“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta
L’infinito in noi: la fioritura di Sahasrara – 7 settimana
Bentornati, anime in cammino, all’ultimo appuntamento di questo viaggio luminoso che ci ha portati dalle radici della terra fino alle vette più alte della nostra coscienza. Spero che l’ultima settimana, trascorsa ad affinare la visione di Ajna, vi abbia permesso di scorgere la bellezza invisibile che si cela dietro le apparenze e che i vostri sogni vi abbiano sussurrato verità preziose.
Abbiamo imparato a vedere oltre, ma oggi siamo chiamati a compiere l’ultimo passo, quello più sacro, che ci porta alla sommità del capo: entriamo nel regno di Sahasrara, il Settimo Chakra, conosciuto come il “Loto dai mille petali”. Qui non si tratta più di vedere o di sentire, ma di Essere. Passiamo dalla percezione individuale alla connessione universale, scoprendo che non siamo gocce isolate, ma parte integrante dell’oceano infinito dell’esistenza.
Prima di spalancare la porta della corona, è fondamentale fare tesoro della chiarezza acquisita con il Terzo Occhio, poiché molti di voi mi hanno confidato di sentirsi ancora un po’ smarriti nel distinguere l’intuizione autentica dalle proiezioni della mente. Ricordate che Sahasrara non può fiorire pienamente se il sesto centro è ancora annebbiato dall’illusione o dal giudizio. Se sentite che la vostra connessione è instabile, vi suggerisco di tornare per un istante al silenzio di Ajna, massaggiando delicatamente le tempie con una goccia di olio di lavanda, respirando profondamente finché il rumore dei pensieri non si placa in un mare calmo. Solo quando la mente si arrende e riconosce i propri limiti, l’energia può finalmente zampillare verso l’alto, verso quel punto sulla testa dove, da neonati, eravamo ancora “aperti” al cielo.
Sahasrara si manifesta con il colore bianco puro, che contiene in sé tutte le frequenze dell’arcobaleno, o con un viola dorato estremamente raffinato. La sua funzione è la trascendenza e la comprensione della nostra natura spirituale. Quando questo centro è in equilibrio, sperimentiamo un senso di pace profonda, una gratitudine immensa per la vita e la consapevolezza che esiste un senso superiore in ogni evento. Al contrario, un blocco nel Chakra della Corona si traduce spesso in un senso di isolamento spirituale, aridità interiore, o in un eccessivo attaccamento alle certezze materiali che ci fa sentire soli in un universo caotico. Il nemico che chiude questo loto è l’attaccamento: l’aggrapparsi con ostinazione alle identità, ai ruoli e ai beni terreni, dimenticando la nostra essenza eterna.
A spegnere la luce di Sahasrara sono spesso il cinismo, il pregiudizio e la paura di perdere il controllo razionale sulla realtà. Quando ci chiudiamo all’idea che esista qualcosa di più grande di noi, finiamo per vivere in una prigione di logica che ci priva della gioia pura. Per risvegliare questa connessione suprema, dobbiamo praticare l’arte dell’abbandono. Vi propongo degli esercizi quotidiani per invitare la grazia nella vostra vita.
Iniziate la giornata con la “Meditazione del Silenzio”: sedetevi comodamente, raddrizzate la colonna e semplicemente osservate il respiro, visualizzando sulla sommità del capo un loto luminoso che si schiude lentamente a ogni respiro, permettendo a una luce bianca di scendere e inondare ogni cellula del vostro corpo. Non cercate pensieri, non cercate risposte; limitatevi a stare nel vuoto fertile della presenza.
Durante il giorno, coltivate la pratica della gratitudine incondizionata, ringraziando per tre cose non materiali, come un sorriso ricevuto o la bellezza di una nuvola, riconoscendo in esse la firma del divino. Un altro esercizio straordinario è la preghiera o il mantra silenzioso: ripetete mentalmente “Io sono uno con il tutto” o il suono primordiale “Om”, lasciando che la vibrazione risuoni nella parte alta del cranio. Per nutrire Sahasrara, cercate la vastità; una passeggiata in cima a una collina o il semplice atto di sedersi in una chiesa o in un luogo di meditazione, anche senza fare nulla, aiuta l’energia a elevarsi. Potete tenere vicino a voi un cristallo di rocca o una selenite, pietre della chiarezza assoluta, che agiscono come antenne verso le frequenze più sottili dell’universo.
In quest’ultima settimana della nostra rubrica, provate a lasciare andare il bisogno di capire tutto con la testa e permettetevi di sentire con lo spirito. Osservate la vita come se fosse una danza sacra di cui fate parte, senza giudicare ciò che accade come “buono” o “cattivo”, ma come necessario all’evoluzione. Praticate la gentilezza verso ogni essere vivente, sentendo che la stessa scintilla che brilla in voi brilla in ogni foglia e in ogni stella. Siete arrivati alla fine di questo percorso, ma in realtà questo è solo l’inizio di una nuova consapevolezza.
Vi ringrazio di cuore per avermi accompagnata in questo viaggio tra i sette centri di luce. Mi farebbe immensamente piacere ricevere le vostre riflessioni finali e sapere come vi sentite ora che il cerchio si è chiuso, scrivendomi a benessere365gm@gmail.com.
Ricordate sempre che il benessere non è una meta, ma un modo di camminare nel mondo. Continuate a splendere, a radicarti nella terra e a protendervi verso l’infinito.
Con infinito amore e luce,
Giovanna, la tua compagna di viaggio.
FINE