“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta
Come superare la resistenza del vecchio sé. L’effetto specchio: perché la vita ti sfida proprio quando decidi di cambiare.
C’è un momento preciso, quasi magico, in cui decidi che le cose devono cambiare. Chiudi gli occhi, fai quel respiro profondo che sa di promessa, magari decidi di fare spazio alla meditazione o di ripulire il tuo vocabolario dai soliti lamenti. Ti senti leggero o leggera, quasi fluttuante su una frequenza finalmente pulita. E poi, puntuale come un orologio svizzero, arriva lo schiaffo della realtà: la caldaia passa a miglior vita, una busta verde ti aspetta nella cassetta delle lettere, o riappare dal nulla quel fantasma del passato capace di irritarti con un solo messaggio.
In quel preciso istante, la mente logica crolla e inizia a urlare che è tutta una truffa, che più cerchi di elevarti e più il fango ti arriva alle ginocchia. Eppure, se fossi lì con te, ti stringerei la mano e ti direi la cosa più assurda del mondo: festeggia, perché sei esattamente dove devi essere.
Quello che stai sperimentando non è sfortuna, ma l’attrito del vecchio mondo che si sgretola. Quando decidi di cambiare rotta in modo profondo, non stai solo modificando un pensiero, stai letteralmente smantellando la struttura della tua vecchia realtà. E quella struttura ha un istinto di sopravvivenza formidabile che potremmo definire “Resistenza”. Pensa a una nave gigantesca lanciata a tutta velocità: se decidi di invertire la marcia, i motori ruggiscono, l’acqua si agita e lo scafo trema sotto il peso dell’attrito. Non è una punizione cosmica, ma una sorta di esame di maturità energetica. Il mondo circostante e il tuo stesso inconscio ti stanno semplicemente guardando per capire se fai sul serio o se, al primo soffio di vento contrario, ti rifugerai nel rassicurante e vecchio nido della lamentela. È tenendo la barra dritta durante la burrasca che dimostri che la tua nuova frequenza non è un vestito preso in prestito, ma la tua nuova pelle. Solo allora la realtà circostante non potrà fare a meno di piegarsi e allinearsi al tuo nuovo stato d’animo.
Per aiutarti a navigare queste acque mosse senza perdere la bussola, ti invito a soffermarti su uno spunto di riflessione profondo: prova a chiederti, quando tutto sembra andare storto, se l’ostacolo che hai davanti sia davvero un muro o se sia invece l’ultimo esame per dimostrare a te stesso quanto tieni alla tua nuova serenità. Spesso il caos non viene per distruggerti, ma per vedere se hai ancora paura dei vecchi fantasmi.
Per allenare questa nuova centratura, puoi inserire due piccoli esercizi nella tua routine quotidiana. Il primo è il “respiro della neutralità”: non appena si presenta l’imprevisto, imponiti un silenzio di trenta secondi prima di reagire, osserva la tua voglia di arrabbiarti come se fossi uno spettatore esterno e fai tre respiri lunghi, lasciando andare la tensione. Il secondo esercizio, da fare ogni sera, consiste nel tenere un “diario del retroscena”: scrivi l’evento negativo della giornata e, subito accanto, sforzati di trovare almeno un motivo per cui quel contrattacco della Resistenza ti sta rendendo più forte e consapevole.
Questa capacità di rimanere immobili e sereni al centro del ciclone è il vero confine che separa chi subisce la vita da chi impara a guidarla. Se ti trovi nel bel mezzo di questa tempesta e senti il bisogno di condividere la tua esperienza, di raccontarmi come stai affrontando la tua Resistenza o semplicemente se hai voglia di un confronto sincero su questo percorso, scrivimi a benessere365gm@gmail.com. Sarà un modo per fare un pezzo di strada insieme.
Guarda avanti, mantieni la rotta e non temere l’ombra del momento. Il sole non ha mai smesso di splendere, è solo nascosto dietro l’ultimo strato di nuvole.
Giovanna, la tua compagna di viaggio.
FINE