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LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

UN LECCE ACCORTO COGLIE LA VITTORIA E SCAVALCA LE PRIME DUE IN CLASSIFICA

La collana leccese si allunga d’un’altra perla, la quindicesima che porta in dote anche se (ma spero di no) per una notte a respirare l’aria di alta quota della classifica occupando il primo posto in bella solitudine.

Ieri il Lecce ha dato una nuova dimostrazione di quanto abbia lavorato l’intero gruppo per crearsi una personalità che lo ha portato a conquistare 8 vittorie e 7 pareggi nelle prime sedici giornate di campionato.

A Ferrara, giusto per prendere un termine di paragone ancora freschissimo nella nostra mente, e poi ieri al “Via del mare” i giallorossi hanno messo in scena due recite molto diverse tra loro ma al tempo stesso efficaci e vincenti entrambe. Contro la SPAL abbiamo avuto modo di seguire una squadra che ha sciorinato in continuazione belle trame di gioco contro la Reggina avendo di fronte un avversario meno dotato ma tignoso quanto mai Lucioni e compagni hanno indossato i panni più umili e puntato direttamente al sodo rispondendo al grande agonismo messo in atto dagli avversari senza cadere nel trabocchetto del farsi prendere dal nervosismo.

Un Lecce quindi che oltre alle doti tecniche riconosciutegli da più parti e anche istrionico e camaleontico.

Ieri ad esempio il suo trio d’attacco (speriamo di poterlo rivedere al gran completo ed al meglio già da sabato prossimo a Pisa) non ha trovato la via del gol pur essendoci andato molto vicino, ed allora ecco salire in cattedra le due mezze ali che pare abbiamo preso gusto a segnare (sia Majer che Gargiulo sono al secondo gol) e quindi a portare la squadra alla vittoria poi sapientemente conservata da Lucioni e Dermaku sempre più “muro giallorosso” contro gli avanti avversari.

Nelle reti di ieri come delle due precedenti partite sta l’applicazione sul campo delle teorie calcistiche di Baroni. Quel concetto di gioco predicato dal tecnico toscano che vuole tutti partecipi all’azione e che la stessa non abbia solo un canovaccio lungo cui svolgersi ma più versioni così da non far mai abituare la squadra contendente facilitandone il compito.

I pericoli devono arrivare da destra o da sinistra per via orizzontale o verticale e quindi sempre in modo tale da sorprendere il diretto avversario e poi tutto il reparto difensivo.

Esempio illuminante è il secondo gol messo a segno ieri. Chiamata fuori la Reggina ecco una ripartenza fulminea dei giallorossi con il pallone portato in verticale da Strefezza che ha poi lanciato alla perfezione Majer incuneatosi tra i due centrali amaranto con la porta spalancata davanti a sé.

Sino a quando Brescia e Pisa non avranno concluso la loro sedicesima partita godiamoci questo primo posto in classifica che forse oggi è solo nostro per poche ore ma che il Lecce di ieri ha fatto capire, ed i 9000 spettatori ne sono rimasti entusiasti, può essere davvero tinto di giallorosso in maniera permanente.

Eugenio Luciani

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