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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il 242° giorno di guerra

Meloni risponde al tweet di Zelensky: “L’Italia sempre dalla vostra parte”

“Molte grazie Volodymyr Zelenskyy. L’Italia è e sarà sempre dalla parte del coraggioso popolo ucraino che lotta per la sua libertà e per una giusta pace. Non sei solo!”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in risposta al messaggio di auguri del Presidente ucraino Zelensky

 

Nuovo appello Zelensky: “Attenti ai consumi di energia, ripristinata l’elettricità in alcune zone”

Il presidente Volodymyr Zelensky ha fatto un nuovo appello alla popolazione, chiedendo di contenere i consumi di elettricità, ma ha anche annunciato che le forniture, interrotte oggi dopo i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche, sono state ripristinate in quasi tutta la regione di Rivne e in parte anche nelle regioni di Odessa e Chmelnyckyj. Al termine di quello che è stato il 241esimo giorno dall’inizio dell’invasione russa, Zelensky ha detto nel suo consueto video serale, citato dalla stampa ucraina, che “in una parte del territorio del nostro stato, dove l’elettricità è stata interrotta a seguito dello sciopero di oggi, è già stato possibile ripristinare l’alimentazione elettrica. In parte nella regione di Odessa, in parte nella regione di Chmelnyckyj, in gran parte anche nella regione di Rivne, e ci sono segnalazioni positive anche da altre regioni”

 

Esercito di Kiev: “40 missili e 16 droni lanciati oggi dai russi”

Un totale di 40 attacchi missilistici e 16 droni kamikaze Shahed-136 sono stati lanciati oggi dalle forze russe sull’Ucraina: questo il bilancio serale fornito dallo Stato maggiore di Kiev, secondo cui “i difensori ucraini hanno abbattuto 20 missili e 11 droni”. Lo riporta Ukrinform.

 

Zelensky alla tv canadese: “Il mondo agisca per liberare la centrale Zaporizhzhia”

“La comunità mondiale dovrebbe agire più attivamente per sbarazzarsi del ricatto nucleare russo, in particolare liberando la centrale nucleare di Zaporizhzhia dagli invasori russi”. Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskyy, in un’intervista alle tv canadesi Ctv eCbc, ripresa da Ukrinform. ”Abbiamo a che fare con terroristi. Non dovremmo soddisfare le loro condizioni. Dovremmo dimostrare che il mondo è più forte di qualsiasi terrorista e voi, terroristi, soddisferete le nostre condizioni per sederci al tavolo dei negoziati”, ha detto il capo dello Stato ucraino.

 

Lettonia, la Chiesa ortodossa chiede l’autocefalia da Mosca

Il Sinodo delle Chiese ortodosse lettoni guidato dal metropolita di Riga, Alessandro, ha formulato nei confronti del patriarca di Mosca, Kirill, una richiesta ufficiale di riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa ortodossa di Lettonia. Lo annuncia il sito della Chiesa Ortodossa lettone. Come si legge in un comunicato, la decisone di presentare tale richiesta è maturata “sulla scorta delle modifiche apportate alla legge sulla Chiesa Ortodossa lettone da parte del Parlamento lettone”. In seguito allo schierarsi da parte del patriarca Kirill a favore dell’aggressione russa dell’Ucraina, nella prima parte di settembre, il Parlamento lettone (Saeima) aveva reciso per legge i legami formali della Chiesa Ortodossa lettone con il Patriarcato di Mosca decretandone l’autocefalia. La legislazione civile non esercita tuttavia alcuna influenza sulla legge canonica che continua a legare formalmente la Chiesa lettone al Patriarcato moscovita.

 

Presidente Pax Christi: pace con negoziati e conferenza internazionale

“Basta, andate a un negoziato”. Così all’Adnkronos monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina in Puglia e Acquaviva delle Fonti, presidente nazionale di Pax Christi, che oggi ha partecipato a Bari alla manifestazione regionale per la pace “Europe for peace. Tacciano le armi-negoziato subito”, promossa da decine di associazioni di base, laiche e religiose e da alcuni sindacati. In migliaia hanno sfilato in corteo per le strade del centro del capoluogo pugliese. “La mia presenza qui per dare voce ancora di più a queste voci che invocano pace”, aggiunge. “Non un appello generico ma mirato, oggi qui a Bari regionale, il 5 novembre a Roma, per chiedere che questa pace giunga attraverso una conferenza internazionale unito a un appello per la messa al bando delle armi nucleari. Questa è la voce che portiamo oggi: finché il boato delle armi e delle esplosioni continuerà, non c’è posto per le parole, per un dialogo e per un negoziato. E questa è stata la strada da otto mesi a questa parte. Noi oggi vogliamo dire qui a Bari e in tutte le piazze d’Italia e a Roma il 5 novembre – continua Ricchiuti – che il negoziato non può nascere solo tra i due contendenti, aggressore e aggredito, quanto invece da una ‘moral suasion’ o se si vuole una ‘peace suasion’ una persuasione di pace, per mettersi a un tavolo di negoziato, perché tacciano le armi e si viva in un clima di pace”. Rispondendo a una domanda circa a un possibile gesto forte di papa Francesco, compreso un eventuale viaggio in Ucraina, Ricchiuti ricorda che il pontefice “ha detto che fino ad oggi le condizioni non sono tali da consentirlo ma sicuramente la sua volontà è di essere intermediario in nome della pace di Cristo tra questi due contendenti perché siamo tutti fratelli”.

luciani.2006@libero.it

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