HomeRubriche“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

“Il diario del Ben Essere” a cura di Giovanna Maletesta

Il denaro come specchio: cosa racconta di noi il nostro conto corrente?

C’è una strana conversazione che portiamo avanti da secoli, un sussurro collettivo che dipinge il denaro come il grande antagonista della spiritualità. Lo trattiamo spesso con una sottile diffidenza, come se toccarlo o desiderarlo potesse in qualche modo macchiare la purezza della nostra anima. Ma se provassimo a cambiare radicalmente prospettiva? Se spogliassimo il denaro da tutti i costrutti sociali, dai sensi di colpa ereditati e dalle ansie del futuro, ciò che resta è solo una cosa: pura energia in movimento.

Il denaro non possiede una sua morale. Non è buono, né cattivo; è, piuttosto, un formidabile amplificatore di ciò che siamo e di ciò che proviamo. Funziona come uno specchio vibrazionale fedelissimo. Quando pensiamo alle nostre finanze e avvertiamo quella tipica stretta allo stomaco — una contrazione fatta di paura, di “non basta mai”, di calcoli frenetici — stiamo, di fatto, alzando un muro. Quella tensione è un segnale di chiusura che blocca il naturale flusso dello scambio. Il denaro, per sua natura, ama il movimento e fluisce dove trova meno resistenza, dove c’è spazio per riceverlo.

Gran parte della nostra quotidianità si consuma oscillando tra due frequenze opposte: la rincorsa e la ricezione. Chi rincorre si muove a partire dalla vibrazione della scarsità. È quella modalità che ci fa guardare il conto corrente con un senso di imminente catastrofe, che ci fa pagare le bollette con un moto di risentimento, come se qualcuno ci stesse portando via un pezzo di vita. In quel momento, stiamo dicendo all’Universo che siamo separati dall’abbondanza, e la realtà non fa altro che confermare questa nostra convinzione.

Dall’altra parte esiste la vibrazione del flusso. Chi vibra in questa frequenza comprende che ogni centesimo che esce è un atto di fiducia e di gratitudine: significa che abbiamo avuto la capacità di usufruire di un servizio, di un comfort, di un momento di piacere. L’abbondanza non risponde a chi ne ha disperatamente bisogno, ma si allinea con chi risuona sulla sua stessa frequenza di espansione e apertura.

Per scardinare questi meccanismi inconsci, spesso radicati nelle memorie della nostra infanzia o nei racconti di privazione della nostra famiglia, dobbiamo iniziare a portare consapevolezza nei piccoli gesti di ogni giorno.

Ti invito a fare un piccolo esperimento mentale la prossima volta che ti troverai a saldare un conto, che sia l’affitto di casa o il semplice rito del caffè al bancone del bar. Invece di cedere a quel micro-momento di pesantezza, fermati, fai un respiro profondo e benedici quel passaggio. Ringrazia interiormente per il fatto di avere le risorse per compiere quel gesto e augura mentalmente a quel denaro di portare valore a chi lo riceve, prima di tornare da te moltiplicato. Questo semplice spostamento sposta l’asse della tua attenzione dalla perdita al valore, trasformando un dovere in un atto di pura espansione.

Chiediti, nei momenti di quiete, quale sia la prima parola che associ alla parola “soldi” e osserva se l’emozione che emerge è legata alla libertà o alla gabbia. Prova anche a riscrivere la storia del tuo portafogli: ogni volta che apri l’applicazione della banca, sostituisci il giudizio con un pensiero di accoglienza per tutto ciò che quel denaro ha reso possibile nella tua vita fino ad oggi.

Sbloccare il rapporto con l’abbondanza significa proprio questo: ripulire il canale dalle vecchie incrostazioni per tornare a respirare a pieni polmoni la ricchezza che esiste già intorno a noi, in forme diverse.

Se senti che è arrivato il momento di esplorare più a fondo questi blocchi invisibili e vuoi condividere con me le tue riflessioni, le tue paure o i tuoi piccoli successi energetici, ti aspetto a braccia aperte. Scrivimi a benessere365gm@gmail.com: sarà un onore fare un pezzo di questo viaggio insieme.

luciani.2006@libero.it

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