contrario.

Se guardiamo fuori, gli alberi sono spogli e la terra è dura, apparentemente ferma. Eppure, sotto quella crosta gelata, accade l’essenziale. È lì che i semi riposano, assorbono nutrimento e si preparano. Non c’è fretta nel bosco. Ed è a questo ritmo che vorrei invitarti oggi: all’onestà della semina invisibile.

 

Il letargo della mente: il diritto di essere stanchi

Gennaio non è necessariamente il mese dell’azione frenetica. Se ti senti ancora stanco, se la tua mente preferisce il calore di una coperta alla pianificazione di un intero anno, non combatterti. Il “letargo” non è pigrizia, è conservazione dell’energia. Forzare grandi decisioni quando il corpo chiede riposo porta a scelte che non ci somigliano.

Onora il tuo inverno interiore. Permettiti di osservare dove sei, senza l’ossessione di dove “dovresti” essere.

 

Una bussola, non una mappa: la parola-guida

Invece di stilare una lista di dieci obiettivi che tra un mese potrebbero sembrare pesi da trascinare, ti propongo una pratica più dolce. Scegli un’unica parola.

Una parola che non sia un traguardo, ma un’atmosfera. Potrebbe essere Presenza, Coraggio, Confine o forse Gentilezza. Questa parola sarà la tua bussola per tutto il 2026. Quando ti sentirai smarrito o sopraffatto, non dovrai consultare una lista di compiti, ma solo chiederti: “Questa scelta risuona con la mia parola?”

 

Piccoli riti di semina: buone prassi per il tuo gennaio

Per proteggere questo spazio di lentezza e nutrire le tue radici, ecco alcuni suggerimenti pratici da adottare senza aggiungere stress alla tua quotidianità:

La “Dieta Digitale” del mattino: prova a non guardare le notifiche per i primi 30 minuti dopo il risveglio. Invece di reagire agli stimoli esterni, concediti il lusso di ascoltare il tuo ritmo interno.

Il decluttering dell’anima: non serve svuotare l’intera casa. Scegli un solo cassetto, quello che apri più spesso, e riordinalo con cura. Mettere ordine in un piccolo spazio fisico aiuta a creare spazio mentale.

Camminate “senza meta”: una o due volte a settimana, esci per una passeggiata di 15 minuti senza cuffie. Osserva come cambia la natura: il grigio dell’inverno non è un unico colore, è fatto di mille sfumature di perla e fumo.

L’agenda dei desideri, non dei doveri: Accanto agli impegni, segna un “appuntamento con te stesso”. Mezz’ora di lettura o un bagno caldo hanno la stessa sacralità di una riunione di lavoro.

Scrivere per lasciar andare: Prendi un foglio e scrivi ciò che dell’anno passato senti ancora come un peso. Poi strappalo o brucialo: è un gesto simbolico per dire al tuo corpo che lo spazio per il nuovo è stato finalmente creato.

 

Pratica di gennaio: la colazione consapevole

Per coltivare questa lentezza, ti invito a un piccolo rituale quotidiano. Prima che il mondo digitale entri nella tua stanza, dedica i primi 10 minuti del mattino al silenzio.

Siediti con la tua bevanda preferita. Senti il calore della tazza tra le mani, osserva la luce che cambia fuori dalla finestra. Non è tempo perso: è il tempo in cui permetti alle tue radici di scendere un po’ più in profondità. È la tua semina silenziosa.

“Non importa quanto è lungo l’inverno, la primavera viene sempre.” Ma nell’attesa, impariamo ad abitare il freddo con cura.

Ti auguro un gennaio di passi silenziosi e radici forti.

Scrivimi, saprò ascoltarti:

benessere365gm@gmail.com 

Fine

luciani.2006@libero.it

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