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LA DONNA NELLA STORIA: RITA LEVI-MONTALCINI

LA DONNA NELLA STORIA: RITA LEVI-MONTALCINI

Terza ed ultima parte segue da venerdì 02 Aprile 2021

Nel 1956 venne nominata professoressa associata e nel 1958 professoressa ordinaria di zoologia presso la Washington University di St. Louis e, nonostante inizialmente volesse rimanere in quella città solo un anno, vi lavorò e vi insegnò fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1977. Per circa trent’anni fece le ricerche sull’NGF e sul suo meccanismo d’azione, per le quali nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la medicina insieme al biochimico Cohen. Nella motivazione del Premio si legge: «La scoperta dell’NGF all’inizio degli anni cinquanta è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo». Il Nobel fu oggetto di contestazione nel 1994, in seguito alle dichiarazioni di Duilio Poggiolini, il quale ha insinuato che il premio fosse stato elargito a seguito dei 14 miliardi di lire versati dalla Fidia alla Fondazione Nobel. Dichiarazioni che hanno suscitato l’immediata reazione della Fondazione stessa.

La scienziata donò una parte dell’ammontare del premio alla comunità ebraica, per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma. Nel 1987 ricevette da Ronald Reagan la National Medal of Science, l’onorificenza più alta del mondo scientifico statunitense.

Durante la carriera negli Stati Uniti, lavorò assiduamente anche in Italia: fondò un gruppo di ricerche e dal 1961 al 1969 diresse il Centro di Ricerche di neurobiologia creato presso l’Isituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’Istituto di Biologia della Washington University, e dal 1969 al 1979 rivestì la carica di Direttrice del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR). Dopo essersi ritirata da questo incarico “per raggiunti limiti d’età” proseguì i suoi studi come ricercatrice e fu Guest professor dal1979 al 1989. Nel 1983 fu chiamata a ricoprire anche la posizione di presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, poiché, nonostante i lunghi soggiorni negli Stati Uniti, non smise di seguire le ricerche su questa patologia.

Dal 1989 al 1995 lavorò presso l’Istituto di neurobiologia del CNR. Dal 1993 al 1998 fu presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italìana, istituzione che è riuscita a rilanciare in quegli anni. Nel 1999 è stata nominata ambasciatrice della FAO, per contribuire alla sua campagna contro la fame nel mondo.

È stata membro delle maggiori accademie scientifiche internazionali, come l’Accademia Nazionale dei Lincei per la classe delle Scienze Fisiche, la Pontificia Accademia delle Scienze (prima donna ammessa), l’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, la National Academy of Sciences statunitense e la Royal Society. È stata inoltre Presidente onoraria dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Ha collaborato con l’Istituto Europeo di Ricerca sul Cervello (European Brain Research Institute), da lei fondato nel 2001 e presso il quale ha proseguito, fino a poco tempo prima di morire, la sua attività di ricerca, affiancata da un costante impegno in campo sociale e politico e sostanziata dalla profonda riflessione etica che ne ha animato l’intero percorso di vita.

Nel 2009, giungendo all’età di cento anni, è stata la prima tra le vincitrici e i vincitori del premio Nobel a varcare il secolo di vita. È stata altresì la più anziana tra i senatori e senatrici a vita in carica nonché della storia repubblicana italiana. In occasione del compimento dei cento anni ebbe modo di dichiarare: “Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”.

Rita Levi-Montalcini muore il 30 dicembre 2012, all’età di 103 anni, nella sua abitazione romana nel viale di Villa Massimo, nei pressi di Villa Torlonia; il giorno seguente la salma viene trasferita a Torino, accolta da una breve cerimonia privata con rito ebraico. Il 2 gennaio 2013 si svolgono i funerali in forma pubblica. Le sue spoglie furono sepolte nella tomba di famiglia nel Cimitero monumentale di Torino.

Rita Levi-Montalcini ha sempre affermato di sentirsi una donna libera. Cresciuta in «un mondo vittoriano, nel quale dominava la figura maschile e la donna aveva poche possibilità», ha dichiarato d’averne «risentito, poiché sapevo che le nostre capacità mentali – uomo e donna – son le stesse: abbiamo uguali possibilità e differente approccio».

