L’Angolo dedicato al libro
Schwarz La Follia del Nero e del Blu – volume 2 di Simone Ernesto Cavellini
Dopo “Madein”, continua la saga de “La follia del Nero e del Blu” con il secondo volume dal titolo “Schwarz”.
Avendo apprezzato il primo romanzo dove ho conosciuto la scrittura scorrevole e dinamica di Cavellini, è stata una vera gioia riprendere il viaggio in questa nuova opera, che ha da subito acceso la mia curiosità.
L’inizio riprende la parte finale del precedente volume, ma da un punto di vista nuovo, una modalità che si ripresenterà nei capitoli, portando a un vero stile di scrittura per una narrazione che regala al lettore una panoramica a tutto tondo sugli eventi e sulle azioni dei personaggi.
Non solo Edoardo e la sua storia tornano a essere protagonisti, ma anche altre figure centrali ci regalano il loro racconto, vestendo le azioni delle loro motivazioni, per una lettura ricca di ritmo e sorprese che appassiona, mantenendo ferma la narrazione in terza persona, perfetta per essere sopra le parti.
In “Schwarz” viviamo diversi salti temporali, scopriamo fatti nel passato per meglio comprendere e collocare i tasselli del presente. Non esistono parti eccessivamente didascaliche o descrittive in questo romanzo.
Avendo già caricato il primo libro dell’onere di spiegare come il mondo narrativo è stato concepito e costruito, qui troviamo un autore libero di continuare la sua storia, coinvolgendo il lettore e portandolo avanti, dando spiegazioni ad alcune domande, facendo intravedere un disegno dietro i segreti, le bugie e i sotterfugi, preparando così il terreno alla rivelazione finale del terzo volume, che sono certa avrà ancora tante sorprese.
Anche “Schwarz” porta a riflettere sul concetto di esistenza, a porci domande come “chi siamo?” “Dove andiamo?” Non ci sono dubbi che le esperienze passate, brutte o belle che siano state, ci hanno resi quelli che siamo. Nessuno può liberarsi dalle radici, nessuno di fatto lo vorrebbe. Nel romanzo esploriamo i legami famigliari, la necessità di avere accanto qualcuno che ci ami e ci sostenga, verso il quale provare sentimenti puri e forti. Il bello è che queste considerazioni nascono dal confronto con esseri potenti, degli dei, che comunque nell’enormità delle loro possibilità non sono onnipotenti e, soprattutto, non sono immuni al dolore e alla solitudine. Hanno tanto da imparare, tanto per cui combattere e devono ancora ottenere un vera coscienza di sé. L’autore ci mette davanti questi personaggi che solo in apparenza sono a noi alieni e lontani. In realtà è facile confrontare le nostre fragilità con le loro, ed ecco la magia che ci permette di metterci al loro fianco, di provare emozioni ed empatia, per una lettura avvincente, ricca di azione e sensazioni positive.
Inoltre, i personaggi, che nella modalità di stesura ci viene concesso di conoscere più intimamente, sfumano le linee nette di buono e cattivo. I dubbi si insinuano e così non si riesce a indicare in modo definitivo il malvagio, perché è chiaro che ancora dobbiamo scavare e scoprire.
Un secondo volume che innalza il piacere della lettura, perfetto sviluppo del primo: ovviamente vanno assorbiti nell’ordine di uscita o si capirà ben poco.
Non vedo l’ora di scoprire la conclusione della saga.