IMPIANTI SPORTIVI COMUNALI A LECCE: UN PATRIMONIO ABBANDONATO E UNO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE
Torniamo a sollecitare l’Amministrazione comunale di Lecce sul tema della gestione degli impianti sportivi cittadini, dopo che i nostri precedenti comunicati hanno raccolto ampio consenso nel mondo dell’associazionismo e dell’opinione pubblica. Questa volta con una visione d’insieme: il problema non riguarda un singolo impianto, ma l’intero sistema dello sport pubblico cittadino. Un patrimonio che, se adeguatamente gestito, potrebbe rendere Lecce una città sportiva di eccellenza, capace di ospitare eventi di risonanza nazionale. Così come si presenta oggi, è invece il simbolo di una paralisi che penalizza in primo luogo i giovani, le famiglie e le associazioni dilettantistiche.
Centro Sportivo di Via Potenza
L’impianto — avviato nel 2020, costato circa 2 milioni e 900mila euro di fondi pubblici, comprensivo di nove campi tra tennis, padel e polifunzionali — è rimasto chiuso a lungo dopo il collaudo. Il bando per la concessione novennale, pubblicato il 1° dicembre 2025, è andato deserto: nessun operatore ha presentato offerta entro la scadenza del 3 febbraio 2026, come verificabile sulla piattaforma ufficiale TuttoGare del Comune. Il dato invita a una riflessione sulle condizioni di sostenibilità economica poste dal bando — oneri di gestione, canone annuo e obbligo di completamento strutturale a carico del concessionario — e sull’opportunità di un confronto preventivo con i potenziali gestori prima di procedere con un nuovo avviso.
Il quadro complessivo: degrado diffuso e sistematico
Il caso di Via Potenza non è isolato. Una ricognizione dell’intero patrimonio impiantistico comunale restituisce un quadro di degrado diffuso che tocca strutture pubbliche in ogni parte della città.
Complesso Antistadio
L’area, che per vocazione e posizione dovrebbe essere il cuore sportivo della città, si presenta in condizioni inaccettabili. La tensostruttura “Montinaro” è priva di spogliatoi interni — una lacuna strutturale che ne impedisce l’omologazione per competizioni nazionali. L’illuminazione è assente nei parcheggi e nei percorsi di accesso. Il campo di calcio è inutilizzabile in caso di pioggia. L’altra metà dell’area — un campo di calcio, un campo di basket all’aperto, una pista di pattinaggio all’aperto e la tensostruttura con pista coperta — giace completamente inutilizzata. A questo si aggiunge la pista di pattinaggio indoor di Via Giovanni Paolo II, finanziata con un mutuo di 500.000 euro con l’Istituto di Credito Sportivo, avviata nel maggio 2021 e mai aperta al pubblico.
CONI Santa Rosa
L’area del CONI di Santa Rosa esprime un potenziale enorme, ancora largamente inespresso. I campetti all’aperto di basket, pallavolo, tennis e calcio versano in condizioni inqualificabili: abbandonati, pericolosi, inutilizzabili. L’area militare è ancora recitata, le due aree non sono state mai veramente unite. Le due tensostrutture, pur utilizzate in parte, non sono omologabili per campionati nazionali per l’assenza di spogliatoi interni. La pista di atletica “Pino Felice” meriterebbe maggiore manutenzione e qualche intervento di ammodernamento.
Tettoia Santa Rosa
Nel cuore del quartiere, una struttura storica giace abbandonata e inutilizzata, con ambienti interni pericolanti e in alcuni casi murati. Uno spazio che potrebbe avere molteplici destinazioni — sportive, culturali, ricreative — e che attende ancora una destinazione d’uso.
Il denominatore comune di tutte queste situazioni è la mancanza di una strategia organica per il patrimonio sportivo pubblico. Lecce figura stabilmente nella parte bassa delle classifiche nazionali per dotazione e qualità degli impianti sportivi, secondo le rilevazioni di UISP, Openpolis e Il Sole 24 Ore. Un divario che si può colmare, a condizione di volerlo fare con serietà e continuità.
ADOC Lecce chiede formalmente all’Amministrazione comunale:
Una revisione delle condizioni del bando per Via Potenza, previa consultazione dei potenziali gestori, per individuare un assetto economico sostenibile e restituire finalmente l’impianto alla città.
Chiarezza e tempi certi per l’apertura della pista di pattinaggio di Via Giovanni Paolo II.
Un censimento pubblico e aggiornato dello stato di conservazione e funzionalità di tutti gli impianti sportivi comunali.
Un piano di riqualificazione con cronoprogramma, responsabilità e coperture finanziarie certe per ciascun impianto.
La valutazione di forme di gestione condivisa con le associazioni sportive del territorio, che da anni attendono spazi adeguati e che potrebbero rappresentare una soluzione concreta per impianti di difficile gestione privata.
I cittadini leccesi, i giovani atleti e le associazioni sportive attendono risposte concrete e fatti, non annunci.
Avv. Alessandro Presicce
Presidente Provinciale ADOC Lecce