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INCENDIO ALLA RAFFINERIA ENI DI SANNAZZARO DI PAVIA

INCENDIO ALLA RAFFINERIA ENI DI SANNAZZARO DI PAVIA

INCENDIO RAFFINERIA

L’ ATA-PC Italia scrive al ministero dell’ ambiente

Riceviamo e pubblichiamo

Ministero dell’Ambiente

Alla Cortese attenzione del Sig. Ministro

Gentilissimo Ministro Galletti, l’ ATA-PC Italia in merito al triste incidente accaduto nella raffineria dell’ ENI di Sannazzaro Pavia, il 01 Dicembre scorso, le chiede pochi minuti di attenzione per esplicitare quanto segue.

Non intendiamo essere tedianti oltremodo, sappiamo che gli organi preposti in loco staranno effettuando tutte le opportune verifiche del caso, sappiamo anche che quella struttura produce ricchezza alla zona e fornisce lavoro a tanta gente, per questo non intendiamo incentrare il discorso sulle effettive problematiche ambientali che tali realtà possono provocare, ma bensì concentrarci sui reali problemi che inevitabilmente ci saranno a seguito del deposito di queste sostanze tossiche volatili che ora si stanno spostando su altre zone d’Italia.

Comprendiamo bene che l’ ARPA non può diffondere il panico con allarmi generali, e per questo deve cercare di ridimensionare l’ accaduto, ma la nostra preoccupazione e quella di migliaia di soci è, che purtroppo come accaduto in passato l’ ARPA possa nei fatti ridimensionare troppo gli eventi.

Ricordo a me stesso alcuni fatti accaduti, come quelli della centrale ENEL di Vado Ligure, dove l’ ARPA per 30 anni ha sempre dichiarato che le emissioni erano nella norma, e poi pare che la Procura della Repubblica abbia scoperto anni di inquinamento e di problemi di salute ai Cittadini, per poi proseguire con la problematica emersa in Provincia di Alessandria dove le centraline di rilevamento qualità dell’ aria nei pressi della Montedison erano non tarate nel modo giusto, anche in questo caso la salute degli Italiani è stata certamente compromessa.

Sempre più spesso i ricercatori del CNR smentiscono i tecnici dell’ARPA, anche in questo caso sembra ci siano già delle dichiarazioni contrastanti, vogliamo citare l’ autorevole ed allarmante parere del Dott. Nicola Perrone, che presiede l’ istituto sull’ inquinamento atmosferico del CNR, secondo il quale la combustione di questi idrocarburi scarica nell’ aria particolato, polveri, inquinanti gassosi e, se l’ incendio ha toccato le infrastrutture, nella nube ci sarebbero materie che possono generare diossina, metalli pesanti, composti organici ed inorganici, tutte sostanze pericolosissime per la salute, a cominciare da anziani, bambini, e persone che hanno già problemi respiratori.

Riteniamo che queste considerazioni, rilasciate anche agli organi di stampa (cfr “La Stampa” del 02/12/2016 pagina 9) non possano lasciare indifferenti e debbano essere prese in massima considerazione dalla S.V.

Il fatto che fortunatamente, i venti abbiano allontanato la nube dai maggiori centri urbani, spingendola, pare, nella valle staffora e in direzione dell’appennino Ligure/Vogherese, se da un lato ha scongiurato danni immediati alla popolazione dei centri urbani, dall’ altro non può autorizzare ad abbassare la guardia.

E’ infatti possibile che si sia verificato un follout proprio in questa valle, che, ricordiamo non solo è di enorme valore naturalistico ed ambientale, ma ospita anche importanti attività economiche che sono per loro natura, particolarmente vulnerabili ai danni da inquinamento (centri termali di Salice e di Rivanazzano, produzioni agroalimentari di pregio, zone turistiche, ecc).

Per questo è necessario un intervento del Ministero dell’Ambiente, in modo che si faccia massima chiarezza e vengano attuate tutte le azioni necessaria per garantire la massima attenzione.

Ringraziamo anticipatamente per la cortese attenzione dimostrata, ci è gradita l’occasione per porgere stimati saluti.

Il Presidente ATA-PC Italia Onlus”

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