Lecceoggi.com - Attualità, cronaca e curiosità in tempo reale dalla provincia di Lecce.
HomeCronaca e AttualitàINCURSIONI DEI LUPI NEGLI ALLEVAMENTI, MA NON CI SONO PERICOLI PER L’UOMO

INCURSIONI DEI LUPI NEGLI ALLEVAMENTI, MA NON CI SONO PERICOLI PER L’UOMO

INCURSIONI DEI LUPI NEGLI ALLEVAMENTI, MA NON CI SONO PERICOLI PER L’UOMO

Le rassicurazioni degli esperti. Il Comune ha firmato un protocollo per il monitoraggio

Alcune recenti incursioni di lupi – a danno di animali domestici e di allevamento – in residenze e aziende in prossimità dell’area del parco di Portoselvaggio hanno messo in allarme i proprietari, che in queste ore chiedono informazioni e rassicurazioni su questo fenomeno. Gli esperti con cui collabora l’amministrazione comunale e che anche in questa occasione sono stati interpellati, rassicurano innanzitutto sul fatto che non ci sono pericoli per l’uomo e avvertono naturalmente che è necessaria qualche precauzione per evitare o neutralizzare gli attacchi agli animali. Tenendo sempre presente l’esigenza di tutela del lupo, che è una specie protetta.

La presenza del lupo sul territorio neretino segue perfettamente l’andamento delle presenze registrate sul resto del territorio italiano. Da qualche decennio la specie è tornata a popolare alcune aree grazie agli sforzi delle politiche di protezione e dopo essere stata sull’orlo dell’estinzione. Oggi si stima che in tutta Italia vi siano circa 2000 lupi e di questi solo pochi esemplari popolano la provincia di Lecce, forse addirittura meno di una decina. Il branco è composto solitamente da gruppi che vanno da due a sette esemplari, si muove su aree sino a 200 chilometri quadrati e non attacca l’uomo. Nessuna emergenza, dunque, ma un ritorno naturale grazie al cambio di sensibilità e all’impegno delle istituzioni nella tutela della fauna selvatica.

La Provincia di Lecce ha avviato lo scorso anno un piano di monitoraggio e gestione del lupo. Un’iniziativa attuata mediante un protocollo di intesa con le aree protette e i territori della provincia in cui è accertata la sua presenza. L’azione congiunta dei diversi livelli istituzionali è finalizzata alla costituzione di un tavolo tecnico permanente per la mappatura del territorio provinciale, al fine di verificare la presenza del lupo e di individuare le misure di monitoraggio e di protezione. Il Comune di Nardò, com’è noto, ha aderito al piano e ha avviato tempestivamente le iniziative di progetto ottenendo già i primi dati sugli esemplari che frequentano il territorio neretino. Come detto, gli esperti che coordinano il monitoraggio rassicurano sul fatto che non vi sia alcuna emergenza, ma le conseguenze di queste recenti incursioni sono dovute al fatto che l’uomo ha abbassato la guardia facilitando l’attività di predazione del lupo. In sostanza, servirebbe fare quello che si faceva una volta, cioè migliorare le recinzioni, custodire al chiuso gli animali domestici durante la notte, non tenere i cani legati con una catena al fine di consentire loro di difendersi, qualsiasi altra azione di buon senso nel rispetto del lupo.

Nei prossimi giorni tecnici e funzionari dell’assessorato all’Ambiente incontreranno Giacomo Marzano, biologo, studioso della specie e responsabile del monitoraggio del lupo per la provincia di lecce, per coordinare le azioni da intraprendere. Nonché avvieranno un confronto con gli uffici della Regione Puglia per eventuali supporti economici agli allevamenti più vulnerabili.

“Ci preme innanzitutto rassicurare tutti – dice l’assessore all’Urbanistica, ai Parchi e alle Aree Protette Andrea Giuranna – sul fatto che il lupo, considerato il suo carattere elusivo, non attacca l’uomo. Coloro che frequentano Portoselvaggio o aree isolate, i runners, gli appassionati di mountain bike o di trekking, dunque, possono stare assolutamente tranquilli. È chiaro, però, che vanno tenuti nella dovuta considerazione gli attacchi agli animali domestici o di allevamento. Sulla scorta delle indicazioni degli esperti occorre usare qualche misura, per esempio evitando di tenere liberi conigli e galline durante la notte, affidando il bestiame a cani adatti alla difesa, come i maremmani o i pastori dell’Asia centrale, o rafforzare le protezioni strutturali. I più anziani ricorderanno i muri “paralupo” delle antiche masserie del Salento”.

 

Condividi con:

redazione.lecceoggi@gmail.com

No Comments

Leave A Comment