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L’Angolo dedicato al libro; IL RE DI DENARI di Sandrone Dazieri

L’Angolo dedicato al libro; IL RE DI DENARI di Sandrone Dazieri

IL RE DI DENARI di Sandrone Dazieri

Terzo e conclusivo capitolo che chiude il percorso di Dante e Colomba, iniziato con “Uccidi il padre” e “L’angelo”, da subito “Il re di denari” risveglia l’emozione e la passione per i personaggi e la trama.

Dazieri ha una scrittura febbrile, intensa, con un ritmo in crescendo come una valanga: tutto travolge e stravolge. Seguire le sue storie è avventura, sorprese, pericolo, un mix adrenalinico che crea dipendenza. E’ una musica che risuona potente di bassi che prendono allo stomaco, è la voglia di comprendere, è il desiderio di svelare anche il più piccolo tassello di una vicenda dolorosa, spaventosa. La vita stravolta delle vittime, dei famigliari, i bambini, prede innocenti, ancora più vulnerabili perché scelti in base ad una precisa disabilità, l’autismo: già misterioso di suo e difficile da gestire per chi lo vive, per chi cerca di prevenirne le crisi di rigidità, per chi cerca di attenuarne le peculiarità.

Qualcuno nell’ombra cerca una sedicente cura per chi rientra nel range dello spettro autistico: ecco il thriller che si riveste di impatto sociale, entrando nello sconfinato e non considerato, perché indesiderato, mondo delle disabilità, mentre al contempo, la profondità di una realtà si tinge di nero e di giallo, giocando con la suspense per intrattenere, basandosi sul vero per insegnare qualcosa.

“Il re di denari” ha una trama sostenuta da sorprese e sospetti, perché l’unica cosa certa è che di nessuno ci si può fidare, che quello che si vede è solo la punta di un iceberg così vasto e sommerso che trovare un innocente è difficile, difficilissimo. Vari gradi di colpa da distribuire e, in questo, Colomba e Dante che si colpevolizzano per eventi fuori dal loro controllo. Ma è così che si comporta chi ha un’anima: soffre, si dibatte nel dolore, anche quando il male è frutto di altri.

All’inizio separati, impegnati uno a salvarsi e l’altra a ricomporsi per trovare la forza di continuare a cercare il compagno di mille avventure, i due protagonisti tornano a far innamorare i lettori di loro, delle loro fragilità, delle loro perfette imperfezioni. Tenaci, caparbi, resilienti e fuori da ogni schema e inquadratura di comando, Dante e Colomba si giocano le vite perché il mostro venga fermato, perché il genio sia nuovamente rinchiuso nella bottiglia.

Ma mostri si nasce o si diventa? Davvero si può odiare chi come noi ha sofferto e patito? L’unica cosa certa è che esistono diversi modi di reagire alle vicende che ci segnano, esattamente come esistono diversi modi di essere autistici e molti non hanno nulla della romantica visione di Rain Man.

Tra informazione e suggestione, fornendo al suo romanzo solide basi di documentazione, che passano attraverso lo studio di opere tra le quali non mi è sfuggito il rimando a Villa Blu e quindi a “Il manicomio dei bambini” di Gaino, scritto che ho avuto il piacere e l’onore di recensire, Dazieri ci regala un thriller ancora più appassionante e spaventoso perché possibile.

Il più grande inganno del diavolo è farci credere che non esista. Il padre e i suoi esperimenti sono opera di fantasia, vero Sandrone? L’unica speranza è che, nel caso siano più reali di quello che sia auspicabile pensare, ci siano, da qualche parte, anche una Colomba e un Dante.

“Il re di denari” la chiusura di una trilogia superba. Continuerà?

Altamente consigliato seguire il preciso ordine di uscita delle opere.

luciani.2006@libero.it

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