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LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO

IL LECCE CONQUISTA LA DECIMA PROMOZIONE IN “A”

A fine gara medaglie e coppe alla presenza del presidente Balata della Lega B

Al secondo match point il Lecce centra l’obiettivo e conquista per la decima volta il diritto a disputare la prossima stagione contro le big del campionato italiano. Ci sono volute due stagioni per tornare in A ma nel corso di questo ultimo campionato abbiamo vissuto tante di quelle belle fasi che quasi quasi siamo più contenti di aver vinto quest’anno e non l’anno scorso.

La società dopo la delusione dello scorso torneo si è rimessa di buzzo buono per eliminare difetti ed imperfezioni, correggere errori precedenti, completare i quadri, a partire da quello del tecnico, ringiovanire, infoltire e migliorare la rosa dei calciatori. Alla luce del risultato finale è evidente che tutti i temi sono stati affrontati e risolti nel migliore dei modi. Un primo grazie per questa promozione va al Presidente ed ai suoi Amici soci che lo hanno seguito e collaborato nel difficile cammino di progettazione e programmazione; a Pantaleo Corvino, poi affiancato da Stefano Trinchera, che è riuscito a scovare nel corso di quattro fasi di calcio mercato elementi adatti a svolgere le funzioni tattiche che l’allenatore ha assegnato ad ognuno; a Marco Baroni che ritornato a Lecce è riuscito malgrado qualche ovvio intoppo iniziale a creare prima il “gruppo” poi la “squadra” e in ogni caso un teram vincente.

L’attestato di quanto appena scritto è proprio la partita di ieri. Era sentita, e come da tutti ma nessuno si è lasciato prendere dalla frenesia, eppure i motivi ci sarebbero stati perché il Lecce nei primi quarantacinque minuti ha creato qualcosa come almeno sei occasioni da rete clamorose fallite per il classico millimetro fuori misura o per la bravura di un portiere uscito dal cilindro del tecnico avversario. Chi non fosse stato padrone dei propri nervi poteva perdere concentrazione, entrare nel panico, sentire il tremolio delle gambe ed invece no.

Era 0-0 alla fine del primo tempo, bene, tranquilli si riparte e questa volta la lancetta dell’orologio non ha fatto neanche il primo giro completo e Majer (nel caso specifico non Zan ma San Majer) ha colpito di teta (o di ciuffo come ha detto ai compagni mentre tornava in panchina) per quel gol che lo ha immortalato nella storia calcistica leccese. Il Lecce in vantaggio, il Lecce è praticamente in serie A ed ecco la “forza” della squadra venire fuori con il perfetto controllo della situazione. Non spavalderia, non euforia per il successo ormai a portata di mano ma consapevolezza di ciò che era da fare: controllare la situazione ed arrivare alla fine con quel vantaggio seppur minimo che consentiva di vincere la partita ma soprattutto di vincere da primi in classifica il campionato.

Anche questo merito del lavoro svolto da quando si è iniziata la stagione. Il Lecce dalla difesa molto perforabile delle stagioni precedenti si è trasformato in questi mesi in Lecce dalla difesa bunker restando però squadra votata all’attacco con il miglio trio d’attacco e con Coda il proprio cecchino principe capocannoniere del campionato per il secondo anno consecutivo.

Alla fine la giusta conquista della vittoria finale è dimostrata dall’assegnazione alla squadra della Coppa come prima classificata; ed a Massimo Coda il riconoscimento di miglio giocatore del torneo, con relativa coppa, oltre che del primo trofeo “Pablito” istituito dalla Lega B per il miglior cannoniere del campionato.

Eugenio Luciani

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