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MA LE COPPIE DI FATTO RIENTRANO FRA I CONGIUNTI O NO?

MA LE COPPIE DI FATTO RIENTRANO FRA I CONGIUNTI O NO?

Opportuno un chiarimento dal Governo nell’ambito delle nuove disposizioni anti Covid-19 che andranno in vigore dal 4 maggio.

Sembrerà strano ma il tanto atteso decreto per disciplinare la fase  2 dell’emergenza coronavirus, ormai di dominio pubblico, pur con tutte le sue precisazioni e specificazioni varie lascia ancora in piedi più dubbi sull’interpretazione del suo contenuto.

Una delle notizie più attese era come ci si doveva comportare nei rapporti sociali tra persone che pur vivendo rapporti affettivi saldi e più o meno datati, non sono non uniti da matrimonio o da unione civile. Nel testo declamato ieri dal premier Conte la novità introdotta riguarda gli spostamenti per far visita ai congiunti, un termine nell’ambito della società moderna, molto generico che lascia molti dubbi.

L’art. 1 del Dpcm in merito alle misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale, alla lettera a ribadisce che sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute, aggiungendo che Si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie.

Ora, il dubbio che attanaglia gli italiani, in particolare quelli nella situazione sopra indicata, è chi deve intendersi per congiunti per i quali gli spostamenti sono ritenuti necessari? Giusto per non lasciare noi dei dubbi, rientrano tra i congiunti anche coloro che sono uniti da un vincolo di coppia di fatto ovvero sono congiunti anche i partner non legati da alcun vincolo civile?

La definizione adottata dal Governo lascia molte zone d’ombra. Sulla base dell’articolo 307 c.p. per prossimi congiunti si intende gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti: nondimeno, nella denominazione di prossimi congiunti, non si comprendono gli affini, allorché sia morto il coniuge e non vi sia prole.

Quindi, tenendo fede a quanto stabilito dal codice penale, dal 4 maggio spazio alle visite a nonni, genitori, figli, nipoti, fratelli e sorelle, e parenti del coniuge.

Sulla questione di fidanzati e partner non uniti da matrimonio o unione civile, il Governo non si è ancora espresso, sarebbe opportuno che lo facesse presto perché il fatto interessa diverse migliaia di persone.

 

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