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L’ASL LECCE NON RINNOVA IL CONTRATTO AGLI OSS PRECARI

L’ASL LECCE NON RINNOVA IL CONTRATTO AGLI OSS PRECARI

Saranno assunti sempre come precari i vincitori di un concorso tenuto a Foggia nel 2018

Dopo aver combattuto in prima linea dallo scoppio della pandemia ad ora, tra l’altro con un escalation della stessa in questi giorni, un anno fa considerati angeli e acclamati come eroi; oggi, invece, ricevono il benservito per il servizio svolto con coraggio e abnegazione, nel corso di tutti questi mesi. Sono tanti, troppi, gli operatori sociosanitari precari che perderanno il posto di lavoro a causa di una situazione del tutto paradossale. A farsi carico della loro battaglia sono state le Segreterie territoriali dei sindacati FP Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, che si sono rivolte all’avvocato Michele Maggio, firmatario di una lettera indirizzata al Direttore Generale della Asl di Lecce e al Dipartimento Promozione della Salute della Regione.

Più volte nel corso degli scorsi mesi, infatti, l’Azienda sanitaria del capoluogo salentino aveva pattuito con le organizzazioni sindacali – fanno sapere – una proroga dei contratti a tempo determinato degli oss fino a 36 mesi. Ma sembrano cambiate le carte in tavole per i 241 operatori che hanno scontato il loro precariato durante la pandemia e adesso costretti a cercarsi un altro lavoro. A rimpiazzare gli oss uscenti saranno i vincitori del concorso di Foggia del 2018, ormai in attesa da anni in mezzo a varie vicissitudini burocratiche. Ma qui il paradosso: anche loro saranno assunti con contratti brevi, sostituendo i precari uscenti con nuovi precari.

“A tal proposito – scrive l’avvocato Maggio il richiamo all’art. 97 della Costituzione per perorare la causa degli idonei al recente concorso non appare del tutto pertinente, poiché i lavoratori in oggetto furono reclutati dopo il superamento di una selezione e, al momento, non sono privi di occupazione, ma titolari di un rapporto lavorativo il cui posto dovrebbe essere “sacrificato” in favore di altri soggetti (non) vincitori di concorso”.

È in questo quadro che le associazioni a difesa dei lavoratori chiedono alla Asl di Lecce di “trattenere in servizio tutti i lavoratori interessati per una durata complessiva non inferiore a 36 mesi”. A questo si aggiunge anche la richiesta di stabilizzare tutti i lavoratori che matureranno i requisiti nel corso di quest’anno.

“In caso contrario- conclude l’avvocato – i lavoratori sarebbero inevitabilmente costretti ad agire in giudizio, non solo facendo valere le ragioni innanzi esposte, ma anche sollecitando la valutazione giudiziale sulla legittimità del termine apposto ‘ab origine’ ai rapporti lavorativi, con riferimento alle ‘comprovate esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale, con le conseguenze risarcitorie previste dalla legge’”.

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