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LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

IL LECCE DALLA GRANDE PERSONALITÀ ASFALTA IL CROTONE RESO PICCOLO PICCOLO

Photo Francesco Mazzitello/LaPresse Settembre 22, 2021 – Crotone, Italy soccer Crotone vs Lecce – Italian Football Championship League BKT 2021/2022 – Ezio Scida stadium. In the pic:Francesco Di Mariano celebrates Lecce PUBLICATIONxNOTxINxITAxFRAxCHN Copyright: xFrancescoxMazzitello/LaPressex

A voler essere sincere sino in fondo il risultato della partita di ieri sera a Crotone non lo aveva immaginato neppure il più accanito tifoso leccese. Non è la vittoria conquistata, non è il risultato rotondo maturato, neppure il non aver subito gol per la seconda volta consecutiva in trasferta a spingermi ad essere così soddisfatto ma piuttosto è stata “la squadra” ammirata per tutti i 94’ minuti della gara a spingermi a essere così contento del Lecce mandato in campo da Baroni.

Il nostro allenatore non lo confesserà mai ma forse davvero ieri sera ha visto realizzato il Lecce che lui ha immaginato quando ha assunto l’incarico di pilotare questo manipolo di giovani lanciati verso mete decisamente importanti.

Ieri non è stato il singolo a vincere ma la squadra nel suo insieme. Ha vinto il Lecce che è stato concentrato per tutta la partita; ha vinto il Lecce che è stato sempre corto non concedendo mai niente all’avversario, ha vinto il Lecce che ha allargato il gioco ad ogni sua ripartenza sulle fasce a destra o a sinistra sempre devastanti nei confronti dell’avversario.

Il Lecce è stato bravo in fase di non possesso a saper chiudere ogni varco ed è stato altrettanto bravo nelle ripartenze che hanno visto i vari Gendrey, Strefezza a destra, Gallo e Di Mariano a sinistra supportati da un Gargiulo che ho visto più a suo agio ed un Hjulmad che ha giganteggiato a centrocampo dando una mano al compagno che ne aveva bisogno.

Ieri è stata una recita a soggetto nel senso che mi è sembrata una squadra a completo agio sul terreno di gioco, uomini che sapevano cosa fare, come muoversi, raddoppi costanti, conquista delle seconde palle quasi in percentuale stratosferica, con il pallino del possesso palla lasciato all’avversario nell’illusione di poter fare propria la partita, illusione vana.

Un Lecce concreto quindi che appena possibile ha colpito (4 minuto) reiterando appena possibile (23’) e poi dando il colpo di grazia quando l’avversario pensava di poter ridurre lo svantaggio (70’) e lo ha fatto con i due esterni d’attacco come a voler dare ragione in maniera inequivocabile alla teoria di Baroni che il Lecce è costruito ed ha gli uomini adatti al modulo 4-3-3 impostato proprio sul lavoro dei due esterni, come oggi si chiamano le “ali” di un calcio ormai passato. Strefezza e Di Mariano ieri hanno fatto il lavoro sporco ma anche quello nobile realizzando tutti e tre i gol, insomma una giornata tutta per loro che tutti speriamo possano ripetere l più spesso possibile.

Eugenio Luciani

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