L’Angolo dedicato al libro
GLI IMPROVVISATI di Francesco Mimmo e Roberto Poggi
Un giallo dinamico e brioso, “Gli improvvisati” conquista con il suo andare avvolgente, i personaggi strampalati e un’atmosfera pienamente mistery.
Gli autori hanno una scrittura fluida, capace di regalare leggerezza moderna e corretta. Riescono a fondere notizie di interesse sugli argomenti più disparati che permettono di entrare nella cornice logistica di Torino e non solo. Informazioni curiose, educative, senza mai uscire dal tracciato dalla trama. Ecco che, un romanzo giallo, nasconde in sé note storiche non scontate che è piacevole trovare e danno ulteriore caratterizzazione al personaggio che le fornisce.
“Gli improvvisati” deve il suo valore sia alla trama interessante, con sorprese correttamente intervallate nei capitoli, ma soprattutto ai suoi protagonisti. Un gruppo improbabile, assolutamente male assortito, ma proprio perché i suoi attori sono tanto diversi l’uno dall’altro per competenze e vissuto, inspiegabilmente funziona. Antimo si trova per le mani un caso di sparizione, lui che da aspirante investigatore privato da solo non potrebbe accettare. Una serie di circostanze lo portano a collaborare con Giorgio, poi il duo diventa un trio con Giulia e alla fine, il quartetto dei moschettieri dell’indagine si completa con Emma. Sono davvero dei detective improvvisati, che tra situazioni paradossali, con istantanee divertenti, si ritrovano uniti alla ricerca della verità, sperimentando anche una ritrovata gioia di vivere.
“Gli improvvisati” procede con un buon ritmo narrativo e cela sotto tanta goliardica sconsideratezza uno spaccato sociale che fa riflettere: la difficoltà dei giovani di trovare lavoro o, se ne trovano uno che li appassioni e li stimoli, i problemi di arrivare a fine mese tra necessità e sfizi; la solitudine e il grigiore di chi si sente imprigionato in una dimensione asfissiante, apparentemente priva di sbocchi che prosciuga forze e creatività; quella vita che dovrebbe dare di più e che invece sembra offrire sempre meno; la tristezza tragica che si cela sotto esistenze apparentemente dorate, che si rivelano zoppicanti tentativi di uscire da un pozzo per tendere alle stelle.
La storia procede tra i tentativi di documentare un caso di corna, per il lavoro ufficiale, e la ricerca di una modella, per l’indagine segreta. Più giocosa e divertente sarà la ricerca della foto perfetta che incastra una moglie allegra; avvincente e con colpi di scena si rivela la scomparsa della bella Alina. Indizi che vanno esaminati, intuizioni che portano su false piste e altri che rivelano una verità non immediata e scontata, portano il lettore nella vera dimensione del giallo investigativo, mentre il lavoro su strada e di appostamento mostra che, spesso, il lavoro dell’investigatore privato non possiede il fascino di Sherlock Holmes, in quanto più simile ad una commedia alla Verdone.
“Gli improvvisati” e le loro gesta diventano ben presto amici del lettore, che con loro si trova coinvolto e in ottima compagnia. Perfetto per una lettura sotto l’ombrellone o sul divano, in montagna come in città, con il libro di Roberto Poggi e Francesco Mimmo vi troverete in una storia dilettevole ed intrigante.
Giunti alla fine non si vedrà l’ora di una nuova avventura a bordo della fantastica Fulvia, il mezzo più elegante, confortevole e antico, del moderno giallo all’italiana!