Ha dedicato la sua vita alla ricerca e alla scienza. Riguardo alla propria esperienza di donna nell’ambito scientifico, ha descritto i rapporti coi collaboratori e studiosi sempre amichevoli e paritari, sostenendo che le donne costituiscono al pari degli uomini un immenso serbatoio di potenzialità, sebbene ancora lontane dal raggiungimento di una piena parità sociale.

La prima metà degli anni settanta l’ha vista partecipe dell’attività del Movimento di Liberazione Femminile per la regolamentazione dell’aborto. Promotrice del libero pensiero, ha dichiarato, durante alcune interviste, una manifesta attribuzione di questa visione di vita a quanto appreso dal padre: “Da bambine mio padre ripeteva a mia sorella e a me che dovevamo essere libere pensatrici. E noi siamo diventate libere pensatrici prima ancora di sapere cosa volesse dire pensare”.

Spesso attiva in campagne di interesse politico e sociale come quelle contro le mine anti-uomo o per la responsabilità degli scienziati nei confronti della società, nel 1992 istituì in memoria del padre, con la sorella gemella Paola, la Fondazione Rita Levi-Montalcini, rivolta alla formazione dei giovani, nonché al conferimento di borse di studio universitarie alle giovani studentesse africane (progetto “Un convitto per le ragazze Tuareg”), con l’obiettivo di creare una classe di giovani donne che svolgessero un ruolo da leader nella vita scientifica e sociale del proprio paese.

Nel 1998 cofondò la sezione italiana di Green Cross International, riconosciuta dalle Nazioni Unite e presieduta da Michail Gorbačëv, di cui fu consigliere.[39] Significativo l’impegno nella prevenzione dei conflitti legati allo sfruttamento delle risorse naturali, con particolare riferimento alla protezione e all’accesso alle risorse idriche.

Nel 1998 si schierò a favore della fine del proibizionismo, aderendo all’appello rivolto al Segretario generale delle Nazioni Unite con il quale si auspicava la liberalizzazione della droga ai fini di sottrarre i giovani al mercato illegale. Negli anni successivi, tuttavia, dichiarò che il consumo di droghe leggere può favorire l’accesso a droghe più forti.]

Ha fatto da testimonial per due spot televisivi (i cui compensi ha devoluto in beneficenza): nel 2001 per Telecom Italia[40][41] e nel 2005 per Sky Italia.

Con la vittoria de L’Unione di Romano Prodi alle elezioni politiche del 2006, la scienziata, in qualità di senatrice a vita, accordò la fiducia al governo Prodi II. In quel periodo, a causa della propria ridotta capacità visiva, rifiutò la presidenza del Senato provvisoria che le spettava per anzianità nel periodo d’elezione. In tutti gli scrutini dichiarò d’aver votato Franco Marini. Sostenne il governo Prodi fino alla sua caduta, pur senza partecipare ai lavori delle commissioni parlamentari. Per questo motivo l’ex ministro Francesco Storace la contestò ironizzando sull’età e suggerendo di fornirla di un paio di stampelle; ricevendo risposta con una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica. Il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano censurò il giorno successivo l’intervento di Storace, scatenando un acceso dibattito sfociato in una denuncia per offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (articolo 278 del Codice Penale) a carico di Storace.

Negli stessi giorni la Lega Nord proponeva un emendamento alla legge finanziaria per abolire e spostare alcuni stanziamenti pubblici dalla fondazione EBRI, centro di ricerca sul cervello a Roma voluto dalla scienziata,[45] in collaborazione con la Fondazione S. Lucia[46] e dal CNR, verso la Fondazione di ricerca dell’Ospedale San Raffaele di Milano, fra i cui soci risultava Fininvest, società a capo della famiglia del leader della CdL di cui la Lega stessa faceva parte e che già con la Finanziaria 2005 aveva ricevuto 15 milioni di euro.  La senatrice intervenne in aula per spiegare la propria decisione di non partecipare alla votazione sull’emendamento per conflitto di interessi, affermando: «Signor Presidente, io non voterò, ma ringrazio molto quanti si rendono conto dell’attività svolta dall’istituto EBRI per la scienza italiana. Sono veramente molto grata a tutti coloro che si rendono conto di quanto stiamo facendo per la scienza, che mai è stata così utilmente portata avanti. Grazie infinite». L’emendamento della Lega Nord venne in seguito respinto a larghissima maggioranza con 173 voti contrari, 57 astenuti e 75 voti a favore.

