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L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

  UN ALIBI DI FERRO di Patricia Gibney

Torna Lottie Parker e la tensione sale, in un romanzo teso, ricco di suspense e segreti. “Un alibi di ferro” è una lettura travolgente, che scava nel passato dei personaggi e in quello della protagonista per una resa dei conti al cardiopalma.

La scrittura della Gibney scorre e corre, incontro alla morte e alla paura, per un’indagine complessa, piena di significati nascosti e di segreti, scavando dentro le menti perverse e distorte degli assassini.

La famiglia e le diverse incomprensioni che si formano al suo interno è al centro del romanzo, e ci regala un ritmo sostenuto e dinamico dalle prime pagine che, incredibilmente, riesce ad aumentare, in un crescendo che incatena alle pagine.

Le indagini di Lottie Parker sono una serie di romanzi, dove “Un alibi di ferro” è l’ultima uscita. Per comprendere tutto il sottobosco di connessioni tra i personaggi, i retroscena dei loro rapporti che li hanno portati alla situazione attuale, sarebbe preferibile leggerli in ordine di pubblicazione. Solo così l’immersione nella trama e l’empatia raggiungeranno il culmine.

Vero è che, comunque, la storia, grazie ad agganci e rimandi, è comprensibile e fruibile anche cominciando da qui. Probabile che poi si sentirà la voglia e la necessità di recuperare i passi precedenti.

I personaggi sono curati, descritti attentamente sotto il profilo caratteriale e psicologico. A loro ci si affeziona e si seguono con partecipazione nelle azioni e nelle svolte delle loro complicatissime vite. Lottie, la protagonista, è intensa, decisa, forte e fragile. Sempre divisa tra il senso di colpa verso la famiglia che non ha tutto il suo tempo e la sua attenzione, perché si scontra con il suo senso del dovere e la passione per il lavoro. I casi che segue sono difficili e un superiore teso alla carriera e ai bilanci non l’aiuta a esprimersi con la giusta tranquillità. In “Un alibi di ferro” si sentirà lacerata più che mai, per i delitti che si accumulano, e la sua famiglia biologica che minaccia i suoi affetti più vicini: figli e nipote.

Il lettore si sente coinvolto in prima persona, per i cenni che la scrittrice ha disseminato ad arte, non riuscendo a incastrare in un quadro coerente e sensato tutti i pezzi del puzzle. Chi è colpevole sembra innocente, poi ancora colpevole. Gli innocenti a un tratto non sembrano più così limpidi e pure le vittime hanno dei segreti. Sembra di perdersi, ma la Gibney tiene salde le redini della narrazione e conduce fuori dal pantano con sorprese e rivelazioni che appassionano e, alla fine, rendono giustizia.

Un testo che scava nella devianza di chi si sente invisibile e trattato ingiustamente, arrivando a gesti estremi per cambiare la situazione. Il male esiste, la cattiveria si annida dove non ce l’aspettiamo, in questo romanzo viene esplorata in modo egregio.

luciani.2006@libero.it

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