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LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO: Lecce vs Inter

LA PARTITA VISTA IL GIORNO DOPO: Lecce vs Inter

LA LEZIONE APPRESA È CHE SI DOVRÀ LOTTARE MA LA SALVEZZA È POSSIBILE

Se potessimo cancellare solo tre minuti della partita di ieri tra Lecce e Inter, scegliendo ovviamente i primi due e l’ultimo, oggi starei commentando un’impresa quasi storica di questi ragazzi, quasi imebrbi, che hanno lottato a fronte alta con rispetto ma senza nessun timore contro giganti tanto osannati e tanto nervosetti dall’essere trattati da pari a pari da chi, ed erano molti a farlo, per la prima volta assaporava il palcoscenico della serie A.

Purtroppo non si può ed il Lecce patisce una sconfitta che possiamo definire più che onorevole solo a fare qualche considerazione di merito che vi propongo:

Il grado di esperienza della truppa giallorossa rispetto a quella interista è davvero poca cosa visto e considerato che il solo Handanovic conta quasi il doppio di presenze nel massimo campionato italiano rispetto ai colleghi “leccesi”.

Esordire al ritorno in “A” (questo sarà il diciassettesimo”) contro una delle maggiori accreditate della vittoria finale.

Doversi presentare al cospetto della celebrata coppia LuLa senza poter disporre di due difensori centrali affiatati, ed anzi doverlo fare con un elemento di ruolo (semi infortunato) e l’altro adattato ed inoltre per la prima volta insieme.

Aver subito, forse proprio per le motivazioni esposte un gol dopo solo 82’’

Subire solo allo scadere (forse anche qualche secondo in più) del tempo di recupero concesso il gol della sconfitta.

Ed infine, uno dei calciatori neroazzurri di maggior rendimento ieri è stato ritenuto il portiere Hamdamovic

Credo che tutto ciò premesso la partita di ieri sera ha espresso alcuni dati che possono fare sperare bene ai tifosi salentini che hanno diritto a vedersi riconosciuto il merito di aver sostenuto con impagabile costanza la squadra anche quando, nel primo quarto d’ora, ha talvolta perduto la bussola equilibrante.

Ieri abbiamo avuto diverse conferme, tanto da poter dire che il Lecce può contare:

su un guardiano dei pali (Falcone) che ha poco da invidiare ai colleghi più celebrati;

su Gendrey, Baschirotto (nella foto) (malgrado iniziale in collaborazione con Cetin) e Gallo che possono fare bella figura anche in “A” dopo aver spopolato in serie cadetta;

su una mediana che alla innata classe di Hjulmand (nella foto con la fascia di capitano) può unire i valori tecnici/tattici di Bistrovic (uno che le punizioni le sa calciare e bene) e la voglia di emergere del canterano Gonzales che ha tenuto testa al nazionale Barella senza sfiguare, anzi.

Su un tridente d’attacco che ha ben figurato contro quella che lo scorso campionato è stata una delle migliori difese e in Ceesay ha trovato il giocatore adatto ad esprimersi al massimo negli schemi studiati da Barone.

Cosa manca a questa squadra? Nulla che non si sapesse già; nulla su cui Pantaleo Corvino non sta hià lavorando da tempo e che oggi non sarebbe un vuoto se solo Maksimovic si fosse trasferito a Lecce, come concordato. Alla chiusura del mercato mancano ancora quindici giorni e quindi di sicuro si provvederà.

L’esperienza di ieri sera sarà utile per affrontare i prossimi impegni (in trasferta col Sassuolo e poi in casa contro l’Empoli) con la convinzione che la salvezza la si potrà ottenere se si lotterà sempre con lo stesso spirito di sacrificio e la stessa voglia di non cedere mai messi in mostra contro l’Inter.

Eugenio Luciani

luciani.2006@libero.it

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