Controverso il caso della collaborazione tra la Montalcini e l’azienda farmaceutica italiana Fidia. A partire dal 1975 la scienziata promosse il farmaco Cronassial, prodotto con cervello bovino. Tutti e tre i farmaci a base di ganglioside, dopo alcuni anni risultarono essere in grado di causare una grave sindrome neurologica (sindrome di Guillain-Barré) nonostante le prestigiose pubblicazioni scientifiche al riguardo di due luminari come Carleton Gajdusek e Julius Axelrod anche se finanziati sempre dalla stessa multinazionale.

In relazione a questo caso venne gravemente insultata da Beppe Grillo che patteggiò la condanna per diffamazione aggravata.

Per questa ragione l’Ufficio di Sanità tedesco non concesse il permesso nel 1983, così come anche altri Paesi lo rifiutarono o lo ritirarono dal mercato. In Italia fu vietata la vendita e diffusione del farmaco solo nel 1993 dal Ministro Costa.

Riconoscimenti

Rita Levi-Montalcini parla come relatrice ospite speciale alla conferenza internazionale di neuroscienza NGF 2008: “Life and Death in the Nervous System”.

Rita Levi-Montalcini è stata nominata senatrice a vita dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi il Primo agosto del 2001.

Oltre al premio Nobel, ha ricevuto numerosi altri riconoscimenti fra i quali cinque lauree honoris causa: dall’ Università di Uppsala, dal Weizmann Istitute di Israele, dalla Saint Mary University e dalla Constantinian University  (USA), dalla Università Bicocca (Milano), dal Politecnico di Torino.

Nel 1963 è stata la prima donna scienziata a ricevere il Premio Max Weinstein, donato dallo United Cerebral Palsy Association per contributi eccezionali nel campo della ricerca neurologica. Ha ricevuto il William Thomson Wakeman Award dalla National Paraplegia Foundation (1974), il Lewis S. Rosentiel Award per il notevole lavoro nella ricerca medica dalla Brandeis University (1982), il Louisa Gross Horwitz Prize of Columbia University (1983), l’Albert Lasker Basic Medical Research Award (1986). È stata membro della American Academy of Arts and Sciences, della Nacional Academy of Sciences, e della Accademia Nazionale delle Scienza.

Ha vinto inoltre il Premio internazionale Saint-Vincent e il Premio Internazionale Feltrinelli, conferitole nel 1969 dall’Accademia dei Lincei. Montalcini figura anche tra i membri onorari del CICAP fin dalla sua fondazione, ed è Membro dell’Albo d’Onore della UNINTESS di Mantova.

Il 30 gennaio 2004, riceve la I edizione (novembre 2003) del Premio Internazionale Bonifacio VIII dall’Accademia Bonifaciana di Anagni, per mano del suo Presidente Cav. Dott. Sante De Angelis. Nella medesima edizione, insieme a lei, furono premiati SuNazionale per la Bioetica..[60]

Nel 2012 è stata insignita del Premio Franca Florio “Scienziati Italiani Patrimonio dell’Umanità” conferito agli Scienziati Italiani.

La Montalcini ha inoltre ricevuto i seguenti riconoscimenti accademici:

Premio Nobel per la medicina
«La scoperta del NGF all’inizio degli anni ’50 è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo»
— Stoccolma, 10 dicembre 1986

 

National Medal of Science
«Per un importante passo avanti in neurobiologia dalla sua scoperta del Nerve Growth Factor e il suo effetto sulla crescita del sistema nervoso simpatico, che pose le basi per studi condotti a livello delle molecole coinvolte nella crescita normale e maligna»
— Casa Bianca, 25 giugno 1987

 

Membro della Royal Society
— Londra1995

 

Laurea honoris causa
— Università di Uppsala

 

Laurea honoris causa
— Istituto Weizmann

 

Laurea honoris causa
— Saint Mary University.

