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LA TETTOIA LIBERTY ESPOSTA ALL’USURA DEL TEMPO

LA TETTOIA LIBERTY ESPOSTA ALL’USURA DEL TEMPO

TETTOIA LIBERTY MERCATO LECCE      tettoia-liberty-fine-anni-70  TETTOIA LIBERTY IN PEZZI

 

Intanto, il progetto di recupero che la riguarda non torva applicazione per lungaggini burocratiche

Per chi come lo scrivete ha una certa età e per sua fortuna abita al centro, presi pressi dell’attuale obbrorio dell’attuale scempio della ex Caserma Massa, passando in quei paraggi si rattrista a vedere come da tempo immemorabile al posto del vecchio edificio con relativo giardino e poi del parcheggio auto continua ad esserci un qualcosa che è difficile definire se non come ricettacolo di ogni bruttura. Poi, il pensiero si sposta poco più avanti e ritorna alla mente un altro flash relativo alla tettoia liberty che fungeva da copertura all’allora pulsante mercato coperto. Che fine ha fatto? Perché il progetto che la riguarda e che prevede lo sconvolgimento, ma questa volta in positivo di tutta la zona continua a restare lettera morta?

La tettoia liberty era un simbolo di Lecce visto che era dal lontano, ormai remoto 1898 che rendeva artisticamente valido lo spazio prospiciente il Castello adibito a mercato coperto. Dopo decenni di onorato utilizzo, con qualche imbruttimento (cfr foto allegate) alla struttura, il mercato fu spostato (momentaneamente per quasi quarant’anni) in piazza Libertini, meglio nota come piazza delle Poste, la tettoia, voluta dall’allora sindaco Giuseppe Pellegrino, fu smontata e inviata a Vicenza per essere restaurata. Lavoro inutile e soldi buttati al vento perché da allora la tettoia non ha mai più trovato una degna collocazione e, come detto il progetto che ne prevede il riutilizzo langue.

Oggi la tettoia è diventata: un ammasso di lamiera tra i rovi, abbandonato nel parco del Coni, un altro capitolo di utilizzo non al meglio della città. Il denaro pubblico usato per il restauro buttato al vento perché pioggia e intemperie l’hanno danneggiata nuovamente, e si spera non in maniera irreversibile, malgrado la Soprintendenza ai beni culturali ha stabilito che l’opera è un bene da proteggere e tutelare. Una decisione che evidentemente, in molti non hanno preso in considerazione o se ne sono dimenticati.

Fa specie il contrasto registrato proprio in questi giorni in cui nel campo Coni si inaugura la moderna tensostruttura in legno che garantirà divertimento e sport, mentre i rottami della tettoia giacciono accantonati come cose vecchie, senza alcun valore buone solo a lasciare il posto al nuovo.

 

 

 

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