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LA GUERRA IN UCRAINA

LA GUERRA IN UCRAINA

Siamo giunti al quattordicesimo giorno di guerra, iniziata con l’invasione russa in territorio ucraino il 24 febbraio 2022.

Le città stremate e sotto assedio sperano nella tregua annunciata dai russi, ma sinora sempre cadute nel vuoto per ben tre volte. Dopo una notte di apparente diminuzione della violenza sul terreno – ma in cui è stato colpito un centro medico radiologico, senza conseguenze -, dalle 9 locali (le 8 italiane) il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato corridoi umanitari per evacuare i civili da Kiev, Chernihiv, Sumy, Kharkiv e Mariupol, suscitando qualche speranza dopo il nulla di fatto degli ultimi tentativi per i quali Mosca e Kiev si sono scambiati accuse di sabotaggio.

Ieri, in Italia, nel corso di alcuni interventi televisivi il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ha rilasciato questa dichiarazione: “Se lavoriamo con una strategia possiamo anche noi fare a meno del gas russo, ci possiamo riscattare dal gas russo. Ci possiamo arrivare nel giro di qualche mese. Dobbiamo investire massicciamente oggi nelle fonti rinnovabili e non tra uno o due anni”. Un progetto che sarà discusso nelle sedi opportune nella speranza che si trovi una via d’uscita.

Nuovo incontro Macron – Blinken per decidere sulle sanzioni

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha incontrato a Parigi il segretario di Stato Usa, Antony Blinken. Entrambi hanno convenuto che occorre mantenere la pressione sul presidente russo, Vladimir Putin, per porre fine alla guerra in Ucraina ribadendo il loro impegno a “imporre costi importanti al presidente Putin e ai suoi collaboratori fin quando proseguirà la guerra”, ha spiegato il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price. Macron e Blinken hanno anche discusso dell’accordo sul nucleare iraniano concordando che bisogna continuare “lo stretto coordinamento” con l’obiettivo di ottenere un’intesa che assicuri “un ritorno reciproco al pieno rispetto” dell’accordo del 2015.

Ovviamente in Russia, anche se c’è una larga frangia di contestatori, c’è chi come il patriarca Kirill sostiene invece la scelta fatta da Putin, a cui lui è rinomatamente sempre stato vicino: “Guerra giusta, è contro le lobby gay”

Il compendio del sermone choc del capo della Chiesa ortodossa russa: “Da 8 anni si cerca di distruggere ciò che esiste nel Donbass. Non accetteremo mai il peccato come modello di vita”

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