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L’Angolo dedicato al libro

L’Angolo dedicato al libro

L’AVORIO DELLA NUBIA di Claudio Rossi            

Claudio Rossi, autore di narrativa storico-avventurosa ambientata in epoca romana, torna al pubblico con un nuovo romanzo della serie “Svetonio, un medico nell’Egitto Romano”, dal titolo “L’avorio della Nubia”.
Il libro vive di vita propria ed è comprensibile da solo, anche se non si sono letti i romanzi precedenti.

Ambientato nel 108 d.C., racconta una missione nella quale si trova coinvolto il medico dell’esercito Svetonio e un suo compagno di altre avventure, il tribuno Lupo. In modo accattivante e formativo, vengono raccontati i mille scogli e i sottili inganni della diplomazia, nelle cui reti si trovano invischiati uomini che ben poco sanno della totalità dei piani. Alcuni sono lì per gloria e avanzamenti di carriera, perché sono raccomandati e altri, come Svetonio e Lupo, sono stati aggregati alla compagnia per fungere da capri espiatori qualora le cose dovessero andare male. Certo è che dall’inizio, un’azione che avrebbe dovuto essere abbastanza semplice, si colora di tensione, sospetto e incidenti misteriosi.

“L’avorio della Nubia” si può dividere in due parti, sebbene questa suddivisione non sia specificata nei capitoli: un viaggio di andata e uno di ritorno.

Nella prima parte, risalendo il Nilo attraverso due delle sue cateratte, c’è un ritmo stabile, dove l’autore è bravissimo a inserire elementi precisi di storia e colore e un senso di tensione, di aspettativa di un qualcosa di drammatico che non solo piace, ma spinge in continuazione a procedere nella lettura.

Sono bellissime le descrizioni offerte dall’autore, frutto di studio, di vera passione, che il lettore accoglie con piacere. Non manca l’uso di termini specifici e le pagine sono ricche di note a piè pagina che rendono tutto chiaro e comprensibile, per una valenza educativa non scontata.

In maniera ben bilanciata, mentre nella mente si aprono scenari sulla maestosità dell’Egitto, del suo fiume e delle milizie romane, ecco che i vari personaggi si svelano con i vizi e le virtù, le storie passate e quelle presenti. Durante il viaggio di andata possiamo entrare in sintonia con la giovane Elettra, la giovane che le milizie stanno scortando dalla casa paterna a quella del suo futuro sposo e, nella rabbia, nella tristezza della ragazza, abbiamo la possibilità di riflettere sul ruolo della donna nei tempi e nelle diverse culture. Elettra viene usata come un oggetto, che ha un valore in base alla bellezza, all’età, alla sua capacità di procreare e alla sua verginità. Una ragazza alla quale non è permesso avere sogni, né ambizioni personali, o amori: non è nulla al di là della volontà paterna e dei complessi rapporti della ragion di stato. Dall’altro lato c’è la società nubiana che, ci viene raccontato, ha un andamento matriarcale, dove sono le donne a concludere gli affari e perfino l’eredità reale avanza sulla linea di sangue materna.

Sempre nel tempo narrativo dell’andata apprezziamo la differenza tra soldati e comandanti, tra guide capaci e incapaci, tra chi ubbidisce e chi dà ordini. E’ un mondo dove molti sono lì per agire e pochi detengono il sapere di cosa c’è dietro le trame diplomatiche.

In questa parte si apprezzano le prime sorprese, gli inciampi e le movimentazioni della trama che fanno presagire il pericolo e che qualcosa non va come dovrebbe.

Con un ritmo più alto, avventuroso e d’azione è il viaggio di ritorno, dove molte volte la situazione precipita e si hanno piani, inseguimenti, fughe e inganni, si naviga, ma si procede anche a piedi, verso una casa che potrebbe rivelarsi altrettanto pericolosa.

“L’avorio della Nubia” è un libro perfetto per intrattenere e informare, raccontando, attraverso il suo protagonista, un po’ di medicina e di rimedi del tempo, fondendo azione e cervello, muscoli e fitte trame d’intelletto.

luciani.2006@libero.it

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