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L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

PALAZZO DI SANGUE di Jane Hur

Un libro di grande fascino e appassionante: “Palazzo di sangue” è storia, tradizione, thriller, mistero e amore.

June Hur è cresciuta in Canada, ma la Corea del Sud, dove è nata, è nel suo cuore ed è radice importante nella sua produzione letteraria. La scrittura è fluida, descrittiva e attraente. Con facilità ci porta indietro nel tempo, nella Corea del 1700. Le usanze, le caste, i mestieri, le condizioni di nascita coi tanti privilegi oppure con nessuno, le differenze per i nati se sono maschi o femmine: tutto viene spiegato integrandolo con la narrazione romanzesca, di modo che gli elementi si assorbano man mano, con facilità. E’ un mondo tridimensionale quello che si spalanca davanti agli occhi del lettore, siamo lì, tra le strade di città e villaggi, nei corridoi del palazzo, a temere che ogni sussurro sia udito dalle orecchie sbagliate, che dietro l’angolo ci sia la morte.

Accanto ad un giallo basato su fonti storiche ed interpretato, impreziosito, dalla capacità creativa dell’autrice, troviamo tanti temi rivolti al femminile. “Palazzo di sangue” accanto alla morte, descrive la vita delle tante donne coinvolte: la loro sottomissione silenziosa che è solo apparente, perché dietro ci sono caratteri forti, volontà di ferro, per migliorare la propria condizione e trovare libertà tra le sbarre di una società rigida e maschile. Si entra in contatto con le diverse figure, ci formiamo un’opinione e veniamo, in alcuni casi, portati a modificarla, in meglio o in peggio, perché i personaggi non restano fermi, ma si evolvono e proprio per questo tutti risultano reali e affascinanti.

Dalla protagonista a chi la affianca, perfino coloro che vediamo in modo fuggevole, ogni attore di quest’opera apporta qualcosa: sono creati in maniera completa e tridimensionale. I loro intimi crucci, i demoni interiori che lottano con la facciata di impassibilità che il mondo deve vedere, una guerra tra essere e mostrare che, a volte, sfocia in tempeste di violenza.

Ricco di suspense e di sorprese, questo testo è una lettura che si fa compulsiva, mentre procediamo tra i capitoli in cerca della verità, sprofondando nel mistero, ammaliati dai caratteri che ci si svelano.

C’è un amore che sboccia, amori che sfioriscono, ma trova spazio, anzi grande risonanza, la considerazione, la cura o la disaffezione tra genitori e figli. E’ vero che le colpe dei padri ricadono sui figli, nel senso che determinati comportamenti creano ferite enormi, lacerazioni di cuori e poi, il sangue scorre.

“Palazzo di sangue” grida di rabbia che si sfoga, di vendetta che annebbia la vista; di colpevoli protetti e innocenti che cadono, finché la giustizia non verrà ristabilita grazie a due giovani coraggiosi e indomiti.
Un romanzo storico, avventuroso, formativo; un thriller incalzante. Lettura di tanti sapori per una narrazione imperdibile.

DeA lo presenta nelle opere per ragazzi, per la giovane età dei protagonisti, ma è perfetto per ogni lettore.

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luciani.2006@libero.it

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