 

Laurea honoris causa
— Constantinian University.

 

Laurea honoris causa
— Università commerciale Luigi Bocconi.

 

laurea honoris causa in medicina e chirurgia
— Università degli Studi di Trieste, 17 maggio 1991

 

laurea honoris causa in scienze biologiche
— Università di Urbino, 31 maggio 1990.

 

Laurea honoris causa in medicina veterinaria
— Università di Bologna, 18 settembre 2001.

 

Laurea honoris causa in farmacia
— Università di Ferrara, 17 dicembre 2002.

 

Premio Internazionale Bonifacio VIII
«Una vita la sua, dedicata agli altri, allo studio di soluzioni che contribuiscono al bene di tutta l’umanità, ma soprattutto nel dedicarsi ogni giorno, senza sosta e riposo, a chi ha bisogno e ha chi è meno fortunato, specialmente alle donne africane»
— Accademia Bonifaciana di Anagni, 30 gennaio 2004[62]

 

Laurea honoris causa in economia e commercio
— Università degli Studi del Sannio, 19 giugno 2004.

 

Laurea honoris causa in comunicazione multimediale
— Università di Perugia, 4 ottobre 2006.

 

Laurea honoris causa in ingegneria biomedica
— Politecnico di Torino, 27 ottobre 2006.

 

Laurea Specialistica honoris causa in Biotecnologie Industriali
«Per avere aperto la strada, con la scoperta e l’estesa caratterizzazione molecolare e funzionale del Fattore di Crescita di cellule nervose, alla comprensione dei meccanismi con i quali le cellule di organismi complessi comunicano tra loro e coordinano le loro funzioni durante tutta la vita degli organismi; per avere messo in luce, con il suo esempio, il ruolo degli scienziati nel sostenere valori etici e sociali; per avere, infine, favorito l’avvio di una proficua e vivace collaborazione presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca nell’applicazione delle tecniche biotecnologiche alla produzione del Fattore di Crescita di cellule nervose»
— Università degli Studi di Milano-Bicocca, 22 gennaio 2008[63]

 

Dottorato honoris causa in medicina
— Università Complutense di Madrid, 23 ottobre 2008.

 

Dottorato honoris causa in scienze
— Dalla McGill University presso il Rettorato dell’Università La Sapienza, 23 febbraio 2011.

 Conferimenti di cittadinanza onoraria

Rita Levi-Montalcini ha ricevuto la cittadinanza onoraria da numerosi comuni italiani: il primo a conferirgliela fu quello di Quattro Castella nel 1985. In seguito è divenuta cittadina onoraria di Catanzaro, Romaa, Palermo, Benevento, Urbino, Cassano Brianza, Casale Monferrato, Medicina, Caprese Michelangelo, Missaglia, Ponte San Nicolò, Scandiano.

Altri riconoscimenti

Accademico d’Onore dell’Accademia delle Arti del Disegno.[67]

Il 23 febbraio 2008, nell’aula magna dell’Università di Padova, ha ricevuto il Premio Luigi Coppola – Città di Gallipoli (premio per la ricerca) e il sigillo della città di Padova.

Il 5 dicembre 2008, a Roma, presso Villa Medici, le è stata assegnata la prima medaglia d’onore dell’Accademia di Francia dal direttore dell’Accademia di Francia a Roma, Frédéric Mitterrand.

L’asteroide 9722 Levi-Montalcini, scoperto nel 1981, è stato nominato così in suo onore.[68]

Nell’aprile del 2016 le è stato dedicato un ibrido di orchidea spontanea denominato Ophrys × montalciniae, ibrido tra Ophrys incubacea e Ophrys sphegodes subsp. classica.[69]

Onorificenze italiane

Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte

Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
Medaglia d’oro ai benemeriti della scienza e cultura

 

Onorificenze straniere

Grand’Ufficiale dell’Ordine della Legion d’Onore (Francia)

 

Gran Croce dell’Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)

Ottavia Luciani

Fine.

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