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LA PUGLIA CHIEDE MAGGIORE AUTONOMIA MA IL MOVIMENTO REGIONE SALENTO SI OPPONE

LA PUGLIA CHIEDE MAGGIORE AUTONOMIA MA IL MOVIMENTO REGIONE SALENTO SI OPPONE

Paolo Pagliaro

Paolo Pagliaro

La giunta regionale ha avviato la macchina per chiedere al governo centrale un maggiore potere decisionale, creando, ovvio, diverse reazioni dal mondo politico. Il responsabile provinciale del Movimento Regione Salento, Gianluca Montinaro, ha immediatamente formulato esplicito invito a tutte le forze politiche e a tutti i parlamentari di tener conto delle ormai consolidate soluzioni proposte dal Movimento. “Emiliano ha tenuto conto che esiste un Movimento come il nostro – domanda Montinaro – che combatte la battaglia per ottenere ciò che è giusto da tantissimi anni? Maggiore autonomia ad una Puglia come quella che esiste ora, che non ha motivo di esistere, significherebbe ancora di più emarginare il Salento. A questo punto facciamo un appello a tutte le forze politiche e a tutti i parlamentari delle tre provincie Lecce, Brindisi e Taranto, in primis al sen. Marti e al coordinatore regionale della Lega Caroppo, a Congedo neo segretario di Fratelli d’Italia, così come chiamiamo in causa anche Capone del PD, che si erano già occupati della proposta di legge di riforma per il riordino territoriale, e chiediamo a Salvini, che ha sempre dichiarato che si sarebbe battuto per l’autonomia del Salento, indossando anche la felpa del nostro Movimento, di muoversi e di passare dalle parole ai fatti e preghiamo tutti”.

Sul tema interviene anche Paolo Pagliaro –  dell’Ufficio di Presidenza Nazionale di Forza Italia – che dice: “La strada da seguire è quella del Federalismo liberale di Carlo Cattaneo e del Federalismo fiscale territoriale utile per il Sud. Prendiamo in esame il neo regionalismo. Bisogna rivedere l’intero impianto istituzionale per non creare nuove disparità. L’obiettivo è ridisegnare il Paese in 31 nuove regioni o dipartimenti virtuosi, lontani dai privilegi e dagli sprechi, cancellando le attuali regioni, le provincie e gli enti inutili, mantenendo soltanto tre livelli istituzionali omogenei. Emiliano -conclude- non improvvisi quello che non conosce e ne parli con chi ha già posto una pietra miliare sul futuro del neo regionalismo”.

Chi invece pensa che Emiliano non sia la persona a chiedere e soprattutto ad esercitare quella maggiore autonomia in tutte le materie concorrenti della quale c’è bisogno è il consigliere regionale Andrea Caroppo: «Il principio, ovviamente,-dice – ci trova d’accordissimo avvicinare i luoghi delle decisioni ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, innescando un circuito virtuoso di responsabilità, è la bussola del nostro agire politico a tutti i livelli. Il problema però – spiega Caroppo – è che Emiliano dice già di voler limitare questa richiesta solo a “salute, salubrità dell’ambiente e paesaggio”: ovvero confessa di voler usare l’eventuale maggiore autonomia non per il maggior sviluppo della Regione ma solo in chiave ostruzionistica. Il secondo problema è che Emiliano ha dimostrato in questi anni un’atavica incapacità di avere posizioni univoche e di prendere scelte responsabili: dalla Xylella a TAP, dalla sanità ai trasporti».

C’è poi chi pone un netto freno all’iniziativa della giunta regionale è il segretario provinciale del Pd Ippazio Morciano, il quale afferma che “ciò che si chiede oggi era già scritto. Abbiamo perso un’occasione nel 2016 -dice- e ora sarebbe il caso di affrontare e risolvere prima i conflitti tra stato e ragione, per poi solo in un secondo momento pensare di ottenere l’autonomia su temi specifici”.

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