L’Angolo dedicato al libro
DELITTO ALL’ORA DEL TÈ di Catherine Coles Traduzione a cura di: Marta Lanfranco
Dopo aver letto e apprezzato “Un misterioso omicidio e molti segreti”, con gioia mi sono buttata tra le pagine di “Delitto all’ora del tè” e non sono rimasta delusa.
Ritornare in compagnia di Martha e di sua sorella Ruby, del vicario Luke e delle curiose pettegole che formano un gruppo divertente quanto formidabile, è stato confortevole e piacevole.
Ambientato nel 1947, questo romanzo ha l’impianto del giallo classico unito alla curiosità per le altrui faccende che ha reso celebre e infallibile la Miss Marple di Agatha Christie, il tutto con la profondità di temi forti e fruibili veicolati con la naturalezza della narrativa.
La scrittura della Coles e piacevolissima, ritmata, contraddistinta da tanti dialoghi scorrevoli. Subito si entra nella storia che è un mistery giocato tutto sui dettagli, sull’osservazione e sulle parole di chi viene interrogato. Martha e Luke, nelle loro indagini irregolari e soprattutto non benedette dal funzionario preposto, ascoltano, pongono domande e passano molto tempo coi possibili colpevoli. Seguendoli vediamo le maschere di perbenismo cadere, abitanti tranquilli e rispettabili rivelano la loro natura e i mille meschini segreti che li rendono gretti ed egoisti.
La psicologia dei personaggi è pensata e costruita con cura dall’autrice, per incastri perfetti tali da permettere al lettore di giungere alle giuste conclusioni. Dinamismo, ritmo e rivelazioni, rendono il romanzo una lettura che chiama.
C’è classe nell’esposizione della storia, delicatezza su certe dinamiche e sincerità in altre. Perfetto per essere fedele al periodo storico nel quale il libro si pone, offre degli spunti di riflessione importanti, che appartengono anche all’oggi.
“Delitto all’ora del tè” smaschera l’ipocrisia del pensiero che giudica i comportamenti libertini di una donna, dando tutti i demeriti alla lei di turno, assolvendo gli uomini, in un gioco delle colpe sbilanciato e ignobile.
Chi doveva essere protetta e compresa, viene usata, abbandonata, privata di tutto. Chi ha fatto numerosi torti e tradimenti si auto assolve da solo e dalla società, che non è capace di comprendere ma solo di infierire su chi è già per terra. Il romanzo racconta un mondo maschile, un retaggio di cui ancora oggi soffriamo determinati comportamenti, sintomo che nella nostra pretesa modernità siamo ancora chiusi, ciechi e sordi al vero mutamento.
Come l’opera precedente, “Delitto all’ora del tè” è fruibile da solo, con un caso che si apre e si chiude nella più classica e amata delle riunioni con presenti tutti i sospetti, se però volete avere piena conoscenza delle dinamiche tra i personaggi, allora vi consiglio di leggerli in ordine. In questo modo potrete apprezzare l’evoluzione nel carattere di Martha, sapere con precisione cosa c’è dietro i riferimenti alla scomparsa di suo marito Stan, e rimanere col fiato sospeso per il sentimento che c’è, ma viene tenuto a bada tra lei e Luke.
Particolari che sono esterni al giallo, ma che rappresentano il filo conduttore della serie.
Per gli amanti del giallo classico, un libro da non perdere.