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L’Angolo dedicato al libro

L’Angolo dedicato al libro

I Know What I Saw So cosa ho visto di Imran Mahmood Tradotto daTessa Bernardi

Un giallo teso, originale. “So cosa ho visto” è un’opera che gioca tra passato e presente, ma soprattutto è un viaggio nel labirinto della mente, tra verità, ricordi veri, parziali e falsi, certezze che non sono tali e un puzzle da ricostruire.

Imran Mahmood ha una scrittura ipnotica. Scorrevole, cattura l’attenzione e rende magistralmente il protagonista e la sua situazione, suscitando empatia a tranfert nel lettore. Il romanzo avvolge e coinvolge, ha ritmo, suspense e le sorprese sono incalzanti.

La narrazione è in prima persona e completamente affidata al protagonista. Xander è un senza tetto, un uomo che vive per strada da trent’anni, ma non è sempre stato così. Aveva una famiglia di origine, una laurea, un buon lavoro, una compagna, amici. Scoprire cosa ha portato lui a sentire la gabbia di un’abitazione, a ricercare il cielo e la terra per pulirsi i pensieri e riuscire a respirare, è parte integrante di una trama ricca, capace di scavare nel dolore, nella perdita e in quelle pietre miliari della vita che, insopportabili, fanno fare alla mente una giravolta.

Se da un lato l’opera dà luce agli invisibili, dall’altro è un giallo psicologico raffinato. Il protagonista, in una notte di pioggia, assiste a una morte violenta. Dalla sua decisione di denunciare il fatto alla polizia, la trama s’innalza e mostra ben presto stranezze, incongruenze, un mistero che tiene incollati alle pagine.

Pochi i personaggi in gioco, ben costruiti, ottime spalle per la trama. La Londra del libro, sebbene presente con le sue strade, i parchi e i quartieri è ininfluente: potrebbe essere qualsiasi altro luogo e tutto funzionerebbe nel medesimo modo. C’è un unico teatro degli eventi, un solo luogo davvero importante ed è la mente di Xander e i suoi ricordi.

Semi di tragedia gettati in una famiglia con luci e ombre, un uomo fragile e perso e la sua tenace ricerca della verità, porteranno il lettore nei luoghi oscuri della psiche, fino al finale che contiene una doppia sorpresa.

luciani.2006@libero.it

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