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LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

A COSENZA LA BRUTTA COPIA DEL LECCE

Con Plizzari e Simic, molto sotto tono, la difesa perde la sua ormai solita impenetrabilità. Blin primo gol in Italia

Il Lecce soffre la prima posizione in classifica che sia lui a tenerla o che sia nelle condizioni di conquistarla, come lo era ieri.

A Cosenza, malgrado i proclami di Bisoli (tra padre e figlio ci sono costati molto) per caricare i suoi l’avvio della partita è stato quello che tutti i tifosi si aspettavano. Partenza bruciante per mettere in confusione l’avversario e poi un controllo della gara, una traccia, in poche parole, da grande squadra, così è stato sino al sedicesimo minuto, quello in cui il portiere avversario, che peraltro si è ripetuto in un altro paio di occasioni, ha neutralizzato un calcio di rigore battuto da Coda in maniera non perfetta. Da quel momento la gara è rimasta sì in mano del Lecce ma con sempre minor intensità mentre, ovvio, per contro cresceva la vitalità, sempre abbastanza scarsa del Cosenza.

Poi sul finire del tempo, così come il Lecce al secondo minuto di gioco, il Cosenza è andato in gol creando le premesse per quello che si è visto nel corso della ripresa.

È stata anche questa volta una topica colossale di Simic, (Baroni perché non Dermaku?) davvero improponibile ma qui è venta fuori la giornata no di più di qualcuno dei giallorossi che Baroni a scelto di mandare in campo.

Il Lecce, quindi, ha iniziato bene, anzi benissimo con lo splendido gol di Coda (ora a 18 centri in campionato) ma poi si è afflosciato come un canotto bucato ed in campo si è vista tanta accademia inutile, senza l’applicazione dei soliti schemi (gioco sugli esterni) anche se pure questo non è un pregio ma un limite perchè significa che si sa fare solo quello schema e nulla più.

Quando poi il Cosenza è passato in vantaggio il Lecce non ha avuto la forza di reagire con determinazione giocando tutta la ripresa con inutili tocchetti e continuando a sbagliare i tanti cross sempre fuori misura.

Una giornata no? Certo, ma attenzione perché non è la sola e se a Perugia nel recupero si è agguantato il pareggio su rigore e ieri, addirittura al 95’ la cosa si è quasi ripetuta con il calcio di punizione battuto da Ragusa su cui Coda ha fatto l’assist per Blin che di testa ha segnato, vuol dire che qualcosa nella macchina Lecce si è un poco inceppata. A Baroni il compito di capire dove come e perché prima che vecchie paure tornino prepotenti ad attanagliare gli animi dei tifosi.

Eugenio Luciani

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