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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Oggi è il cinquantasettesimo giorno di guerra

Nuovi bombardamenti sono stati segnalati in varie zone dell’Ucraina in nottata.

A Kharkiv, nell’est del paese, dopo le esplosioni due grattacieli nel distretto nord-orientale di Saltivka e diverse auto parcheggiate hanno preso fuoco. A riferirne è stata l’Ukrainskaya Pravda.

 

Quattro pullman carichi di civili escono da Mariupol

A osservare le immagini, sembra incredibile che a Mariupol possano ancora esserci dei civili. E invece, come il sindaco della città martire di questa guerra non si stanca di ripetere, i civili ci sono, eccome: intrappolati sotto bombardamenti che non cessano, da settimane, di colpire qualunque obiettivo, non solo militare.
Oggi, dopo giorni di tentativi, quattro pullman carichi di civili sono usciti dalla città, ha detto Kiev; un altro tentativo avverrà alle 14 ora locale (le 13 in Italia).

A migliaia restano ancora lì, nell’«inferno sulla Terra» (qui sotto, un video dell’acciaieria dove si concentrano le difese dei marines ucraini e del battaglione Azov).

 

«Verso lo stop al gas russo a maggio»

È importante l’intervista di Federico Fubini a Stefano Besseghini, presidente della Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). La trovate in versione integrale qui; questi i passaggi chiave:

Per la Commissione europea, il sistema dei pagamenti delle forniture in rubli viola le sanzioni. Significa che si va verso uno stop del gas russo a maggio?

«Questo è un po’ quello che tutti si aspettano, credo che in effetti potrebbe accadere in maggio. In questo caso il rischio di non riempire completamente gli stoccaggi potrebbe esserci. Bisogna vedere quello che riusciamo a recuperare dagli accordi che l’Italia ha già stretto e da quelli che si sta cercando di concludere».

Ma buona parte dei nuovi accordi non sono per quest’anno. Quale potrebbe essere la risposta del governo?
«In quel caso entreremmo quasi certamente in uno scenario di emergenza, quindi scatterebbe un protocollo che prevede dei distacchi di carico e delle prevalenze fra le utenze. I dettagli sono riservati, ma si vedrà».

Dunque, per esempio, si limita l’illuminazione notturna e si riduce di un grado o due il riscaldamento negli immobili pubblici e privati?

«Di solito sono questi gli interventi. Dipende naturalmente dalla profondità del fenomeno e da quanto tempo potrebbe esserci tra il momento del distacco dalla Russia e l’inizio del periodo invernale».

 

I dubbi dei funzionari del Cremlino sulla guerra di Putin

Ieri un’inchiesta di Bloomberg ha confermato quel che già si sapeva da settimane: al Cremlino, alcuni alti funzionari della ristretta cerchia

presidenziale, convinti del fatto che l’invasione dell’Ucraina è stata «un errore catastrofico», hanno tentato di persuadere Putin a trovare una via d’uscita, facendo leva sul timore che il Paese possa essere riportato indietro di decenni, in termini di risorse e benessere e lamentando il rischio dell’altissimo costo che verrà pagato in termini economici e politici.

Ma non hanno trovato alcuna sponda. E ora Putin prepara le parate del 9 maggio, «quando otto aerei da guerra Mig-29 voleranno sui cieli di Mosca in una formazione che riprodurrà la Z».

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