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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il cinquantaseiesimo giorno di guerra

Nuovo ultimatum agli assediati

Se si arrenderanno oggi entro le 13 ora italiana saranno risparmiati. Nella notte ogni mezz’ora Mosca ha trasmesso sui canali radio l’intimazione alla loro resa. “La situazione a Mariupol resta “brutale”, secondo Zelensky. “L’esercito russo rimarrà per sempre descritto nella storia come il più barbaro e disumano del mondo: l’uccisione mirata di civili è proprio il loro marchio di fabbrica e questo marchierà la Russia come la fonte del male”, ha detto. Nella notte esplosioni nella città meridionale di Mykolaiv

Le forze russe che stanno assediando Mariupol hanno dato ai soldati ucraini rimasti nell’acciaieria di Azovstal un altro ultimatum: se si arrenderanno oggi entro le 13 ora italiana saranno risparmiati. Nella notte ogni mezz’ora Mosca ha trasmesso sui canali radio l’intimazione alla loro resa. “I civili nell’acciaieria sono stati portati lì da nazionalisti ucraini per essere usati come scudi umani”, accusa il rappresentante della Russia all’Onu. La situazione a Mariupol resta “brutale”, secondo Zelensky. “L’esercito russo rimarrà per sempre descritto nella storia come il più barbaro e disumano del mondo: l’uccisione mirata di civili è proprio il loro marchio di fabbrica e questo marchierà la Russia come la fonte del male”, ha detto il presidente ucraino nel suo ultimo videomessaggio. Nella notte esplosioni nella città meridionale di Mykolaiv, capoluogo dell’omonima regione. Biden chiede agli alleati di proseguire nell’invio di armi all’Ucraina e con le sanzioni contro la Russia. Il presidente Usa dovrebbe annunciare presto un nuovo pacchetto da 800 milioni di dollari in aiuti militari per Kiev. L’Ucraina ha intanto già ricevuto caccia e pezzi di ricambio per l’aviazione, comunica il Pentagono. Artiglieria pesante arriverà dal Canada, assicura Trudeau. Annuncia nuovi invii di armi a Kiev anche Johnson, tra cui i missili britannici Brimstone.

 

La Svizzera chiede maggiore collaborazione con la NATO

Secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano svizzero SonntagsBlick, la maggior parte dei cittadini svizzeri sono a favore di un riarmo del Paese e una politica estera più vicina all’Occidente e alla Nato. I dati riferiscono che il 56% degli interpellati è favorevole a “una collaborazione più stretta” con la Nato. Specialmente tra i partiti di sinistra la tendenza è maggiore: il 76% degli elettori del Partito socialista vogliono intensificare i rapporti con l’Alleanza, volontà condivisa anche dal 73% dei sostenitori del partito dei Verdi. Solo il 33% dei partecipanti al sondaggio, tuttavia, si pronuncia a favore di un’adesione all’organizzazione.

Dalle risposte fornite nel sondaggio emerge anche che oltre la metà degli intervistati vorrebbe un aumento delle spese per la difesa della Svizzera. Il 56% non vuole invece saperne di invii di armi da parte della Confederazione in Ucraina. Berna dovrebbe però spedire caschi e giubbotti antiproiettile. Oltre a questo, il sondaggio mostra che l’iniziativa del Partito socialista contro l’acquisto dei caccia F-35 non avrebbe attualmente alcuna possibilità di essere approvata. Solo il 30% voterebbe infatti a favore del testo, a fronte del 64% di contrari. L’iniziativa non troverebbe una maggioranza nemmeno fra i socialisti: solo il 47% voterebbe infatti a sostegno della proposta.

 

Aumenta la presenza militare russa a confine est

La presenza militare russa al confine orientale dell’Ucraina continua ad aumentare, mentre i combattimenti nel Donbass si stanno intensificando: lo riporta l’intelligence britannica nel suo ultimo aggiornamento sulla situazione in Ucraina pubblicato dal ministero della Difesa di Londra. Secondo i servizi britannici, inoltre, è probabile che l’attività’ aerea russa nell’Ucraina settentrionale rimanga contenuta dopo il ritiro di Mosca dal nord di Kiev. Tuttavia, esiste ancora il rischio di attacchi con armi di precisione contro obiettivi chiave in tutta l’Ucraina. Gli attacchi russi contro le città’ del Paese, conclude il rapporto, mostrano l’intenzione di Mosca di cercare di interrompere il flusso dei rinforzi e delle armi ucraine nell’est del Paese.

 

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