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L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

L’ANGOLO DEDICATO AL LIBRO

DIRITTO DI SANGUE di Gigi Paoli

Torna Marchi, e chi lo conosce dal primo romanzo è felice! Torna il giornalista della giudiziaria, l’esperto di Gotham, e con lui le storie che prendono tra suspense e umanità. “Diritto di sangue” è la nuova opera di Gigi Paoli, un appuntamento in libreria imperdibile per chi ama i personaggi e vuole scoprire nuove evoluzioni nei loro rapporti, ma sarà una bella lettura anche per chi da qui comincerà.

Descrittiva, immediata, ritmata, la scrittura di Paoli immerge nell’atmosfera di Firenze, città di luci e ombre che mostra un volto sotto il sole e un altro dopo il tramonto. Il teatro delle vicende esce dalle pagine, diviene tridimensionale e vivibile, grazie agli scorci unici della città, con la sua storia, un luogo dove anche le piante hanno voce.

I personaggi sono completi, possiedono carattere, profondità, pregi e difetti. Non sono eroi perfetti, ma esseri umani che al lettore si legano, trasmettendo sensazioni su ampio spettro.

Emozionante “Diritto di sangue” è una narrazione che conquista, regalando sorprese che colpiscono, spiazzano, per un dinamismo della narrazione piacevole. Difficile posare questo romanzo, si vuole la verità o almeno una certa verità, proprio come la desiderano i personaggi. Mai come in questo libro si sentirà forte il bisogno, la fame di giustizia. Una giustizia che appare frustrata, negata e taciuta.

Marchi è sempre più protagonista ed attore fondamentale della storia. C’è il dolore fisico da affrontare, risultato della spaventosa caduta avvenuta nel libro precedente; un ritorno alla normalità fatta di autonomia e lavoro che è un traguardo al quale tendere. Un nuovo modo di considerare l’esistenza, magari finalmente con un amore che rechi sollievo, che sia sostegno e completezza. E poi gli omicidi di oggi, sconvolgenti per le connessioni che li accomunano, tutte da trovare, da scovare, da disseppellire da un passato mai dimenticato, ma solo accantonato che riguarda da vicino Marchi stesso. Ed eccolo il passato, rappresentato da una storia di vent’anni prima, che si innalza dal periodo nero delle BR, dove si aveva paura di uscire, di andare in certi luoghi, col dubbio se si sarebbe rientrati a casa la sera. “Diritto di sangue” scava nelle farneticazionI di chi diceva una cosa, ma coi fatti dimostrava altro; mostra la tragedia dei legami recisi anzitempo e senza preavviso, impedendo un saluto, un abbraccio, un ultimo sguardo. Il libro racconta di come le storie possano avere un andamento ciclico, ritornare, e allora spezzare il cerchio è un’azione che richiama sangue.
Il sensazionalismo che il caso suscita è però secondo all’umanità, alla storia che c’è dietro, alle parti recitate dagli attori in causa ieri ed oggi. Ci saranno attimi commoventi e altri che faranno riflettere, mentre il giallo avanza e non si ferma, il puzzle si completa per il punto di vista unico, sopra le parti, che tutto vede, del lettore.
Chi può esigere il diritto di sangue? Scopritelo leggendo questo romanzo.

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