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L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

ADORATA NEMICA MIA di Marcela Serrano

Questa settimana consigliamo l’ultimo romanzo della nota scrittrice cilena Marcela Serrano, Adorata nemica mia un’esplorazione dell’animo femminile che tesse un filo che unisce le donne. Il romanzo è suddiviso in venti racconti: Dulcinea racconta la sua versione della storia con Don Chisciotte della Mancia, Maria ha perso il nemico di una vita, Irma si sfila l’anello, Anabella aspetta la felicità, Laura è contro il femminismo, ritratti di donne, di amicizia, di odio, di amore, di delusione.

Di seguito un estratto dal racconto “2 luglio”: «I suoi quarant’anni erano grigi come lui, come i suoi baffetti radi, il suo completo di stoffa a buon mercato, il colletto rammendato della camicia, come il colorito che assumeva la sua pelle al calar della sera, grigi come il mondo e l’esistenza di Pedro Angel Reyes, completamente privi di luminosità.

Quel mattino del 2 luglio sarebbe stato l’apatico inizio di una domenica qualunque, in cui il letto avrebbe finalmente acquisito un’altra sfumatura andando oltre la sua funzione principale: uno spazio in cui tornare dopo la succulenta colazione preparata da Carmen Gaza, togliendo alle tiranne sei del mattino la puntualità dei giorni feriali. Si sarebbe rigirato un po’ tra le lenzuola dopo aver gustato le squisite enchiladas con pollo e crema di formaggio, un’abbondante tazza di caffè appena macinato, i panini dolci a forma di conchiglia e quei dolcetti ricoperti di marmellata e zuccherini, i garibaldis, e approfittando della bella stagione anche il dolce sapore del mango di Manila. Magari avrebbe anche convinto sua moglie a tornare a letto con lui per godersi un po’ di piacere mattutino, sempre che fosse riuscito a digerire tutto quel ben di Dio, – Devo mettermi in forze, altrimenti come faccio? – Prima di affrontare l’ormai noto dilemma di come riuscire a farla divertire nei giorni festivi, dato che i soldi sono così pochi, lei è così esigente ed io così noioso. Le discussioni tra Carmen Garza e Pedro Angel Reyes erano prevedibili come il lunedì che seguiva, tangibile e ordinato. La noia in agguato, implacabile, manifesta, s’infilava come una folata d’aria malsana nel salotto pieno di mobili di legno di pino e di velluti».

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