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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il 219° giorno di guerra

Zelensky: “Quasi 60mila i soldati russi morti in guerra in Ucraina”

Sono quasi sessantamila i soldati russi che hanno perso la vita nella guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky utilizzando il suo canale di Telegram. ”Sono già 58.500 i soldati russi che sono morti in Ucraina. Vengono per uccidere noi e muoiono”, ha detto Zelensky.

“Non vi vengono detti questi numeri. Vi viene mentito sul presunto bilancio delle vittime di circa seimila. 58,5 mila!”, ha aggiunto il presidente ucraino rivolgendosi ai russi. “Questa è la verità. Sono morti tutti perché una persona voleva questa guerra”, ha aggiunto.

 

Grossi, Aiea: Profonda preoccupazione per esplosioni Zaporizhzhia

Il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) Rafael Mariano Grossi ha ribadito la sua “profonda preoccupazione” per le continue esplosioni di mine vicino alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina. In una nota diffusa su Twitter l’Aiea spiega che i suoi ispettori presenti all’impianto sono stati informati oggi “di altre due esplosioni di mine fuori dalla recinzione perimetrale dell’impianto, il che fa salire a cinque il totale delle esplosioni di questa settimana”.

Un’esplosione si è verificata ieri pomeriggio “nell’area di un canale che trasportava l’acqua all’impianto per il suo sistema di raffreddamento, fondamentale per la sicurezza nucleare. Non ha causato alcun danno”, ha affermato l’Aiea. La seconda esplosione “è avvenuta alle 13 di oggi a circa 500 metri dall’unità del reattore uno. Non ci sono stati gravi danni, ma saranno condotte ulteriori indagini”, prosegue la nota.

 

Guterres: “Referendum russi non esprimono la volontà del popolo”

“I cosiddetti referendum nelle regioni occupate sono stati condotti durante un conflitto armato, in aree sotto l’occupazione russa, e al di fuori del quadro giuridico e costituzionale dell’Ucraina. Non possono essere definiti un’espressione genuina della volontà popolare”. Lo ha detto il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. “È giunto il momento di fare un passo indietro dal baratro. Ora più che mai dobbiamo lavorare insieme per porre fine a questa guerra devastante e insensata e sostenere la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”, ha aggiunto.

 

Mosca, domani annessione 4 regioni, cerimonia Putin al Cremlino Mosca

Il Cremlino ha annunciato che le 4 regioni occupate dell’Ucraina in cui si sono tenuti i referendum verranno annesse alla Russia venerdì, cioè domani. Il portavoce Dmitry Peskov ha riferito che l’annessione avverrà ufficialmente in una cerimonia nella Sala di San Giorgio al Cremlino a cui parteciperà il presidente russo Vladimir Putin, nel corso della quale i capi delle quattro regioni (cioè Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia) firmeranno trattati di adesione alla Russia. L’Ucraina e l’Occidente hanno denunciato i referendum, durati cinque giorni e conclusisi martedì, come una farsa.

 

Kiev: scoperta nuova camera di tortura nella regione di Kharkiv

Le forze dell’ordine ucraine hanno scoperto un’altra camera di tortura dell’esercito russo nella regione di Kharkiv, come riporta Ukrainska Pravda. “È stato accertato che i russi hanno allestito una prigione e una camera di tortura per i residenti locali che non hanno sostenuto gli occupanti e si sono rifiutati di collaborare con loro”, ha riferito la polizia nazionale ucraina. Secondo i testimoni, in una cella di circa 12 metri quadrati, l’esercito russo deteneva dalle 20 alle 40 persone. Nella stanza sono stati trovati strumenti di tortura, lacci, pinze, ecc. Le forze dell’ordine ucraine hanno scoperto che in questo luogo gli occupanti picchiavano senza pietà i prigionieri detenuti illegalmente, li torturavano con corrente elettrica, gli strappavano le unghie e gli rompevano le dita. Le date della permanenza dei prigionieri sono state scritte sui muri della camera di tortura. Inoltre, uno dei prigionieri ha scritto una preghiera in una delle celle.

 

Draghi sente Zelensky: “Italia non riconosce i referendum, sono illegittimi”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. Il colloquio, spiega Palazzo Chigi, si è incentrato sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui ‘referenda’ illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia. Draghi ha assicurato che “l’Italia non riconoscerà l’esito dei ‘referenda’ e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti”.

 

 

luciani.2006@libero.it

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