Il pareggio di ieri è un’iniezione di fiducia che deve essere sfruttata bene
Non ce l’ha fatta il Lecce a vincere contro la Fiorentina ed addirittura ha dovuto fare gli straordinari per riagguantare un pareggio che a bocce ferme mi pare piuttosto ingiusto. Purtroppo episodi che davvero facevano pensare al peggio come il gran caos, quasi sulla linea di porta della “Viola”, con il pallone che ballonzava ma non voleva proprio saperne di entrare nel sacco hanno fatto tribolare i tifosi salentini.
Come al solito ad una buona partenza del Lecce alla mezz’ora la Fiorentina, al secondo attacco portato verso Falcone, passava in vantaggio con un gol di Harrison che non segnava da quasi un anno, forse più. Ma anche questa è una costante di questa stagione: contro i giallorossi segnano squadre piuttosto refrattarie al gol e/o giocatori in astinenza, in poche parole si risolvono i problemi altri ma non i propri.
Ieri sera il Lecce ha fatto un piccolo miracolo non lasciandosi andare, more solito, dopo aver subito il gol ma, dopo un comprensibile momento di smarrimento, ha ripreso le fila del discorso riuscendo nell’intento di recuperare e così riportandosi alla pari della Cremonese a 28 punti.
Peccato è stato un brodino non una cena luculliana ma tant’è quando una squadra,, il Lecce di questa stagione, ha problemi ormai strutturali ad andare in gol.
Ieri la Fiorentina ha forse peccato di presunzione pensando che il minimo sindacale fosse sufficiente a battere il Lecce mentre da parte dei giallorossi c’è stata la giusta orgogliosa reazione ad uno stato di fatto che altre volte è risultato deleterio.
La partita di ieri serve per far capire a tutti, prima di tutto agli addetti ai lavori che nonostante il nostro sia il peggiore attacco di tutti i campionati europei è possibile giocarsela fino alla fine andando a scovare in tutti un poco di coraggio in più.
Ieri il Lecce è riuscito a recuperare lo svantaggio, cosa capitata solo in occasione del pari col Bologna, per ben quindici volte subito il primo gol ha poi perduto la partita.
Potrebbe essere un’inversione di marcia? Lo speriamo tutti perché ora prima a Verona e poi a Pisa bisogna trovare quei punti che portino ad una ancora possibile salvezza.
Ernesto Luciani