LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO – FIORENTINA vs LECCE
Il Lecce ha smarrito la via del gol ma arbitri e VAR stanno sbagliando troppo spesso a suo danno
Per iniziare a discutere della partita di ieri sera bisogna farlo da due punti cardine: il primo riguarda il rapporto Lecce con l’accoppiata arbitro–Var; il secondo invece interessa direttamente ed esclusivamente la squadra e la ormai sua triste consuetudine di non segnare mai, o quasi mai.
Pe quanto riguarda il primo punto mi corre obbligo focalizzare l’attenzione di chi mi onora della sua attenzione su quanto accaduto al 17’ minuto di gioco e poi al 37’ con attore, in negativo, sempre il “viola” Berltan.
Nella prima occasione ha commesso un fallo su Coulibaly che l’arbitro Marinelli ha giudicato meritevole dell’ammonizione, forse è stato troppo fiscale ma non fuori luogo; si passa così al secondo episodio quando Beltran entra col piede a martello su Pierret, che prima dell’intervento dell’avversario si era già liberato del pallone cedendolo ad un compagno, per questa dinamica il fallo commesso era da rosso diretto.
Essendo, però, Beltran già ammonito, su un eventuale secondo giallo sarebbe stato espulso per doppia ammonizione. E qui entra in ballo il VAR perché se è vero che sull’eventuale secondo cartellino giallo non può intervenire è altrettanto vero che sul mancato rosso diretto lo avrebbe dovuto fare.
Quindi ancora una volta Duplice errore, sempre però, a danno dei giallorossi.
Questo per quanto riguarda l’arbitraggio ed il mio sopracitato primo punto su cui riflettere.
Passando al secondo punto: la difficoltà di trasformare in gol sonanti le tante occasioni create nell’arco delle ormai ventisette partite giocate bisogna ormai farsene una ragione e, da parte di Giampaolo ed i calciatori, andare ad individuare le possibili cause e porvi gli opportuni rimedi, anche se, dopo quasi duemilacinquecento minuti di gioco credo sia molto difficile riuscirci.
Nel Lecce che ha segnato solo in dodici partite su ventisette, e sono quattro le gare consecutive senza marcatura alcuna, peraltro segnano solo cinque giocatori, tutti del reparto “attacco” con Krstovic capocannoniere con 7 centri seguito da Pierotti 4, Morente 3, Rebic 1 e con Dorgu tre gol che però non gioca più qui da noi.
Questione di capacità personale degli altri? Modalità di gioco? Solo sfortuna?
Come al solito in questi casi tutti i fattori determinano poi l’effetto finale.
Ieri ad esempio prima Karlsson e poi Veiga hanno avuto il pallone buono per andare in gol ma lo hanno clamorosamente, in particolare per il difensore portoghese fallito ed il Lecce è tornato a casa ancora una volta perdente e con una classifica che diventa sempre più complicato gestire.
Speriamo bene e soprattutto cerchiamo di restare tutti uniti e di non bruciare la casa prima ancora che si appicchi il fuoco.
Eugenio Luciani